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Sentenza 16 dicembre 2025
Sentenza 16 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Teramo, sentenza 16/12/2025, n. 809 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Teramo |
| Numero : | 809 |
| Data del deposito : | 16 dicembre 2025 |
Testo completo
R.G.N. 345/2025
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di TERAMO
GIUDICE DEL LAVORO
Il Tribunale, nella persona del Giudice del Lavoro dott.ssa Daniela Matalucci a seguito dell'udienza del 16.12.2025 svolta ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c.,
SENTENZA
Con motivazione contestuale nella causa civile di I grado promossa da:
(c.f. ), nato a [...], il Parte_1 C.F._1
21/06/1959, residente a[...], elettivamente domiciliato in
Castellalto, frazione Castelnuovo Vomano, Via Nazionale 160, presso lo studio dell'Avv.
AN UL (C.F: – pec: che C.F._2 Email_1 lo rappresenta e difende giusta procura in atti
RICORRENTE
Contro
Controparte_1
(c.f. ) con sede in Roma via IV Novembre n.144, in
[...] P.IVA_1 persona del Direttore Centrale - della Direzione Centrale Rapporto Assicurativo dell' - CP_1
Dott. in carica “pro-tempore, rappresentato e difeso, per mandato a generale Persona_1 alle liti del 25 ottobre 2022 per Notar iscritto al Ruolo dei Distretti Persona_2
Notarili Riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia, Rep.91560, Racc.27243, congiuntamente e anche disgiuntamente dagli Avv.ti Piera Di Sante (cf. – C.F._3
e (cf. – Email_2 Parte_2 CodiceFiscale_4
–) elettivamente domiciliato in Teramo, Via AN Franchi, Email_3
37, presso l'Avvocatura Regionale INAIL per l'Abruzzo – Sede di Teramo.
RESISTENTE
1
CONCLUSIONI
Parte ricorrente:
“ Per i fatti e le ragioni spiegate in ricorso, accertare e dichiarare il diritto della ricorrente all'indennizzo/rendita, ai sensi dell'art. 13, comma 2, D.Lgs. 38/2000, per inabilità permanente da malattia professionale contratta in occasione e per effetto dell'attività lavorativa svolta, come indicato nelle certificazioni mediche allegate da riunirsi ai precedenti accertamenti;
condannare l' all'attribuzione della rendita ovvero alla liquidazione in conto CP_1 capitale tenendo conto della sopravvenuta tecnopatia.
Con vittoria di spese e competenze di giudizio e con rifusione delle spese generali, in favore del procuratore antistatario.”
Parte resistente:
“nel merito: rigettare la domanda proprosta dal ricorrente perche' infondata per le suesposte ragioni. Con vittoria di spese, funzioni ed onorari del giudizio ex art. 42 L.326/2003 c.11.”
FATTO E MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Esperita negativamente la procedura amministrativa, , con Parte_1 ricorso ex articolo 442 c.p.c. depositato in data 17.02.2025, conveniva in giudizio l' , al CP_1 fine di vedersi accertata la natura professionale delle denunciate malattie- Rachialgia lombosacrale e Ipoacusia bilaterale - presentate in via amministrativa rispettivamente in data
17.05.2024 (n.520710055) ed in data 19.05.2024 (n. 520710062), nonché condannare l' CP_1 alla liquidazione delle prestazioni di legge in conseguenza del danno biologico permanente subito in cumulo con le pregresse tecnopatie già riconosciute.
A sostegno della domanda deduceva:
- di essere coltivatore diretto, conducendo un'attività agricola su terreni di circa 36 HA ettari, destinati per circa 15 Ha alla coltivazione di ortaggi, 1,5 ha a vigneto, 3 ha a uliveto con
300 piante, il restante a foraggio e cereali e comprensiva di allevamento di bovini, suini, ovini e caprini;
- di svolgere prevalentemente le attività manualmente con l'ausilio di trattrici agricole gommate (SS SO 6140 e SS SO 240F), equipaggiate con carrelli, frese, erpicatrici, falciatrici, ballatrici, spargiconcime, altre due trattrici gommate SS SO
(uno privo di cabina) per l'impiego nei vigneti e negli oliveti, motocoltivatore/motozappa mod Grillo G107, essiccatoio per cereali carrello elevatore Babini Sirio 4rm diesel, CP_2 trebbiatrice Laverda m84, pompe per irrigazione a gasolio Lombardini e Iveco, atomizzatori, bracci vibranti “Campagnola”, mulino cardanico;
2 - che le operazioni svolte, in base alle attività da espletare erano le seguenti: 1) conduzione dei fondi non orticoli: aratura, fresatura, erpicatura, semina, concimazione, taglio foraggio, trebbiatura, per circa 60 giorni di lavoro con durata da 6 a 10 ore, sollevamento dei sacchi di semi e di granulato fino all'altezza di 1,40 mt., distribuzione dei trattamenti antiparassitari, potatura degli ulivi (gennaio- febbraio) per circa sei ore al giorno, con forbici idrauliche e motosega, raccolta manuale del legname e trasporto, raccolta delle olive (ottobre-novembre) per 10 giornate lavorative da otto ore con impiego di strumenti vibranti, alimentati da compressori, movimentazione delle olive in casse del peso di 30-40 kg con caricamento manuale sul carrello, cura del vigneto con uso di trattori con atomizzatori, potatura invernale, spollonatura e raccolta delle uve con movimentazione di secchi e casse dal peso superiore ai
12 kg;
2) Lavorazioni dei terreni orticoli richiedenti fasi di preparazione con arature, fresatura, concimazione seguite con trattori gommati SS SO F240 e 6140 e differenziati in base alla stagionalità dei prodotti destinati alla vendita dirette: a) Messa a dimora delle piantine, di durata settimanale, durante la quale è costretto al piegamento del busto in avanti con spinta sulla pinza ed operazione inversa di trazione per rimuovere l'attrezzo, compiendo al contempo continue rotazioni laterali del busto per prelevare le piantine dal cassone ad un ritmo sostenuto di 3 al minuto;
b) Lavorazioni nella fase vegetativa delle piante, per circa 10 giorni di lavoro da 8 ore, consistenti nel carico manuale sui carrelli, scarico nel campo e conficca del terreno di pali in legno (500 pali legati in fasci di 5, del peso di 20 kg) e canne di bambù (oltre 500 fasci legati di n. 50 canne, del peso di circa 30 kg) oltre al diserbo manuale con la zappa a ridosso del fusto delle piante, legatura, sfemminellatura e trattamenti biologici;
c) Raccolta manuale dei frutti, da maggio a ottobre per la stagione estiva e da ottobre ad aprile per la stagione invernale, con cadenza quotidiana per rifornire il punto vendita, per 3 ore giornaliere comportanti impegni di forza in movimenti ripetuti e prolungati per la movimentazione di carichi con posture incongrue e nocive (prelievo e sollevamento di frutti da terra del peso di circa 10 kg, sistemazione in cassoni di circa 500 kg, sistemazione in cassette di 10 kg cadauna;
3) Cura della stalla comprendente 15 capi alimentati quotidianamente con la distribuzione manuale del fieno e del granulato in secchi, la cui pulizia risulta semimeccanizzata con accostamento dello stallatico con la forca al nastro ad un nastro trasportatore;
- che a causa delle suddette lavorazioni, comportanti una esposizione continuativa a fonti di rumore, a vibrazioni al corpo intero, alla movimentazione manuale dei carichi, gli veniva riscontrata una degenerazione del tratto lombare, come accertato dalla RM eseguita l'8.3.2024 presso il centro D'Archivio Diagnostica ed una lieve ipoacusia bilaterale zonale alle alte
3 frequenze, così come evidenziato dal referto audiometrico eseguito dalla dott.ssa
[...] in data 20.03.2024; Persona_3
- che le domande avanzate in via amministrativa per il riconoscimento delle malattie professionali venivano rigettate dall' per insussistenza del nesso causale tra il rischio CP_1 lavorativo e le patologie denunciate, giudizio confermato anche in sede di opposizione a seguito di Collegiale medica.
