Sentenza 19 febbraio 2010
Massime • 1
È onere dell'imputato produrre copia della sentenza rilevante ai fini del riconoscimento della continuazione e qualora egli non vi provveda nel giudizio di cognizione può, comunque, proporre la relativa richiesta al giudice dell'esecuzione, ex art. 671, comma primo, cod. proc. pen., ove, come nella specie, i giudici di merito non si siano pronunciati in senso negativo al riguardo (nella specie l'imputato si era limitato ad indicare gli estremi di detta sentenza).
Commentario • 1
- 1. Sentenza Cassazione Penale n. 18222 del 17https://www.laleggepertutti.it/
Penale Sent. Sez. 6 Num. 18222 Anno 2013 Presidente: GARRIBBA TITO Relatore: APRILE ERCOLE SENTENZA sul ricorso presentato da Taormina Francesco Paolo, nato a San Vito Lo Capo il 06/10/1971 avverso la sentenza del 28/09/2011 della Corte di appello di Palermo; visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere Ercole Aprile; udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Tindari Baglione, che ha concluso chiedendo l'inammissibilità del ricorso; udito per la parte civile Salvatore Spezia l'avv. Antonino Sugamele, che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso; udito per l'imputato l'avv. Stefano Lucido, che ha …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. V, sentenza 19/02/2010, n. 12789 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 12789 |
| Data del deposito : | 19 febbraio 2010 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Udienza pubblica
Dott. COLONNESE Andrea - Presidente - del 19/02/2010
Dott. AMATO Alfonso - rel. Consigliere - SENTENZA
Dott. OLDI Paolo - Consigliere - N. 470
Dott. SAVANI Piero - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. VESSICHELLI Maria - Consigliere - N. 41849/2009
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA/ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
1) HI IO N. IL 08/07/1982;
avverso la sentenza n. 737/2005 CORTE APPELLO DI ANCONA, del 02/07/2009;
visti gli atti, la sentenza ed il ricorso;
udita in pubblica udienza, del 19/02/2010 la relazione fatta dal Consigliere Dott. Alfonso Amato;
udito il P.G. in persona del Dott. Di Casola che ha concluso per l'ann.to c.r..
MOTIVI DELLA DECISIONE
IT DA è stato condannato con rito abbreviato dal gip del Tribunale di Ascoli Piceno per lesioni gravi in danno del vicequestore Carosi PA, che colpiva col lancio di pietre alla gamba sinistra, nel corso del servizio d'ordine pubblico disposto per l'incontro fra squadre di calcio della Sanbenedettese e del Pescara.
La Corte d'Appello di Ancona confermava.
Ricorre il difensore, deducendo l'omesso esame di una questione decisiva: con l'appello si era chiesta l'applicazione della continuazione con i reati oggetto della sentenza n. 1/05 del gup di Ascoli Piceno (artt. 336, 337 e 635 c.p.), commessi nel medesimo contesto di tempo e di luogo. A tale richiesta la corte di merito non ha dato riscontro.
La doglianza non può essere condivisa.
Non risulta che il ricorrente abbia prodotto la citata sentenza del gup del Tribunale di Ascoli Piceno, da cui deriverebbe la possibilità di operare l'aumento di pena ai sensi dell'art. 81 c.p.v. c.p. per il reato oggi oggetto di cognizione.
Orbene, l'interessato potrà avanzare richiesta in tal senso al giudice dell'esecuzione, ai sensi dell'art. 671 c.p.p., comma 1, dal momento che i giudici di merito non si sono pronunciati in senso negativo al riguardo.
Il ricorso va rigettato, con la condanna del IT alle spese processuali.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento.
Così deciso in Roma, il 19 febbraio 2010.
Depositato in Cancelleria il 1 aprile 2010