(Imputabilita' del fatto dannoso).
Non risponde delle conseguenze dal fatto dannoso chi non aveva la capacita' d'intendere o di volere al momento in cui lo ha commesso, a meno che lo stato d'incapacita' derivi da sua colpa.
[…] Ebbene, al fine di invocare una responsabilità ex art. 2047 c.c. a carico dei coniugi convenuti, in relazione ai minori dagli stessi ospitati, gli attori avrebbero dovuto dimostrare la totale incapacità di intendere e di volere di questi ultimi (compreso il proprio figlio) alla stregua dell'art. 2046 c.c.: in altre parole, ai fini di accertare una responsabilità ex art. 2047 c.c., […] una consulenza psicologica e pur potendosi trarre elementi nell'uno o nell'altro senso dalle modalità del fatto, dall'altro un'incapacità ex art. 2046- 2047 c.c. del minore non può essere affermata solo sulla base dell'età, neppure quando si tratti di minore degli anni quattordici (cfr. sul punto Cass. sez. […]
Leggi di più…[…] Secondo l'art. 2046 c.c., infatti, "non risponde delle conseguenze del fatto dannoso chi non aveva la capacità di intendere e di volere al momento in cui lo ha commesso, a meno che lo stato di incapacità derivi da sua colpa". […]
Leggi di più…Diligenza e figura del buon padre di famiglia tra responsabilità contrattuale e responsabilità extracontrattuale Sommario: 1. Premessa. - 2. Tesi a favore della natura soggettiva della responsabilità da inadempimento. - 2.1. (Segue). Il concetto di diligenza. - 2.2. (Segue). In particolare, il pensiero di Miche ...continua Capacità legale e naturale di agire: inadempimento e problemi di responsabilità civile SOMMARIO: 1. Il problema della capacità di agire nei due regimi di responsabilità civile. I diversi piani di applicazione degli artt. 2046 e 2 c.c. - 2. La capacità naturale come presupposto presun ...continua
Leggi di più…[…] La ragione per cui i genitori, a seconda dei casi, rispondono come genitori tout court ovvero come soggetti sorveglianti sta nella presenza o meno della capacità di intendere e volere nel soggetto minore al momento della commissione dell'illecito, e il discrimen è ben evidenziato nell'art. 2046 c.c., secondo cui: “Non risponde delle conseguenze dal fatto dannoso chi non aveva la capacità di intendere e volere al momento in cui lo ha commesso, a meno che lo stato d'incapacità derivi da sua colpa”. […]
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