Sentenza 3 ottobre 2023
Massime • 1
I termini di durata massima della custodia cautelare, stabiliti per la fase che inizia con l'esecuzione della misura e che si conclude con il provvedimento che dispone il giudizio, non decorrono nuovamente nel caso in cui nel corso dell'udienza preliminare sia dichiarata la nullità della notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza medesima, perché la declaratoria di nullità interviene nella stessa fase non ancora conclusa e non determina la regressione del procedimento ad una fase diversa.
Commentario • 1
- 1. Art. 419 c.p.p. Atti introduttivihttps://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli
Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 03/10/2023, n. 2750 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 2750 |
| Data del deposito : | 3 ottobre 2023 |
Testo completo
02750-24 REPUBBLICA ITALIANA In nome del Popolo Italiano LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SESTA SEZIONE PENALE Composta da: Sent. n. sez.1662 Gaetano De Amicis Presidente Emilia Anna Giordano C.C. 03/10/2023 Maria Silvia Giorgi R.G.N. 30135/2023 Riccardo Amoroso Pietro Silvestri Relatore ha pronunciato la seguente SENTENZA Sul ricorso proposto da CH DI, nato in [...] il [...] avverso l'ordinanza emessa dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di CC il 19/06/2023 visti gli atti ed esaminato il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere, Pietro Silvestri;
lette le conclusioni del Sostituto Procuratore Generale, dott.ssa Silvia Salvadori, che ha chiesto l'annullamento senza rinvio dell'ordinanza impugnata;
RITENUTO IN FATTO 1) (Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di CC, dichiarata la nullità della notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari, ha disposto la restituzione degli atti al Pubblico Ministero e che il termine di durata di un anno della custodia cautelare in carcere applicata nei riguardi di CH DI decorresse, ai sensi dell'art. 303, comma 2, cod. proc. pen. nuovamente dalla data della udienza in questione (19.6.2023). Si 1 2. Ha proposto ricorso per cassazione l'imputato articolano un unico motivo con cuisi deduce violazione di legge. Il tema attiene al nuovo decorso del termine di fase di durata della custodia cautelare, atteso che, argomenta il ricorrente, nel caso di specie, per effetto della dichiarazione di nullità, non sarebbe sussistente, ai sensi dell'art. 303 cod. proc. pen., una regressione del procedimento, essendo rimasto questo nella "stessa fase", quella cioè che ha inizio con la esecuzione della misura e termina con la emissione del decreto che dispone il giudizio. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Il ricorso è fondato.
2. Il Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di CC ha ritenuto che, a seguito del provvedimento con cui ha dichiarato la nullità della notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza preliminare, si sia realizzata una regressione in senso tecnico del procedimento con conseguente nuovo decorso del termine cautelare di fase - per - essere stato assunto il provvedimento dichiarativo della nullità in una fase diversa da quella decorrente dall'esecuzione della misura.
3. Si tratta di un ragionamento giuridico che non può essere condiviso. L'art. 303, comma 2, cod. proc. pen. dispone: "Nel caso in cui, a seguito di annullamento con rinvio da parte della Corte di cassazione o per altra causa, il procedimento regredisca a una fase o a un grado di giudizio diversi ovvero sia rinviato ad altro giudice, dalla data del procedimento che dispone il regresso o il rinvio ovvero dalla sopravvenuta esecuzione della custodia cautelare decorrono di nuovo i termini previsti dal comma 1 relativamente a ciascuno stato e grado del procedimento". Si tratta di una disposizione che deve essere posta in connessione con quella prevista al momento incredal comma 1 dello stesso art. 303, che ricollega la perdita di efficacia della custodia cautelare quando come è il caso per il reato per cui si procede (art. 73, comma 1, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309) - dall'inizio della sua esecuzione è decorso il termine di un anno "senza che sia stato emesso il provvedimento che dispone il giudizio".
4. Diversamente da quanto affermato dal Tribunale, nel caso di specie, la nullità è stata dichiarata all'udienza preliminare, all'interno cioè della medesima fase cautelare decorrente dall'esecuzione della misura;
una fase procedimentale che si esaurisce solo con l'emissione del decreto che dispone il giudizio. Dunque, per effetto della dichiarazione di nullità, non si è realizzata nessuna regressione del processo, rilevante ai sensi dell'art. 303 cod. proc. pen. 2 In tal senso sono rinvenibili sentenze di legittimità che hanno chiarito che «I termini di durata della custodia cautelare, stabiliti per la fase che inizia con l'esecuzione della misura cautelare e che si conclude con il provvedimento che dispone il giudizio, non decorrono nuovamente nel caso in cui nel corso dell'udienza preliminare sia dichiarata la nullità della richiesta di rinvio a giudizio, perché la declaratoria di nullità interviene nell'unica fase ancora non conclusa e non determina la regressione del procedimento ad una fase diversa» (Sez. 2, n. 24498 del 25/05/2006, Origlia, Rv. 234660) e, ancora, che Ai fini della regressione del procedimento - che determina nuova decorrenza dei termini di custodia cautelare - deve farsi riferimento al concetto di fase in senso proprio, così come individuata al comma primo dell'art. 303 cod. proc. pen. La prima di dette fasi, comprendendo gli atti compiuti fino alla emissione del decreto che dispone il giudizio, include tanto le indagini preliminari, quanto la udienza preliminare, senza possibilità di distinguere, al suo interno, alcuna articolazione in sotto-fasi distinte;
ne consegue che la mancata emissione nei termini previsti - del decreto che dispone il giudizio, impedisce il passaggio alla fase successiva del procedimento, il quale, pertanto, non può subire regressione alcuna e non può determinare nuova decorrenza della custodia cautelare» (Sez. 5, n. 20080 del 23/03/2001, Mancuso, Rv. 218887), ovvero in senso ulteriormente confermativo, che «i termini di durata della custodia cautelare, stabiliti per la fase che inizia con l'esecuzione della misura cautelare e che si conclude con il provvedimento che dispone il giudizio, non decorrono nuovamente nel caso in cui nella fase del giudizio sia dichiarata la nullità del decreto di giudizio immediato per un difetto di notifica, perchè la declaratoria di nullità interviene nell'unica fase ancora non conclusa e non determina la regressione del procedimento ad una fase diversa» (Sez. 6, n. 34786 del 21/04/2008, Poropat, Rv. 241401).
4. Ne consegue che l'ordinanza impugnata deve essere annullata senza rinvio limitatamente alla parte in cui il Tribunale ha disposto il decorso di un nuovo termine di fase - decorrente dal giorno della udienza - della misura cautelare di cui invece deve esser dichiarata la cessazione della efficacia, essendo decorso dal 10 settembre 2022- giorno in cui il ricorrente fu arrestato- il termine di fase di un anno. 3
P. Q. M.
Annulla senza rinvio l'ordinanza impugnata. Manda alla Cencelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen. Dichiara la cessazione della misura cautelare e manda alla Cancelleria per l'immediata esecuzione al Procuratore Generale in sede per quanto di competenza ai sensi dell'art. 626 cod. proc. pen. Così deciso in Roma, il 3 ottobre 2023. Il Consigliere estensore Il Presidente Pietro Silvestri Gaetano De Amicis SEZIONE VI PENALE 2 2 GEN 2024 DEPOSITATO IN CANCELLERIA IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO“ Dott.ssa Giuseppina Cirimele 4