1.2. In data 22.04.2025 si è costituito in giudizio l' Controparte_1
ed ha resistito al ricorso, chiedendone il rigetto.
[...]
In particolare, l'istituto ha rappresentato come dalla documentazione in atti nonché dall'anamnesi lavorativa del ricorrente risultava esclusa la sussistenza del rischio da sovraccarico biomeccanico del rachide, trattandosi di attività stagionale soggetta a diversificazione, così come evidenziato nella propria relazione dal fiduciario Dr. Per_4
[...]
Riguardo alla domanda promossa per l'ipoacusia bilaterale, il resistente ha escluso la sussistenza del rischio da rumore industriale, non sufficientemente provato dal ricorrente e comunque evincendosi la natura extraprofessionale della malattia denunciata, come rilevato dal dott. Persona_4
1.3. Così radicatosi il contraddittorio, la causa è stata istruita mediante produzione documentale e CTU medico legale e rinviata all'udienza del 16.12.2025 per discussione.
L'udienza di discussione si è svolta nelle forme della trattazione scritta ai sensi dell'articolo 127 ter c.p.c., previa concessione di un termine alle parti per il deposito di note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni.
A seguito di decreto di trattazione scritta regolarmente comunicato alle parti, solo parte ricorrente ha depositato note di udienza, insistendo nelle conclusioni rassegnate.
2. Il ricorrente agisce in giudizio al fine di vedersi riconosciuta le invalidità da malattie professionali - Rachialgia lombosacrale e Ipoacusia bilaterale- presentate in via amministrativa rispettivamente in data 17.05.2024 e 19.05.2024 e non accolte dall' , CP_1 deducendo di svolgere da circa cinquanta anni l'attività di coltivatore diretto, giusto estratto contributivo in atti, conducendo un'attività agricola destinata alla coltura, oltre a gestire un allevamento di varie specie animali.
4 In punto di diritto, come è noto, a tenore della sentenza della Corte Costituzionale
n.179/1988 la tutela assicurativa apprestata dall' si estende anche a malattie CP_1 professionali non specificamente tabellate, purché derivanti dalla concreta esposizione ad un rischio lavorativo concreto e congruo. Pertanto, mentre per le malattie tabellate, ove il lavoratore dimostri di essere affetto da una delle malattie indicate in tabella per essere stato addetto ad una delle lavorazioni considerate idonee a cagionare quella malattia, lo stesso lavoratore resta dispensato dall'onere circa la sussistenza del nesso di causalità, nei caso di malattia non tabellata, il lavoratore deve prima allegare e poi dimostrare la concreta esposizione a rischio (Cass.3556/94 e 3916/94), in modo che, ove l'analisi medica rilevi l'esistenza della malattia, sia possibile accertare il nesso eziologico, ossia che proprio l'attività espletata, come provata, sia stata la causa della genesi e dello sviluppo della malattia.
Appare utile sottolineare che da ultimo è stato ribadito in giurisprudenza che, poiché nella materia degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali trova diretta applicazione il principio di equivalenza causale di cui all'art. 41 c.p., è sufficiente per far sorgere la tutela in favore del lavoratore, che l'esposizione a rischio sia stata concausa concorrente della malattia, non richiedendosi che essa abbia assunto efficacia causale esclusiva o prevalente (cfr.
Cassazione civile sez. VI, 13/12/2021, n.39751).
Ciò premesso, nel caso di specie, l'origine professionale della malattia e l'esposizione a rischio del ricorrente risultano dimostrati dall'escussione testimoniale (testi Tes_1
, ,) e della CTU espletata dalla Dott.ssa
[...] Testimone_2 Persona_5
Dall'estratto contributo in atti emerge, in primo luogo, che il ricorrente abbia iniziato a svolgere attività di coltivatore diretto sin dal 1978, mentre dalle risultanze istruttorie risulta che l'attività agricola si estende su appezzamenti di terreni della consistenza di circa 36 ettari destinati per circa 15 Ha alla coltivazione di ortaggi, 1,5 ha a vigneto, 3 ha a uliveto con 300 piante, il restante a foraggio e cereali, oltre a comprendere l'allevamento di bovini, suini, ovini e caprini.
Riguardo i terreni gestiti dal ricorrente e le attività connesse, il teste , Testimone_1 fratello dello stesso, anch'egli lavoratore dell'azienda agricola, ha rappresentato: “Cap.A Si è vero, lavoriamo nell'azienda agricola, io mio fratello e 4 operai. Mio fratello si occupa prevalentemente della coltivazione degli ortaggi e della raccolta, e conduzione mezzi agricoli, io maggiormente gli animali e la vendita dei prodotti, i 4 operai sulla coltivazione in genere, raccolta ortaggi”
5 In ordine alle mansioni svolte, nel confermare i capitoli di prova all'uopo articolati, in cui ha rilevato di occuparsi personalmente della gestione della stalla mentre il fratello delle attività legate ai terreni e alla guida dei mezzi, ha evidenziato come quest'ultimo abbia ridotto il proprio apporto, a causa dei dolori alle spalle ed alla schiena.
In particolare, il teste ha dichiarato: “Cap. C) le attività sono state condotte prevalentemente in modo manuale, con l'ausilio di elle attrezzature riprodotte nei rilievi di cui al documento n 7: “Si è vero” D) le operazioni svolte dalla ricorrente per la conduzione dei fondi non orticoli sono le seguenti: aratura, fresatura ed erpicatura, semina, concimazione, taglio foraggio, trebbiatura, per circa 60 giorni di lavoro con durata da 6 a 10 ore. “Si è vero” movimentazione manuale con sollevamento dei sacchi di semi e di granulato fino all'altezza di 1,40 mt.; “Si è vero, a volte manuale a volte con l'attrezzo, con il muletto” distribuzione dei trattamenti antiparassitari;
”Si è vero” potatura degli ulivi- gennaio- febbraio per circa sei ore al giorno, con forbici idrauliche e motosega, raccolta manuale delle legname e trasporto;
“prima si, adesso non lo fa più, da un paio di anni, vengono le persone esterne, non lo fa più perché non ce la fa con le spalle e la schiena” raccolta delle olive – ottobre-novembre- 10 giornate lavorative da otto ore on impiego di strumenti vibranti, alimentati da compressori;
“Con l'abbacchiatore no, perché non ce la fa per il dolore alle spalle, prima lo faceva” movimentazione delle olive in casse del peso di 30-40 kg con caricamento manuale sul carrello. “il discorso è sempre quello, prima faceva tutto, ora non ci riesce più per il dolore alle spalle” cura del vigneto con uso di trattori con atomizzatori, potatura invernale, spollonatura e raccolta delle uve con movimentazione di secchi e casse dal peso superiore ai 12 kg;
. “Si è vero, ora si fa aiutare dagli operai, prima lo faceva” E) i terreni orticoli necessitano delle fasi di preparazione con arature, fresatura concimazione che sono seguite con trattori gommati SS SO F240 e 6140. “Si è vero, questa attività a volte la fa a volte no, prima se ne occupa maggiormente lui al 90%” F) nell'ambito della produzione per la vendita diretta sono coltivati nel periodo primavera estate: meloni n.
