Cass. pen., sez. VI, sentenza 31/05/2012, n. 34480
CASS
Sentenza 31 maggio 2012

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I maltrattamenti in famiglia integrano un'ipotesi di reato necessariamente abituale che può caratterizzarsi anche per la contemporanea sussistenza di fatti commissivi e omissivi, i quali acquistano rilevanza penale per effetto della loro reiterazione nel tempo, perfezionandosi allorché si realizza un minimo di tali condotte collegate da un nesso di abitualità. (Nella specie la S.C. ha annullato la sentenza di secondo grado nella parte in cui aveva ritenuto la continuazione tra condotte commissive e omissive, evitando di considerare il carattere unitario dell'azione di maltrattamenti).

Commentari8

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  • 1Anche l'omissione di cure da parte della badante integra il delitto
    Carlo Parodi · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/

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  • 2Vittime di violenza familiare: la sentenza del tribunale di Torino
    Avv. Mario Pavone · https://www.avvocatoandreani.it/ · 18 settembre 2025

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  • 3Maltrattamenti in famiglia e minori presenti: la Cassazione impone rigore sull’aggravante, non basta un solo episodio (Cass. pen. n. 20128/25)
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    Ivano Ragnacci · https://www.diritto.it/ · 7 maggio 2021

    Con l'elaborato si commenta una recentissima Sentenza di merito emessa dal Tribunale di Roma che assolveva l'imputato arrestato per maltrattamenti e lesioni in danno della moglie ed alla presenza del figlio minorenne. SOMMARIO_1.Introduzione 2. La vicenda. 3. L'abitualità nei maltrattamenti. 4. L'interpretazione a contrario della c.d. violenza assistita. 5. Conclusioni. Con la Sentenza n. 859 del 2021, depositata lo scorso 2 aprile 2021, il Giudice dell'Udienza Preliminare del Tribunale di Roma – Ufficio 40° -, nel predisporre il provvedimento giurisdizionale in commento, oltre a ribadire la necessità di riscontrare l'irrinuciabile requisito dell'abitualità – a prescindere dalla gravità …

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  • 5Maltrattamenti in famiglia e lo spartiacque dell’abitualità della condotta
    Riccardo Radi · https://www.filodiritto.com/ · 10 aprile 2021

    Nell'ambito di una convivenza difficile, conflittuale, in cui vengono a mancare i doveri di solidarietà tra coniugi, ma non risultano reiterazione di condotte in grado di realizzare una pregnante offesa della integrità psicofisica della vittima, tali da farla precipitare in una condizione duratura di sofferenza e prostrazione non è configurabile il reato di maltrattamenti in famiglia. La motivazione in sintesi di una recente sentenza del Tribunale di Roma Sezione Gip emessa in data 5 febbraio 2021, che dichiara il non doversi procedere in ordine al reato di maltrattamenti in famiglia perché il fatto non sussiste. Nel procedimento era stata applicata inizialmente una misura cautelare. …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 31/05/2012, n. 34480
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 34480
Data del deposito : 31 maggio 2012

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