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6 maggio 1952
6 maggio 1952
Art. 426.
(Poteri del comandante di porto)
Nella formazione dell'equipaggio della nave, spetta esclusivamente al comandante del porto:
1) accertare che l'equipaggio comprenda il numero di marittimi di stato maggiore e di bassa forza, ritenuto indispensabile alla sicurezza della navigazione;
2) vigilare che sia garantita l'osservanza delle leggi sul lavoro applicabili ai marittimi e delle norme sulle condizioni per l'igiene e abitabilita' dei locali destinati all'equipaggio;
3) vigilare sull'osservanza delle tabelle di armamento stabilite, secondo i casi, dal ministero della marina mercantile o nei contratti collettivi d'arruolamento.
Ove non siano stabilite tabelle d'armamento, il comandante del porto, sentite le associazioni sindacali interessate, deve controllare cime la tabella proposta dall'armatore risponda, nella composizione numerica e qualitativa, alle esigenze dei servizi tecnici e complementari di bordo, in rapporto alle caratteristiche, alla destinazione e all'impiego della nave.
Il comandante dei porto ha facolta' di negare le spedizioni alla nave il cui equipaggio non sia composto in conformita' alle norme di cui ai precedenti commi.
(Poteri del comandante di porto)
Nella formazione dell'equipaggio della nave, spetta esclusivamente al comandante del porto:
1) accertare che l'equipaggio comprenda il numero di marittimi di stato maggiore e di bassa forza, ritenuto indispensabile alla sicurezza della navigazione;
2) vigilare che sia garantita l'osservanza delle leggi sul lavoro applicabili ai marittimi e delle norme sulle condizioni per l'igiene e abitabilita' dei locali destinati all'equipaggio;
3) vigilare sull'osservanza delle tabelle di armamento stabilite, secondo i casi, dal ministero della marina mercantile o nei contratti collettivi d'arruolamento.
Ove non siano stabilite tabelle d'armamento, il comandante del porto, sentite le associazioni sindacali interessate, deve controllare cime la tabella proposta dall'armatore risponda, nella composizione numerica e qualitativa, alle esigenze dei servizi tecnici e complementari di bordo, in rapporto alle caratteristiche, alla destinazione e all'impiego della nave.
Il comandante dei porto ha facolta' di negare le spedizioni alla nave il cui equipaggio non sia composto in conformita' alle norme di cui ai precedenti commi.
Commentari • 8
- 1. Norme per le controversie in materia di lavorohttps://www.studiocataldi.it/ · 72.98474
[…] Esecutorieta' della sentenza Le sentenze che pronunciano condanna a favore del lavoratore per crediti derivanti dai rapporti di cui all'articolo 409 sono provvisoriamente esecutive. All'esecuzione si puo' procedere con la sola copia del dispositivo, in pendenza del termine per il deposito della sentenza. […] Se la controversia in materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali riguarda gli addetti alla navigazione marittima o alla pesca marittima, e' competente il tribunale, in funzione di giudice del lavoro, del luogo in cui ha sede l'ufficio del porto di iscrizione della nave. […]
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Giurisprudenza • 2
- 1. Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado Liguria, sez. III, sentenza 21/01/2025, n. 57Provvedimento: […] e 3 del D.L. n. 457 del 1997, dell'art. 317 del codice della navigazione e dell'art. 426 del regolamento per l'esecuzione del codice della navigazione (navigazione marittima), di cui al d.P.R. n. 328 del 1952 (Decreto interministeriale del 21 novembre 2023)”;- che la nota C-205/2010 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle comunità europee non ha invero sancito che i vantaggi derivati da regimi di aiuto devono essere intesi come destinati alle sole attività “dirette” di trasporto marittimo: anzi, proprio perché “devono facilitare lo sviluppo del settore” non sembrano di per sé essere limitati alle attività “dirette” di trasporto marittimo e di effettivo potere gestionale della nave;Leggi di più...
- art. 12 d.lgs. 446/1997·
- giurisdizione tributaria·
- territorialità attività produttiva·
- interpretazione normativa·
- esenzione fiscale·
- registro navale internazionale·
- compensazione spese giudizio·
- principio di tutela del legittimo affidamento·
- IRAP