Cass. pen., sez. I, sentenza 27/01/1998, n. 461
CASS
Sentenza 27 gennaio 1998

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In tema di applicazione delle misure di prevenzione nei confronti di soggetti indiziati di appartenenza a un'associazione criminale finalizzata all'usura e all'estorsione, connotata ontologicamente da metodo e struttura analoghi a quelli propri dell'associazione di tipo mafioso, gli specifici elementi sintomatici della presumibile appartenenza del proposto a siffatto sodalizio di per sè implicano una latente e permanente pericolosità sociale, sì che, al fine di escludere l'attualità di tale pericolosità, occorre acquisire concreti e contrastanti dati attestanti il recesso personale del soggetto da quella organizzazione o la disintegrazione di questa. Ne consegue che, una volta che il giudice della prevenzione abbia fornito adeguata motivazione in ordine alla ritenuta sussistenza di detta partecipazione, e non sussistano elementi - a parte il decorso del tempo, di per sè non decisivo - dai quali possa ragionevolmente desumersi che l'appartenenza sia venuta meno, non occorre alcuna specifica motivazione che dia conto delle ragioni per le quali il soggetto sia da considerare anche attualmente pericoloso.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. I, sentenza 27/01/1998, n. 461
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 461
    Data del deposito : 27 gennaio 1998

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