1500, cocomeri 500, patate 2 HA, peperoni n. 5.000, zucchine n 3000 piante, cetrioli n. 250, pomodori, 25.000 piante, melanzane n.1000, fagiolini rampicanti 1 ha, borlotti 1 ha. Nel periodo autunno inverno vengono coltivati: insalate n. 2000, cavolfiori n. 2000, verze n.
3000, bietola 2000, cicoria, finocchi, rape, fave da tavola 2 ha. “Si è vero, adesso la produzione è diminuita perché il ricorrente non ce la fa più e non è stato sostituito in tutto.
Non so dire di quanto abbiamo ridotto la priduzione G) le attività di coltivazione dei fondi orticoli sono le seguenti: Messa a dimora delle piantine di cocomeri, meloni e zucche con apposita pinza durante la quale il lavoratore di piegare il busto in avanti esercitando una
6 spinta sulla pinza e di compiere continue rotazioni laterali del busto per prelevare le piantine dal cassone;
piantumazione meccanizzata eseguita da due lavoratori dei quali uno alla guida del trattore gommato e l'altro sulla seduta della piantumatrice che alimenta la macchina durante l'avanzamento, compiendo continue rotazioni laterali e flessioni del busto;
realizzazione degli impianti di sostegno con canne di bambù e pali in legno movimentati in fasci dal peso compreso tra 20 e 30 kg;
diserbo manuale con la zappa a ridosso del fusto delle piante, legatura, sfemminellatura e trattamenti biologici;
raccolta dei frutti manuale da maggio a ottobre per la stagione estiva e da ottobre ad aprile per la stagione invernale;
“Si sono tutte attività che faceva la maggior parte mio fratello, e che ora fa meno, a causa dei dolori” E) la raccolta cocomeri e meloni comprende il sollevamento da terra del frutto che spesso supera il peso di 10 Kg, il trasporto a braccia per circa sette metri fino ai cassoni trainati dal trattore, il sollevamento all'altezza di 135 cm e il rilascio dentro il cassone eseguendo continue flessioni del busto in avanti anche oltre 90°; “SI è vero , la raccolta adesso la fanno solo gli operai perché mio fratello non riesce più, fino a qualche tempo fa lo face anche lui” F) l'operazione del capitolo che precede viene ripetuta circa 150 volte per 40 minuti;
“Parecchie volte, non so dire il numero” G) per gli altri ortaggi- pomodori, peperoni, zucchine, melanzane e per le verdure - la raccolta viene eseguita staccando i frutti dalle piante e collocandoli in secchi del perso di circa 10 KG che poi vengono trasportati a mano fino ai cassoni per essere svuotati;
“Si è vero, vale quando detto, prima lo faceva mio fratello, ora non più” H) gli ortaggi ed i frutti raccolti nei cassoni vengono successivamente prelevati e sistemati in cassette del peso di 10 kg, “Si è vero” I) la raccolta ha cadenza quotidiana per 3 ore giornaliere per l'intera durata del periodo;
“Si è vero, i pomodori tutti i giorni, i meloni anche, e peperoni ogni 15 giorni”
Alla medesima udienza, la teste , sorella del ricorrente ed addetta alla Testimone_2 vendita al mercato dei prodotti dell'azienda agricola, ha dichiarato: “Il ricorrente ha lavorato tanto nei campi, ora lavora pochissimo a causa del mal di schiena e dei problemi che ha.
Fino a quando stava bene, sollevava pesi, portare i mezzi, e tutto quello che richiede
l'azienda. Il ricorrente lavora ancora, ma non riesce più a raccogliere la frutta curva, è andato sempre peggiorando, ultimamente di più ha dolori, ha cominciato ad avvertirli 4-5 anni fa, anche di più. Mio fratello da sempre lavora in azienda agricola, ci è nato, ci è sempre stato suoi trattori, l'azienda è nostra. L'altro fratello si occupa invece più Tes_1 degli animali e del mercato”.
Confermando le circostanze articolate nei capitoli di prova, anch'ella ha rappresentato come il ricorrente abbia diminuito la propria attività a causa della sintomatologia dolorosa.
7 Ha infatti affermato: “C) le attività sono state condotte prevalentemente in modo manuale, con l'ausilio di elle attrezzature riprodotte nei rilievi di cui al documento n 7: “Si è vero” D) le operazioni svolte dalla ricorrente per la conduzione dei fondi non orticoli sono le seguenti: aratura, fresatura ed erpicatura, semina, concimazione, taglio foraggio, trebbiatura, per circa 60 giorni di lavoro con durata da 6 a 10 ore. “Si è vero, questo fino a quando ha potuto” movimentazione manuale con sollevamento dei sacchi di semi e di granulato fino all'altezza di 1,40 mt.; “Si è vero, lo faceva, adesso non può fare più tutto” distribuzione dei trattamenti antiparassitari;
”Si è vero” potatura degli ulivi- gennaio- febbraio per circa sei ore al giorno, con forbici idrauliche e motosega, raccolta manuale delle legname e trasporto;
“prima si, adesso non lo fa più” raccolta delle olive – ottobre-novembre- 10 giornate lavorative da otto ore on impiego di strumenti vibranti, alimentati da compressori;
“Con
l'abbacchiatore no, perché non ce la fa per il dolore alle spalle, prima lo faceva” movimentazione delle olive in casse del peso di 30-40 kg con caricamento manuale sul carrello. “il discorso è sempre quello, prima faceva tutto, ora non ci riesce più per il dolore alle spalle” cura del vigneto con uso di trattori con atomizzatori, potatura invernale, spollonatura e raccolta delle uve con movimentazione di secchi e casse dal peso superiore ai
12 kg;
. “Si è vero, ora si fa aiutare dagli operai, prima lo faceva. L'azienda agricola era dei miei genitori e di mio zio, siamo stati sempre tutti insieme, tutti abbiamo lavorato nell'azienda agricola. E' un'azienda agricola comunque grande, anche i cognati hanno lavorato, a tavola siamo stati sempre 12 persone.” E) i terreni orticoli necessitano delle fasi di preparazione con arature, fresatura concimazione che sono seguite con trattori gommati
SS SO F240 e 6140. “Si è vero, questa attività prima la faceva in primis , Pt_1 sempre patito per i trattori, Franco patuto per gli animali, ognuno aveva lavori precisi in azienda, adesso ancora lavora il ricorrente con i trattori, non riesce più nella coltivazione e nella raccolta, cioè tutte le attività che richiedono una piegatura della schiena” F) nell'ambito della produzione per la vendita diretta sono coltivati nel periodo primavera estate: meloni n. 1500, cocomeri 500, patate 2 HA, peperoni n. 5.000, zucchine n 3000 piante, cetrioli n. 250, pomodori, 25.000 piante, melanzane n.1000, fagiolini rampicanti 1 ha, borlotti 1 ha. Nel periodo autunno inverno vengono coltivati: insalate n. 2000, cavolfiori n.
