(Revoca della confessione).
La confessione non puo' essere revocata se non si prova che e' stata determinata da errore di fatto o da violenza.
[…] Per la cassazione della sentenza G.T. ha proposto ricorso, affidato a un unico motivo, con il quale denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 2732,2697,2727 e 2729 c.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 Si sostiene che, in presenza della quietanza circa l'avvenuto pagamento del prezzo da parte del venditore, inserita nell'atto pubblico, se ne i poteva elidere il valore confessorio solo mediante la prova degli stessi fatti richiesti dall'art. 2732 c.c. (errore di fatto e violenza), essendo irrilevanti il dolo e la simulazione. […]
Leggi di più…L'indicazione del venditore dell'avvenuto pagamento del prezzo Cc, articoli 2700 e 2732 L'indicazione del venditore, contenuta nell'atto notarile di compravendita, del pagamento del prezzo non è coperto da fede privilegiata ex articolo 2700 del Cc, ma ha natura confessoria, con la conseguenza che il quietanziante non è ammesso alla prova contraria per testi o per presunzioni, salvo che dimostri, in applicazione analogica dell'articolo 2732 del Cc, che il rilascio della quietanza è avvenuto per errore di fatto o per violenza o salvo che se ne deduca la simulazione; quest'ultima nel rapporto tra le parti deve essere provata mediante contro dichiarazione scritta. Nella specie esclusa dall'assenza di controdichiarazioni, come evidenziato dalla Corte d'appello.
Leggi di più…(massima n. 1) Quando una dichiarazione di verità della parte ha per oggetto un fatto storico, l'effetto sfavorevole della parte dichiarante e cioè l'efficacia di piena prova che ne discende, può essere revocata solo dimostrando l'errore (art. 2732 c.c.): vale a dire sia l'elemento oggettivo della non rispondenza al vero del fatto confessato, sia l'elemento soggettivo dell'errore in cui il dichiarante è caduto; quando la dichiarazione ha poi per oggetto una situazione più complessa, che implica qualificazione giuridica del fatto, la sua efficacia vincolante secondo la regola stabilita dall'art. 1988 c.c. può venir meno per la divergenza, che il dichiarante ha l'onere di dimostrare, tra la situazione giuridica dichiarata e quella esistente.
Leggi di più…[…] Sotto questo profilo la dichiarazione del coniuge non acquirente opera sul piano probatorio, assumendo natura ricognitiva e portata confessoria di presupposti di fatto già esistenti quando risulti descrittiva di una situazione di fatto, ma non quando sia solo espressiva di una manifestazione di intenti; ne discende che la revoca della confessione stragiudiziale ex art. 2732 cod. civ. assume una sua utilità nell'economia della decisione della lite se la dichiarazione resa ha simili caratteristiche. […]
Leggi di più…[…] Il codice non consente di revocare una confessione semplicemente affermandola contraria al vero (art. 2732 c.c.). […]
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