(Imputabilita' del fatto dannoso).
Non risponde delle conseguenze dal fatto dannoso chi non aveva la capacita' d'intendere o di volere al momento in cui lo ha commesso, a meno che lo stato d'incapacita' derivi da sua colpa.
(massima n. 1) In tema di responsabilità per i danni derivanti dalla circolazione stradale, il conducente la cui responsabilità civile sia esclusa, ai sensi dell'art. 2046 c.c., perché ritenuto incapace, senza colpa, di intendere e di volere nel momento del sinistro, non può essere considerato responsabile dei danni ove sia anche proprietario, del veicolo, ai sensi dell'art. 2054 terzo comma c.c. (massima n. 2) L'art. 2046 c.c. esclude la responsabilità civile del soggetto che ha contribuito a causare il fatto dannoso in condizione di incapacità di intendere e di volere (e, perciò, […]
Leggi di più…[…] Ebbene, al fine di invocare una responsabilità ex art. 2047 c.c. a carico dei coniugi convenuti, in relazione ai minori dagli stessi ospitati, gli attori avrebbero dovuto dimostrare la totale incapacità di intendere e di volere di questi ultimi (compreso il proprio figlio) alla stregua dell'art. 2046 c.c.: in altre parole, ai fini di accertare una responsabilità ex art. 2047 c.c., […] una consulenza psicologica e pur potendosi trarre elementi nell'uno o nell'altro senso dalle modalità del fatto, dall'altro un'incapacità ex art. 2046- 2047 c.c. del minore non può essere affermata solo sulla base dell'età, neppure quando si tratti di minore degli anni quattordici (cfr. sul punto Cass. sez. […]
Leggi di più…[…] Secondo l'art. 2046 c.c., infatti, "non risponde delle conseguenze del fatto dannoso chi non aveva la capacità di intendere e di volere al momento in cui lo ha commesso, a meno che lo stato di incapacità derivi da sua colpa". […]
Leggi di più…[…] Secondo l'art. 2046 c.c., infatti, "non risponde delle conseguenze del fatto dannoso chi non aveva la capacità di intendere e di volere al momento in cui lo ha commesso, a meno che lo stato di incapacità derivi da sua colpa". […]
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