2000, verze n. 3000, bietola 2000, cicoria, finocchi, rape, fave da tavola 2 ha. “Si è vero, adesso forse la produzione è diminuita, il numero preciso non lo so. Prima si piantava una volta sola, ,mentre adesso la coltivazione è scaglionata, per avere un prodotto continui, meno quantità ma continuamente, ogni 15 giorni l'insalata” G) le attività di coltivazione dei fondi orticoli sono le seguenti: Messa a dimora delle piantine di cocomeri, meloni e zucche con
8 apposita pinza durante la quale il lavoratore di piegare il busto in avanti esercitando una spinta sulla pinza e di compiere continue rotazioni laterali del busto per prelevare le piantine dal cassone;
piantumazione meccanizzata eseguita da due lavoratori dei quali uno alla guida del trattore gommato e l'altro sulla seduta della piantumatrice che alimenta la macchina durante l'avanzamento, compiendo continue rotazioni laterali e flessioni del busto;
realizzazione degli impianti di sostegno con canne di bambù e pali in legno movimentati in fasci dal peso compreso tra 20 e 30 kg;
diserbo manuale con la zappa a ridosso del fusto delle piante, legatura, sfemminellatura e trattamenti biologici;
raccolta dei frutti manuale da maggio a ottobre per la stagione estiva e da ottobre ad aprile per la stagione invernale;
“Si sono tutte attività che faceva mio fratello, e che ora fa meno, a causa dei dolori” E) la raccolta cocomeri e meloni comprende il sollevamento da terra del frutto che spesso supera il peso di 10 Kg, il trasporto a braccia per circa sette metri fino ai cassoni trainati dal trattore, il sollevamento all'altezza di 135 cm e il rilascio dentro il cassone eseguendo continue flessioni del busto in avanti anche oltre 90°; “SI è vero, questo lavoro era continuativo da parte del ricorrente” F) l'operazione del capitolo che precede viene ripetuta circa 150 volte per 40 minuti;
“Parecchie volte, non so dire il numero” G) per gli altri ortaggi- pomodori, peperoni, zucchine, melanzane e per le verdure - la raccolta viene eseguita staccando i frutti dalle piante e collocandoli in secchi del perso di circa 10 KG che poi vengono trasportati a mano fino ai cassoni per essere svuotati;
“Si è vero, vale quando detto, prima lo faceva mio fratello, ora lo fa meno” H) gli ortaggi ed i frutti raccolti nei cassoni vengono successivamente prelevati e sistemati in cassette del peso di 10 kg, “Si è vero” I) la raccolta ha cadenza quotidiana per 3 ore giornaliere per l'intera durata del periodo;
“Si è vero, più o meno”
Alla luce dell'evidenze istruttorie, emerge come la tipologia delle attività profuse nel corso di tanti anni di lavoro, in qualità di coltivatore diretto, sono state caratterizzate quotidianamente e per molte ore al giorno da una continua movimentazione manuale di carichi, tenimento di posture incongrue a carico del tratto lombo-sacrale con ripetuti movimenti e flessioni della schiena.
Si deve dare atto, inoltre come, nel corso degli anni, il ricorrente abbia con continuità utilizzato diversi mezzi vibranti quali i trattori per la guida e strumenti atti alla macinazione dei cereali, oltre essiccatore, motozappa ed altri, che hanno contribuito al declino dell'udito.
Risulta, quindi, certamente dimostrata l'esposizione al rischio, e comunque lo svolgimento da parte del di attività richiedenti un sovraccarico del tratto lombo Parte_1 sacrale oltre all'esposizione a rilevanti fonti di rumore.
9 Sotto il profilo medico legale, invece, la CTU dott.ssa a seguito di Persona_5 disamina dei documenti e degli esami clinici in atti (1-Considerazioni mediche del 17.02.2025 rilasciate dal Dott. per patologia protusiva discale lombare 2-- Persona_4
Considerazioni mediche del 17.02.2025 rilasciate dal Dott. per ipoausia;
3- Persona_4
Certificato Patronato EPACA con diagnosi di Rachialgia lombosacrale cronica in spondilodiscoartrosi avanzata, protusioni discali L1-L2, L4-L5, L5-S1; 4- RM Rachide cervicale ed RM lombo-sacrale dell'08.03.2024; 5- Referto audiometrico del 20.03.2024 a firma della dott.ssa 6- Certificato Patronato EPACA con diagnosi di Persona_3
Ipoacusia bilaterale), dopo aver visitato il periziando in data 05.08.2025 ed effettuato l'anamnesi lavorativa del ricorrente, ha espresso le seguenti considerazioni medico-legali:
“Da quanto sovra esposto risulta che le mansioni lavorative svolte dal Sig. Parte_1
prevedevano un sovraccarico continuativo del rachide lombo-sacrale; più
[...] precisamente i compiti che svolgeva il ricorrente lo hanno esposto a posture incongrue, per le quali era prevista l'assunzione di posture incongrue e scomode che sollecitavano il rachide lombare con movimenti di flessioni, rotazioni e inclinazioni in movimenti ripetuti, continui e con frequenza elevata durante la giornata lavorativa e con conduzione abituale di mezzi agricoli A tal proposito si può affermare che è individuabile il nesso di causalità tra la patologia denunciata a livello del rachide lombare e l'attività svolta dal ricorrente . Si fa notare che molto spesso nei casi denunciati e riconosciuti dall' come MP la CP_1 spondilodiscoartrosi , patologia non tabellata, in grandissima parte risulta associata ad ernia. Il meccanismo fisipatogenetico nella sua essenza è rappresentato dal sovraccarico che degrada da un lato il disco e dall'altro stimola le limitanti dei somi a divenire sclerotiche e a produrre osteofiti (non presenti nel caso de quo). La sofferenza discale con sua riduzione in altezza genera ipermobilità intervertebrale che si riflette sulle apofisi inducendo anche qui fenomeni degenerativi di ipertrofia e artrosi delle faccette (cfr”Cascata degenerativa”).
