Cass. pen., sez. VI, sentenza 23/10/2009, n. 46514
CASS
Sentenza 23 ottobre 2009

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Il "metus publicae potestatis", elemento della fattispecie di concussione, deve essere ravvisato non solo quando la volontà del privato sia coartata dall'esplicita minaccia di un danno ovvero fuorviata dall'inganno, ma altresì qualora venga repressa dalla posizione di preminenza del pubblico ufficiale, il quale, pur senza avanzare esplicite ed aperte pretese, di fatto agisca in modo da ingenerare nella vittima la fondata convinzione di dover sottostare alle decisioni del pubblico ufficiale per evitare il pericolo di subire un pregiudizio, inducendolo così a dare o promettere denaro o altra utilità. (Fattispecie relativa alla richiesta da parte del componente di una commissione ispettiva di un incarico di consulenza di cui prospettava al privato la necessità al fine della definizione della pratica ispettiva).

È illegittima la motivazione della sentenza d'appello che, nel confermare, il giudizio di insussistenza delle circostanze attenuanti generiche, si limiti a condividere il presupposto dell'adeguatezza della pena in concreto inflitta, omettendo ogni apprezzamento sulla sussistenza e rilevanza dei fattori attenuanti specificamente indicati nei motivi d'impugnazione.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 23/10/2009, n. 46514
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 46514
Data del deposito : 23 ottobre 2009

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