Versione
3 ottobre 1993
3 ottobre 1993
Art. 13. 1. Al comma 5 dell'articolo 3 del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416 , convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39 , e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Analogo provvedimento e adottato sulla base dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 e della relativa Convenzione di applicazione quando si tratta di stranieri segnalati ai fini della non ammissione, ovvero considerati pericolosi per l'ordine pubblico, la sicurezza nazionale o le relazioni internazionali di ciascuno degli Stati contraenti". 2. Dopo il comma 3 dell'articolo 3 del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416 , convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39 , e inserito il seguente comma:
"3-bis. Ai fini dell'ingresso nel territorio nazionale sono equiparati ai visti nazionali i visti uniformi rilasciati dalle autorita' diplomatiche o consolari degli Stati appartenenti alla Comunita europea sulla base di specifici accordi". 3. I commi 9 e 10 dell'articolo 3 del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416 , convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39 , sono sostituiti dai seguenti:
"9. Il vettore aereo, marittimo o terrestre, eccettuato quello terrestre che esercita il traffico frontaliero, e' tenuto ad accertarsi che lo straniero trasportato sia in possesso dei documenti richiesti, a norma delle disposizioni di cui al comma 1, per l'ingresso nel territorio dello Stato, nonche' a riferire all'autorita' di pubblica sicurezza dell'eventuale presenza a bordo dei rispettivi mezzi di trasporto di stranieri in posizione irregolare. In caso di inosservanza di uno degli obblighi predetti si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire duecentomila a lire cinquecentomila per ciascuno degli stranieri- trasportati, determinata dal prefetto. Si osservano le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689 .
10. Il vettore che ha condotto alla frontiera uno straniero privo dei documenti di cui al comma 1 o che deve essere comunque respinto a norma delle disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 1, ovvero di cui ai commi 4 e 5 del presente articolo, e' tenuto a prenderlo immediatamente a carico ed a ricondurlo nello Stato di provenienza, o in quello che ha rilasciato il documento di viaggio eventualmente in possesso dello straniero, o in altro Stato in cui sia consentita la sua immissione. La disposizione di cui al presente comma non si applica quando lo straniero presenti istanza volta al riconoscimento dello status di rifugiato ai sensi del comma 5 dell'articolo 1".
"3-bis. Ai fini dell'ingresso nel territorio nazionale sono equiparati ai visti nazionali i visti uniformi rilasciati dalle autorita' diplomatiche o consolari degli Stati appartenenti alla Comunita europea sulla base di specifici accordi". 3. I commi 9 e 10 dell'articolo 3 del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416 , convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39 , sono sostituiti dai seguenti:
"9. Il vettore aereo, marittimo o terrestre, eccettuato quello terrestre che esercita il traffico frontaliero, e' tenuto ad accertarsi che lo straniero trasportato sia in possesso dei documenti richiesti, a norma delle disposizioni di cui al comma 1, per l'ingresso nel territorio dello Stato, nonche' a riferire all'autorita' di pubblica sicurezza dell'eventuale presenza a bordo dei rispettivi mezzi di trasporto di stranieri in posizione irregolare. In caso di inosservanza di uno degli obblighi predetti si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire duecentomila a lire cinquecentomila per ciascuno degli stranieri- trasportati, determinata dal prefetto. Si osservano le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689 .
10. Il vettore che ha condotto alla frontiera uno straniero privo dei documenti di cui al comma 1 o che deve essere comunque respinto a norma delle disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 1, ovvero di cui ai commi 4 e 5 del presente articolo, e' tenuto a prenderlo immediatamente a carico ed a ricondurlo nello Stato di provenienza, o in quello che ha rilasciato il documento di viaggio eventualmente in possesso dello straniero, o in altro Stato in cui sia consentita la sua immissione. La disposizione di cui al presente comma non si applica quando lo straniero presenti istanza volta al riconoscimento dello status di rifugiato ai sensi del comma 5 dell'articolo 1".
Giurisprudenza • 4
- 1. Cass. civ., sez. I, sentenza 16/03/2006, n. 5823Provvedimento: Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VITRONE Ugo - Presidente - Dott. GIULIANI Paolo - Consigliere - Dott. SPAGNA MUSSO Bruno - Consigliere - Dott. DEL CORE Sergio - Consigliere - Dott. PETITTI Stefano - rel. Consigliere - ha pronunciato la seguente: SENTENZA sul ricorso proposto da: PI NA, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DELLA PISANA 243, presso l'avvocato EMANUELE FAVARA, rappresentato e difeso dagli avvocati AQUINO ELIO, LIUZZO ANTONINO, giusta procura speciale per Notaio Pjeter Ndrea Du Razzo (Albania), Rep. 3244 dell'11.9.03; - ricorrente - contro PREFETTO DELLA PROVINCIA DI MESSINA, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso …Leggi di più...
- art. 13 comma 2 lettera b) D.Lgs. 286/1998·
- timbro passaporto·
- permesso di soggiorno·
- legittimazione Prefetto·
- art. 5 D.Lgs. 286/1998·
- trattenimento illegale·
- inammissibilità ricorso Ministro Interno·
- onere della prova·
- espulsione stranieri·
- D.Lgs. 286/1998