Dopo la seconda decade il carico si sposta dal disco alle interapofisarie perché inizia la degenerazione;
sappiamo infatti che fra i 36-45 anni la prevalenza dell'ernia è più bassa mentre aumenta dopo i 55 anni. In conclusione, si può affermare che nel caso in atti si è avuta una evoluzione della patologia a carico dei dischi intervertebrali lombari come evidenziato nella RMN dell'8.03.2024 e non vi sono problemi nel riconoscimento di tale patologia come MP in quanto il lavoro svolto dal ricorrente ha un ruolo di concausa efficiente, avendo sempre in mente che si tratta di patologie multifattoriali e da accumulo. Nel caso che ci occupa, la tipologia e la modalità di espletamento delle attività lavorative svolte dall'assicurato (attività lavorativa espletata di coltivatore diretto), configurano condizioni di
10 rischio. Infatti, si concretizzano anche quelle costanti abitualità e sistematicità necessarie perché il rischio possa definirsi efficiente. In relazione all'ipoacusia si deve ricordare che questa patologia è inclusa nelle tabelle delle malattie professionali nell'industria e nell' CP_1 agricoltura formulate per il riconoscimento assicurativo (D.M. 9 aprile 2008) Nel caso in esame, oltre all'evidenza della curva di caduta descritta negli esami tipica delle ipoacusie da esposizione a rumore, le lavorazioni eseguite dal ricorrente appartengono rispondono ai requisiti di quelle otolesive tabellate in agricoltura. In particolare la conduzione di trattori privi di cabina ovvero di trattori cabinati espongono il conducente al rumore originato dal motore, dagli organi di trasmissione aggravato dai dispositivi connessi alla trattrice, quali pressatrici, ranghinatori, barre falciatrici etc. D'altra parte alla conduzione dei trattori si aggiungono altre fonti di esposizione al rumore rappresentate dall'essiccatore, da mulino per la macinatura dei cereali, dai compressori necessari ad alimentare le aste vibranti per la raccolta delle olive, dalle le motoseghe, dalle motozappe . Infatti l'Esame Audiometrico effettuato dal periziando in data 20.03.2024 presso l'Ambulatoriuo di Audiovestibologia del
P.O. di San Benedetto Del Tronto evidenziava “Lieve ipoacusia neurosensoriale bilaterale zonale sulle frequenze acute 4-8 KHZ” Si può quindi affermare che, nell'insorgenza delle patologia a carico dell'orecchio(ipoacusia bilaterale) e del rachide lombare di cui è affetto il signor , l'attività lavorativa ha avuto quantomeno il ruolo di concausa Parte_1 efficiente nel determinismo della patologia e pertanto (cfr. Lettera del direttore generale dell numero 7876 bis dd 16/02/2006)“...l'accertamento della sussistenza del nesso CP_1 eziologico, sia pure in termini di probabilità qualificata, tra il rischio lavorativo e la patologia diagnosticata, deve indurre riconoscere la natura professionale della stessa, anche quando abbiano concorso a causarla fattori di rischio extralavorativi”. Infatti, la tipologia e la modalità di espletamento delle attività lavorative svolte dall'assicurato (attività di coltivatore diretto) si configurano condizioni di rischio e si concretizzano anche quelle costanti abitualità e sistematicità necessarie perché il rischio possa definirsi efficiente.
Ha pertanto concluso nel modo seguente: “.si ritiene di poter ammettere l'origine professionale alle patologie di cui è affetto il Sig e cioè “Rachialgia Parte_1 lombo-sacrale cronica in spondilodiscoartrosi avanzata. Protusioni discali L1-L2, L4-L5, L5-
S1” con un danno biologico pari al 6% e “Ipoacusia bilaterale” pari al 2% In relazione alla valutazione del danno biologico, quale lesione dell'integrità psico-fisica suscettibile di valutazione medico-legale, conseguente alla con criterio di massima obiettività il grado totale risulta pari al 7% (settepercento) con decorrenza dalla data della domanda amministrativa.”
11 La dott.ssa in considerazione del riconoscimento nella misura del 10% per la Per_5 pregressa tecnopatia, ha ritenuto, applicando un criterio riduzionistico, riconoscere in capo al ricorrente un grado complessivo di invalidità del 16% in virtù della unifica.
Ritiene il giudicante di doversi conformare al parere espresso dal perito, dal momento che il medesimo appare immune da evidenti errori, vizi logici o tecnici, risulta fondato su esami clinici, diagnostici e strumentali esaurienti ed inoltre è sorretto da adeguata e convincente motivazione.
Inoltre, non risultano pervenute osservazioni dalle parti nel termine all'uopo assegnato.
Le conclusioni del CTU appaiono, peraltro, corrette considerando che l'esposizione a rischio è avvenuta in maniera non occasionale e prolungata, per numerosi anni avendo il ricorrente esercitato in modo abituale e sistematico attività che richiedevano continuo sovraccarico del tratto lombosacrale oltre ad una costante ed abituale esposizione al rumore proprio per la tipologia delle attività profuse.
La domanda va dunque accolta nei sensi innanzi indicati, con le conseguenze di legge, come precisate in dispositivo.
Va pertanto riconosciuta l'eziologia professionale delle patologie denunciate (Rachialgia lombo-sacrale cronica in spondilodiscoartrosi avanzata. Protusioni discali L1-L2, L4-L5 , L5-
S1 ed Ipoacusia bilaterale) che hanno determinato un danno biologico complessivo del 7%
(6% + 2%) a far data dalla domanda che, cumulato con la pregressa tecnopatia già riconosciuta ed indennizzata nella misura del 10% Inf. n. 507020681 del 19/01/2007 3%. -Inf.
n. 510120427 del 19/02/2010 2% - MP n. 520710053 del 17/05/2024 6% ) conduce ad un valore complessivo del 16%.
L' va quindi condannata alla corresponsione in favore della parte ricorrente delle CP_1 prestazioni previdenziali previste per legge, commisurate all'accertato grado di inabilità complessivo del 16% in forza del cumulo, secondo quanto previsto dalla “tabella indennizzo danno biologico” di cui al D.M.12.07.2000, in misura e con decorrenza di legge.
Sui ratei arretrati vanno liquidati “ex lege” gli interessi e/o il maggior danno da svalutazione monetaria, con decorrenza dalla data di reiezione della domanda amministrativa o comunque dal centoventunesimo giorno successivo alla data di presentazione della stessa, ovvero con decorrenza dalla data in cui è insorto il diritto alle prestazioni, se posteriore, nei limiti risultanti dalla sentenza della Corte Cost. n. 156/91 e dall'art. 16 L. n. 412\1991.
3. Le spese di lite sono poste a carico dell' secondo i criteri di cui al DM n. CP_1
147/2022, come da dispositivo.
Le spese di CTU sono poste definitivamente a carico della parte resistente.
12
P.Q.M.
