Cass. civ., SS.UU., sentenza 26/06/2003, n. 10162
CASS
Sentenza 26 giugno 2003

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In tema di ordinamento professionale forense, qualora sia accertata una incompatibilità, ai sensi dell'art. 37, primo comma, numero 1, del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, in relazione all'art. 3 dello stesso R.D.L., può farsi luogo all'adozione del provvedimento amministrativo, non sanzionatorio, della cancellazione dall'albo. Ma ciò non esclude che, qualora la sussistenza di una situazione di incompatibilità venga fraudolentemente celata o negata dal professionista, tale condotta integri gli estremi di un illecito disciplinare. (Nella specie l'incolpato, all'atto dell'iscrizione all'albo degli avvocati, aveva rilasciato false dichiarazioni circa lo svolgimento di un'attività commerciale quale socio illimitatamente responsabile di una società di persone e, in sede di successive verifiche disposte dal consiglio dell'ordine, aveva omesso di dichiarare il persistente esercizio della detta attività).

Nel giudizio disciplinare a carico di avvocato, l'eccezione di prescrizione dell'azione disciplinare non è proponibile, per la prima volta, in sede di legittimità, avverso la decisione del Consiglio nazionale forense, trattandosi di eccezione di merito che postula indagini di fatto.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., SS.UU., sentenza 26/06/2003, n. 10162
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 10162
Data del deposito : 26 giugno 2003

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