Cass. pen., sez. IV, sentenza 15/12/1999, n. 4751
CASS
Sentenza 15 dicembre 1999

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L'arresto in flagranza di reato da parte del privato, nei casi consentiti dalla legge ex art.383 cod. proc. pen., si risolve nell'esercizio di fatto dei poteri anche coattivi e nell'esplicazione delle attività procedimentali propri dell'organo di polizia giudiziaria normalmente destinato ad esercitare tale potere. Quando invece il privato si limita ad invitare il presunto reo ad attendere l'arrivo dell'organo di polizia giudiziaria, nel frattempo avvertito, non si versa nella fattispecie di cui all'art. 383 cit., ma in semplice comportamento di denuncia consentito a ciascun cittadino in qualsiasi situazione di violazione di legge penale. (Fattispecie in cui dal testo del provvedimento impugnato risultava che il proprietario di un negozio si era limitato ad invitare il presunto ladro a fermarsi e attendere l'arrivo della polizia, senza esplicare alcuna forma di coazione; la Corte ha osservato che l'arresto in flagranza da parte del privato richiede un comportamento concludente che esprima l'intento di eseguire l'arresto, quale l'accompagnamento coattivo del soggetto presso un ufficio di polizia, ovvero l'apprensione mediante esercizio della coazione previa dichiarazione dell'intento di eseguire l'arresto).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. IV, sentenza 15/12/1999, n. 4751
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 4751
Data del deposito : 15 dicembre 1999

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