Il Tribunale di Teramo, in funzione di Giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando nel giudizio iscritto al R.G. n. 345/2025 così provvede:
• accoglie il ricorso e dichiara che la parte ricorrente è affetto/a da patologie – Rachialgia lombo-sacrale cronica in spondilodiscoartrosi avanzata. Protusioni discali L1-L2, L4-L5 , L5-
S1 ed Ipoacusia bilaterale - che comportano una menomazione della integrità psico-fisica della persona (c.d. danno biologico) sulla base di quanto previsto nella «tabella delle menomazioni», di cui al D.M. 12.07.2000, nella complessiva misura del 7% (6% + 2%) a partire dalla data della domanda amministrativa;
• per l'effetto, condanna l' alla corresponsione, in favore della parte ricorrente, delle CP_1 prestazioni previdenziali previste per legge commisurate all'accertato grado di inabilità complessivo del 16% in forza di cumulo, dalla data della domanda amministrativa, secondo quanto previsto dalla “tabella indennizzo danno biologico” di cui al D.M.12.07.2000, oltre ad interessi legali e rivalutazione monetaria da liquidarsi a partire dalla data di reiezione della domanda amministrativa o comunque dal centoventunesimo giorno successivo alla data di presentazione della stessa, ovvero dalla data in cui è insorto il diritto alle prestazioni, se posteriore, nei limiti risultanti dalla sentenza della Corte Cost. n. 156/91 e dall'art.16
L.412/1991;
• condanna l' a rimborsare alla parte ricorrente le spese di lite, nella misura di € CP_1
3.000,00 per onorari oltre rimborso spese, IVA e CPA come per legge ed al pagamento del contributo unificato versato di € 43,00, da corrispondere a favore del procuratore antistatario.
• pone definitivamente a carico dell' le spese di C.T.U., liquidate con separato CP_1 decreto.
Teramo 16.12.2025
Il Giudice
Dott.ssa Daniela Matalucci
13
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di TERAMO
GIUDICE DEL LAVORO
Il Tribunale, nella persona del Giudice del Lavoro dott.ssa Daniela Matalucci a seguito dell'udienza del 16.12.2025 svolta ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c.,
SENTENZA
Con motivazione contestuale nella causa civile di I grado promossa da:
(c.f. ), nato a [...], il Parte_1 C.F._1
21/06/1959, residente a[...], elettivamente domiciliato in
Castellalto, frazione Castelnuovo Vomano, Via Nazionale 160, presso lo studio dell'Avv.
AN UL (C.F: – pec: che C.F._2 Email_1 lo rappresenta e difende giusta procura in atti
RICORRENTE
Contro
Controparte_1
(c.f. ) con sede in Roma via IV Novembre n.144, in
[...] P.IVA_1 persona del Direttore Centrale - della Direzione Centrale Rapporto Assicurativo dell' - CP_1
Dott. in carica “pro-tempore, rappresentato e difeso, per mandato a generale Persona_1 alle liti del 25 ottobre 2022 per Notar iscritto al Ruolo dei Distretti Persona_2
Notarili Riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia, Rep.91560, Racc.27243, congiuntamente e anche disgiuntamente dagli Avv.ti Piera Di Sante (cf. – C.F._3
e (cf. – Email_2 Parte_2 CodiceFiscale_4
–) elettivamente domiciliato in Teramo, Via AN Franchi, Email_3
37, presso l'Avvocatura Regionale INAIL per l'Abruzzo – Sede di Teramo.
RESISTENTE
1
CONCLUSIONI
Parte ricorrente:
“ Per i fatti e le ragioni spiegate in ricorso, accertare e dichiarare il diritto della ricorrente all'indennizzo/rendita, ai sensi dell'art. 13, comma 2, D.Lgs. 38/2000, per inabilità permanente da malattia professionale contratta in occasione e per effetto dell'attività lavorativa svolta, come indicato nelle certificazioni mediche allegate da riunirsi ai precedenti accertamenti;
condannare l' all'attribuzione della rendita ovvero alla liquidazione in conto CP_1 capitale tenendo conto della sopravvenuta tecnopatia.
Con vittoria di spese e competenze di giudizio e con rifusione delle spese generali, in favore del procuratore antistatario.”
Parte resistente:
“nel merito: rigettare la domanda proprosta dal ricorrente perche' infondata per le suesposte ragioni. Con vittoria di spese, funzioni ed onorari del giudizio ex art. 42 L.326/2003 c.11.”
FATTO E MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Esperita negativamente la procedura amministrativa, , con Parte_1 ricorso ex articolo 442 c.p.c. depositato in data 17.02.2025, conveniva in giudizio l' , al CP_1 fine di vedersi accertata la natura professionale delle denunciate malattie- Rachialgia lombosacrale e Ipoacusia bilaterale - presentate in via amministrativa rispettivamente in data
17.05.2024 (n.520710055) ed in data 19.05.2024 (n. 520710062), nonché condannare l' CP_1 alla liquidazione delle prestazioni di legge in conseguenza del danno biologico permanente subito in cumulo con le pregresse tecnopatie già riconosciute.
A sostegno della domanda deduceva:
- di essere coltivatore diretto, conducendo un'attività agricola su terreni di circa 36 HA ettari, destinati per circa 15 Ha alla coltivazione di ortaggi, 1,5 ha a vigneto, 3 ha a uliveto con
300 piante, il restante a foraggio e cereali e comprensiva di allevamento di bovini, suini, ovini e caprini;
- di svolgere prevalentemente le attività manualmente con l'ausilio di trattrici agricole gommate (SS SO 6140 e SS SO 240F), equipaggiate con carrelli, frese, erpicatrici, falciatrici, ballatrici, spargiconcime, altre due trattrici gommate SS SO
(uno privo di cabina) per l'impiego nei vigneti e negli oliveti, motocoltivatore/motozappa mod Grillo G107, essiccatoio per cereali carrello elevatore Babini Sirio 4rm diesel, CP_2 trebbiatrice Laverda m84, pompe per irrigazione a gasolio Lombardini e Iveco, atomizzatori, bracci vibranti “Campagnola”, mulino cardanico;
2 - che le operazioni svolte, in base alle attività da espletare erano le seguenti: 1) conduzione dei fondi non orticoli: aratura, fresatura, erpicatura, semina, concimazione, taglio foraggio, trebbiatura, per circa 60 giorni di lavoro con durata da 6 a 10 ore, sollevamento dei sacchi di semi e di granulato fino all'altezza di 1,40 mt., distribuzione dei trattamenti antiparassitari, potatura degli ulivi (gennaio- febbraio) per circa sei ore al giorno, con forbici idrauliche e motosega, raccolta manuale del legname e trasporto, raccolta delle olive (ottobre-novembre) per 10 giornate lavorative da otto ore con impiego di strumenti vibranti, alimentati da compressori, movimentazione delle olive in casse del peso di 30-40 kg con caricamento manuale sul carrello, cura del vigneto con uso di trattori con atomizzatori, potatura invernale, spollonatura e raccolta delle uve con movimentazione di secchi e casse dal peso superiore ai
12 kg;
2) Lavorazioni dei terreni orticoli richiedenti fasi di preparazione con arature, fresatura, concimazione seguite con trattori gommati SS SO F240 e 6140 e differenziati in base alla stagionalità dei prodotti destinati alla vendita dirette: a) Messa a dimora delle piantine, di durata settimanale, durante la quale è costretto al piegamento del busto in avanti con spinta sulla pinza ed operazione inversa di trazione per rimuovere l'attrezzo, compiendo al contempo continue rotazioni laterali del busto per prelevare le piantine dal cassone ad un ritmo sostenuto di 3 al minuto;
b) Lavorazioni nella fase vegetativa delle piante, per circa 10 giorni di lavoro da 8 ore, consistenti nel carico manuale sui carrelli, scarico nel campo e conficca del terreno di pali in legno (500 pali legati in fasci di 5, del peso di 20 kg) e canne di bambù (oltre 500 fasci legati di n. 50 canne, del peso di circa 30 kg) oltre al diserbo manuale con la zappa a ridosso del fusto delle piante, legatura, sfemminellatura e trattamenti biologici;
c) Raccolta manuale dei frutti, da maggio a ottobre per la stagione estiva e da ottobre ad aprile per la stagione invernale, con cadenza quotidiana per rifornire il punto vendita, per 3 ore giornaliere comportanti impegni di forza in movimenti ripetuti e prolungati per la movimentazione di carichi con posture incongrue e nocive (prelievo e sollevamento di frutti da terra del peso di circa 10 kg, sistemazione in cassoni di circa 500 kg, sistemazione in cassette di 10 kg cadauna;
3) Cura della stalla comprendente 15 capi alimentati quotidianamente con la distribuzione manuale del fieno e del granulato in secchi, la cui pulizia risulta semimeccanizzata con accostamento dello stallatico con la forca al nastro ad un nastro trasportatore;
- che a causa delle suddette lavorazioni, comportanti una esposizione continuativa a fonti di rumore, a vibrazioni al corpo intero, alla movimentazione manuale dei carichi, gli veniva riscontrata una degenerazione del tratto lombare, come accertato dalla RM eseguita l'8.3.2024 presso il centro D'Archivio Diagnostica ed una lieve ipoacusia bilaterale zonale alle alte
3 frequenze, così come evidenziato dal referto audiometrico eseguito dalla dott.ssa
[...] in data 20.03.2024; Persona_3
- che le domande avanzate in via amministrativa per il riconoscimento delle malattie professionali venivano rigettate dall' per insussistenza del nesso causale tra il rischio CP_1 lavorativo e le patologie denunciate, giudizio confermato anche in sede di opposizione a seguito di Collegiale medica.
