((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))
19 aprile 1942
16 aprile 2002
7 aprile 2010
((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))
Commentari • 41
- 1. Cassazione penale n. 23227/2003https://www.brocardi.it/
(massima n. 1) L'art. 136 del D.L.vo 1 settembre 1993, n. 385 (relativo al fatto di chi, esercitando funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso una banca, contragga obbligazioni con lo stesso istituto di credito, in mancanza di apposita deliberazione dell'organo di amministrazione), non può ritenersi abrogato a seguito dell'entrata in vigore del D.L.vo 11 aprile 2002, n. 61, che ha radicalmente modificato l'art. 2624 c.c. al quale lo stesso art. 136 rinvia, ancora oggi, ai fini dell'individuazione della pena da irrogare. […]
Leggi di più… - 2. Corporate governancehttps://www.dirittobancario.it/
[…] La ratifica per facta concludentia da parte di una società di nuova costituzione di un contratto di durata posto in essere, per conto di questa, da un rappresentante privo di poteri prima della iscrizione nel registro delle imprese ben può La norma dell'art. 2624 cod. civ. (vigente all'epoca dei fatti, poi abrogato dal d. lgs. 61/2002) secondo cui è vietato il contratto di prestazione di garanzie sociali per i debiti personali dell'amministratore, ha carattere imperativo. […]
Leggi di più… - 3. Cassazione penale n. 34476/2011https://www.brocardi.it/
(massima n. 1) Il delitto di falsità nelle relazioni e nelle comunicazioni delle società di revisione, già previsto dall'abrogato art. 174-bis D.L.vo n. 58 del 1998 ed ora configurato dall'art. 27 D.L.vo n. 39 del 2010, non è richiamato nei cataloghi dei reati presupposto della responsabilità da reato degli enti che non menzionano le surrichiamate disposizioni e conseguentemente non può costituire il fondamento della suddetta responsabilità. (In motivazione la Corte ha altresì precisato che anche l'analoga fattispecie prevista dall'art. 2624 c.c., norma già inserita nei suddetti cataloghi, non può essere più considerata fonte della menzionata responsabilità atteso che il D.L.vo n. 39 del 2010 ha provveduto ad abrogare anche il citato articolo).
Leggi di più… - 4. Cassazione civile n. 21736/2016https://www.brocardi.it/
(massima n. 1) L'avallo cambiario rilasciato da una società in accomandita semplice in favore del socio amministratore e di un terzo è nullo, ex art. 2624 c.c. (nella formulazione applicabile "ratione temporis", antecedente alle modifiche di cui al d.lgs. n. 61 del 2002), con riferimento al socio amministratore, ma solo annullabile nei confronti del terzo ai sensi dell'art. 1395 c.c., per il potenziale conflitto di interessi che si determina in assenza di una specifica autorizzazione da parte della società. […]
Leggi di più… - 5. Conflitto di interessihttps://www.dirittobancario.it/
[…] In materia di poteri di informazione e consultazione del socio di S.r.l., pur non prevedendo l'art. 2476, comma 2, c.c. esplicitamente dei limiti alla facoltà di accesso e consultazione, si consente tuttavia alla società di adottare legittimamente quelle misure necessarie La norma dell'art. 2624 cod. civ. (vigente all'epoca dei fatti, poi abrogato dal d. lgs. 61/2002) secondo cui è vietato il contratto di prestazione di garanzie sociali per i debiti personali dell'amministratore, ha carattere imperativo. […]
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Giurisprudenza • 65
- 1. Cass. civ., sez. III, sentenza 19/12/2016, n. 26097Provvedimento: […] Il ricorrente sostiene che l'accertamento dell'invalidità dell'iscrizione ipotecaria incidenter tantum non sarebbe affatto consentito e si porrebbe in contrasto con l'art. 34 cod. proc. civ., in quanto le due domande proposte dall'istituto di credito sarebbero tra loro avvinte da un rapporto di pregiudizialità Aggiunge che comunque risulterebbe violatologica e non tecnica. l'art. 102 cod. proc. civ. 1.1.- Col secondo motivo si denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 2624 cod. civ., 1418 cod. civ., 11 preleggi cod. civ., 2 cod. pen., […] per insanabile contrasto con l'art. 2624 cod. civ. […] Pertanto, in la entrambe le ipotesi previste dall'art 2624 cod. civ., […]Leggi di più...
