Cass. pen., sez. I, sentenza 09/01/2013, n. 8513
CASS
Sentenza 9 gennaio 2013

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

In tema di applicazione della continuazione in sede esecutiva il giudice, ponendo a raffronto le sentenze deve verificare la ricorrenza di almeno alcuni degli indici rivelatori dell'identità del disegno criminoso - tra cui la distanza cronologica tra i fatti, le modalità della condotta, la sistematicità e le abitudini programmate di vita, la tipologia dei reati, il bene protetto, l'omogeneità delle violazioni, la causale, le condizioni di tempo e di luogo - onde accertare se sussista o meno la preordinazione di fondo che cementa le singole violazioni.

Commentari2

  • 1Recidiva reiterata: cosa comporta?
    Paolo Remer · https://www.laleggepertutti.it/ · 25 dicembre 2020

  • 2Più reati: unico disegno criminoso o stile di vita illecito? (Cass. 3272/20)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 10 marzo 2020

    Per ritenere più fati reato avvinti dal vincolo della continuazione è necessaria l'ideazione unitaria delle pluralità di condotte illecite, che devono costituire parte integrante di un unico programma criminoso deliberato per conseguire un determinato fine, per il quale si richiede l'originaria progettazione di una serie ben individuata di illeciti, già concepiti almeno nelle loro caratteristiche essenziali. Il riconoscimento della continuazione necessita, anche in sede di esecuzione, non diversamente che nel processo di cognizione, di una approfondita verifica della sussistenza di concreti indicatori, quali l'omogeneità delle violazioni e del bene protetto, la contiguità …

     Leggi di più…

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 09/01/2013, n. 8513
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 8513
Data del deposito : 9 gennaio 2013

Testo completo