1.2. In data 22.04.2025 si è costituito in giudizio l' Controparte_1
ed ha resistito al ricorso, chiedendone il rigetto.
[...]
In particolare, l'istituto ha rappresentato come dalla documentazione in atti nonché dall'anamnesi lavorativa del ricorrente risultava esclusa la sussistenza del rischio da sovraccarico biomeccanico del rachide, trattandosi di attività stagionale soggetta a diversificazione, così come evidenziato nella propria relazione dal fiduciario Dr. Per_4
[...]
Riguardo alla domanda promossa per l'ipoacusia bilaterale, il resistente ha escluso la sussistenza del rischio da rumore industriale, non sufficientemente provato dal ricorrente e comunque evincendosi la natura extraprofessionale della malattia denunciata, come rilevato dal dott. Persona_4
1.3. Così radicatosi il contraddittorio, la causa è stata istruita mediante produzione documentale e CTU medico legale e rinviata all'udienza del 16.12.2025 per discussione.
L'udienza di discussione si è svolta nelle forme della trattazione scritta ai sensi dell'articolo 127 ter c.p.c., previa concessione di un termine alle parti per il deposito di note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni.
A seguito di decreto di trattazione scritta regolarmente comunicato alle parti, solo parte ricorrente ha depositato note di udienza, insistendo nelle conclusioni rassegnate.
2. Il ricorrente agisce in giudizio al fine di vedersi riconosciuta le invalidità da malattie professionali - Rachialgia lombosacrale e Ipoacusia bilaterale- presentate in via amministrativa rispettivamente in data 17.05.2024 e 19.05.2024 e non accolte dall' , CP_1 deducendo di svolgere da circa cinquanta anni l'attività di coltivatore diretto, giusto estratto contributivo in atti, conducendo un'attività agricola destinata alla coltura, oltre a gestire un allevamento di varie specie animali.
4 In punto di diritto, come è noto, a tenore della sentenza della Corte Costituzionale
n.179/1988 la tutela assicurativa apprestata dall' si estende anche a malattie CP_1 professionali non specificamente tabellate, purché derivanti dalla concreta esposizione ad un rischio lavorativo concreto e congruo. Pertanto, mentre per le malattie tabellate, ove il lavoratore dimostri di essere affetto da una delle malattie indicate in tabella per essere stato addetto ad una delle lavorazioni considerate idonee a cagionare quella malattia, lo stesso lavoratore resta dispensato dall'onere circa la sussistenza del nesso di causalità, nei caso di malattia non tabellata, il lavoratore deve prima allegare e poi dimostrare la concreta esposizione a rischio (Cass.3556/94 e 3916/94), in modo che, ove l'analisi medica rilevi l'esistenza della malattia, sia possibile accertare il nesso eziologico, ossia che proprio l'attività espletata, come provata, sia stata la causa della genesi e dello sviluppo della malattia.
Appare utile sottolineare che da ultimo è stato ribadito in giurisprudenza che, poiché nella materia degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali trova diretta applicazione il principio di equivalenza causale di cui all'art. 41 c.p., è sufficiente per far sorgere la tutela in favore del lavoratore, che l'esposizione a rischio sia stata concausa concorrente della malattia, non richiedendosi che essa abbia assunto efficacia causale esclusiva o prevalente (cfr.
Cassazione civile sez. VI, 13/12/2021, n.39751).
Ciò premesso, nel caso di specie, l'origine professionale della malattia e l'esposizione a rischio del ricorrente risultano dimostrati dall'escussione testimoniale (testi Tes_1
, ,) e della CTU espletata dalla Dott.ssa
[...] Testimone_2 Persona_5
Dall'estratto contributo in atti emerge, in primo luogo, che il ricorrente abbia iniziato a svolgere attività di coltivatore diretto sin dal 1978, mentre dalle risultanze istruttorie risulta che l'attività agricola si estende su appezzamenti di terreni della consistenza di circa 36 ettari destinati per circa 15 Ha alla coltivazione di ortaggi, 1,5 ha a vigneto, 3 ha a uliveto con 300 piante, il restante a foraggio e cereali, oltre a comprendere l'allevamento di bovini, suini, ovini e caprini.
Riguardo i terreni gestiti dal ricorrente e le attività connesse, il teste , Testimone_1 fratello dello stesso, anch'egli lavoratore dell'azienda agricola, ha rappresentato: “Cap.A Si è vero, lavoriamo nell'azienda agricola, io mio fratello e 4 operai. Mio fratello si occupa prevalentemente della coltivazione degli ortaggi e della raccolta, e conduzione mezzi agricoli, io maggiormente gli animali e la vendita dei prodotti, i 4 operai sulla coltivazione in genere, raccolta ortaggi”
5 In ordine alle mansioni svolte, nel confermare i capitoli di prova all'uopo articolati, in cui ha rilevato di occuparsi personalmente della gestione della stalla mentre il fratello delle attività legate ai terreni e alla guida dei mezzi, ha evidenziato come quest'ultimo abbia ridotto il proprio apporto, a causa dei dolori alle spalle ed alla schiena.