- disposizioni generali per le societa' soggette a registrazione·
- tutela penale in materia di societa' e di consorzi·
- societa'
- 2. Cass. civ., sez. I, sentenza 12/04/2017, n. 9419Provvedimento: […] Più in particolare, la Corte romana ha riscontrato che la richiamata prestazione di garanzia trasgrediva un divieto penalmente assistito secondo quanto stabilito dal testo dell'art. 2624 cod. civ. vigente all'epoca dei fatti -, perché IL Di RI, debitore così garantito, rivestiva allora la qualifica di socio accomandatario della stessa D.M. […]Leggi di più...
- conseguenze·
- interesse alla corretta gestione ed amministrazione·
- nullità ex art. 1418 c.c. per violazione di norma imperativa·
- disposizioni generali per le societa' soggette a registrazione·
- tutela penale in materia di societa' e di consorzi·
- societa'
- 3. Cass. pen., SS.UU., sentenza 23/06/2011, n. 34476Provvedimento: […] 2 e 4, d.lgs. n. 39 del 2010, poiché nel frattempo (in data 7 aprile 2010) era entrata in vigore la nuova disciplina che aveva abrogato sia l'art. 2624 cod. civ. (Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione) sia l'art. 174-bis T.U.F. (Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione di società con azioni quotate o da queste controllate o che emettono strumenti finanziari diffusi tra il pubblico), disposizioni sostituite da nuove norme, […] portato dal d. lgs. 11 aprile 2002, n. 61, comportò sia la riformulazione dell'art.2624 cod. civ. sia (art. 3) la loro introduzione all'interno dell'art.25-ter d.lgs. n. 231 del 2001 (lettere f e g), […]Leggi di più...
- reato presupposto della responsabilità·
- falsità nelle relazioni delle società di revisione·
- responsabilità da reato degli enti·
- modifiche introdotte dal d.lgs. n. 39 del 2010·
- esclusione·
- persona giuridica·
- società
- 4. Cass. civ., sez. I, sentenza 27/10/2016, n. 21736Provvedimento: […] Con il primo motivo si denuncia: «Violazione degli articoli 2624 C.C. (vigente all'epoca dei fatti), 1418 e 2384 C.C., per omessa, […] Con il motivo si sostiene che la violazione del divieto previsto dall'articolo 2624 C.C. comporterebbe la nullità radicale per contrasto con norme imperative ai sensi dell'articolo 1418, comma 1, c.c., […] Il quinto motivo è infondato. 10 la garanzia in questione non era invero, Se ai sensi degli articoli 1418 e 2624 c.c. nulla - estranea allo scopo sociale, per quanto né concerne il BA, essa era destinata comunque ad incidere negativamente sul patrimonio della società per l'intero importo del debito garantito. […]Leggi di più...
- esclusione·
- fondamento·
- nullità·
- avallo rilasciato da una s.a.s. in favore del socio amministratore e di un terzo·
- annullabilità·
- avallo·
- cambiale (o paghero')·
- titoli di credito
- 5. Cass. pen., sez. V, sentenza 20/02/2007, n. 29268Provvedimento: […] Si duole, in proposito, che la Corte di merito abbia ritenuto la continuità normativa tra i reati di cui all'originario art. 2624 c.c. ed al nuovo art. 2634 c.c., nonostante che tra le due fattispecie delittuose non vi fosse omogeneità strutturale. […] 3. - Così puntualizzati i termini fattuali e giuridici della questione, balza evidente che, anche ad ammettere la correttezza dell'inquadramento della fattispecie nell'alveo del previgente art.2624 c.c., assume rilievo pregiudiziale ed assorbente il quesito dell'esistenza o meno di uno iato tra la configurazione del delitto di cui all'originario art. 2624 c.c., e quella del nuovo reato di cui all'art. 2634 c.c.. […]Leggi di più...
- ragioni·
- continuità normativa con l'illecito di cui al vigente art. 2634 cod. civ·
- esclusione·
- successione di norme·
- reato di cui al previgente art. 2624 cod. civ·
- reati societari·
- società·
- persona giuridica