In particolare, il teste ha dichiarato: “Cap. C) le attività sono state condotte prevalentemente in modo manuale, con l'ausilio di elle attrezzature riprodotte nei rilievi di cui al documento n 7: “Si è vero” D) le operazioni svolte dalla ricorrente per la conduzione dei fondi non orticoli sono le seguenti: aratura, fresatura ed erpicatura, semina, concimazione, taglio foraggio, trebbiatura, per circa 60 giorni di lavoro con durata da 6 a 10 ore. “Si è vero” movimentazione manuale con sollevamento dei sacchi di semi e di granulato fino all'altezza di 1,40 mt.; “Si è vero, a volte manuale a volte con l'attrezzo, con il muletto” distribuzione dei trattamenti antiparassitari;
”Si è vero” potatura degli ulivi- gennaio- febbraio per circa sei ore al giorno, con forbici idrauliche e motosega, raccolta manuale delle legname e trasporto;
“prima si, adesso non lo fa più, da un paio di anni, vengono le persone esterne, non lo fa più perché non ce la fa con le spalle e la schiena” raccolta delle olive – ottobre-novembre- 10 giornate lavorative da otto ore on impiego di strumenti vibranti, alimentati da compressori;
“Con l'abbacchiatore no, perché non ce la fa per il dolore alle spalle, prima lo faceva” movimentazione delle olive in casse del peso di 30-40 kg con caricamento manuale sul carrello. “il discorso è sempre quello, prima faceva tutto, ora non ci riesce più per il dolore alle spalle” cura del vigneto con uso di trattori con atomizzatori, potatura invernale, spollonatura e raccolta delle uve con movimentazione di secchi e casse dal peso superiore ai 12 kg;
. “Si è vero, ora si fa aiutare dagli operai, prima lo faceva” E) i terreni orticoli necessitano delle fasi di preparazione con arature, fresatura concimazione che sono seguite con trattori gommati SS SO F240 e 6140. “Si è vero, questa attività a volte la fa a volte no, prima se ne occupa maggiormente lui al 90%” F) nell'ambito della produzione per la vendita diretta sono coltivati nel periodo primavera estate: meloni n.
1500, cocomeri 500, patate 2 HA, peperoni n. 5.000, zucchine n 3000 piante, cetrioli n. 250, pomodori, 25.000 piante, melanzane n.1000, fagiolini rampicanti 1 ha, borlotti 1 ha. Nel periodo autunno inverno vengono coltivati: insalate n. 2000, cavolfiori n. 2000, verze n.
3000, bietola 2000, cicoria, finocchi, rape, fave da tavola 2 ha. “Si è vero, adesso la produzione è diminuita perché il ricorrente non ce la fa più e non è stato sostituito in tutto.
Non so dire di quanto abbiamo ridotto la priduzione G) le attività di coltivazione dei fondi orticoli sono le seguenti: Messa a dimora delle piantine di cocomeri, meloni e zucche con apposita pinza durante la quale il lavoratore di piegare il busto in avanti esercitando una
6 spinta sulla pinza e di compiere continue rotazioni laterali del busto per prelevare le piantine dal cassone;
piantumazione meccanizzata eseguita da due lavoratori dei quali uno alla guida del trattore gommato e l'altro sulla seduta della piantumatrice che alimenta la macchina durante l'avanzamento, compiendo continue rotazioni laterali e flessioni del busto;
realizzazione degli impianti di sostegno con canne di bambù e pali in legno movimentati in fasci dal peso compreso tra 20 e 30 kg;
diserbo manuale con la zappa a ridosso del fusto delle piante, legatura, sfemminellatura e trattamenti biologici;
raccolta dei frutti manuale da maggio a ottobre per la stagione estiva e da ottobre ad aprile per la stagione invernale;
“Si sono tutte attività che faceva la maggior parte mio fratello, e che ora fa meno, a causa dei dolori” E) la raccolta cocomeri e meloni comprende il sollevamento da terra del frutto che spesso supera il peso di 10 Kg, il trasporto a braccia per circa sette metri fino ai cassoni trainati dal trattore, il sollevamento all'altezza di 135 cm e il rilascio dentro il cassone eseguendo continue flessioni del busto in avanti anche oltre 90°; “SI è vero , la raccolta adesso la fanno solo gli operai perché mio fratello non riesce più, fino a qualche tempo fa lo face anche lui” F) l'operazione del capitolo che precede viene ripetuta circa 150 volte per 40 minuti;
“Parecchie volte, non so dire il numero” G) per gli altri ortaggi- pomodori, peperoni, zucchine, melanzane e per le verdure - la raccolta viene eseguita staccando i frutti dalle piante e collocandoli in secchi del perso di circa 10 KG che poi vengono trasportati a mano fino ai cassoni per essere svuotati;
“Si è vero, vale quando detto, prima lo faceva mio fratello, ora non più” H) gli ortaggi ed i frutti raccolti nei cassoni vengono successivamente prelevati e sistemati in cassette del peso di 10 kg, “Si è vero” I) la raccolta ha cadenza quotidiana per 3 ore giornaliere per l'intera durata del periodo;
“Si è vero, i pomodori tutti i giorni, i meloni anche, e peperoni ogni 15 giorni”
Alla medesima udienza, la teste , sorella del ricorrente ed addetta alla Testimone_2 vendita al mercato dei prodotti dell'azienda agricola, ha dichiarato: “Il ricorrente ha lavorato tanto nei campi, ora lavora pochissimo a causa del mal di schiena e dei problemi che ha.
Fino a quando stava bene, sollevava pesi, portare i mezzi, e tutto quello che richiede
l'azienda. Il ricorrente lavora ancora, ma non riesce più a raccogliere la frutta curva, è andato sempre peggiorando, ultimamente di più ha dolori, ha cominciato ad avvertirli 4-5 anni fa, anche di più. Mio fratello da sempre lavora in azienda agricola, ci è nato, ci è sempre stato suoi trattori, l'azienda è nostra. L'altro fratello si occupa invece più Tes_1 degli animali e del mercato”.
Confermando le circostanze articolate nei capitoli di prova, anch'ella ha rappresentato come il ricorrente abbia diminuito la propria attività a causa della sintomatologia dolorosa.
7 Ha infatti affermato: “C) le attività sono state condotte prevalentemente in modo manuale, con l'ausilio di elle attrezzature riprodotte nei rilievi di cui al documento n 7: “Si è vero” D) le operazioni svolte dalla ricorrente per la conduzione dei fondi non orticoli sono le seguenti: aratura, fresatura ed erpicatura, semina, concimazione, taglio foraggio, trebbiatura, per circa 60 giorni di lavoro con durata da 6 a 10 ore. “Si è vero, questo fino a quando ha potuto” movimentazione manuale con sollevamento dei sacchi di semi e di granulato fino all'altezza di 1,40 mt.; “Si è vero, lo faceva, adesso non può fare più tutto” distribuzione dei trattamenti antiparassitari;
”Si è vero” potatura degli ulivi- gennaio- febbraio per circa sei ore al giorno, con forbici idrauliche e motosega, raccolta manuale delle legname e trasporto;
“prima si, adesso non lo fa più” raccolta delle olive – ottobre-novembre- 10 giornate lavorative da otto ore on impiego di strumenti vibranti, alimentati da compressori;
“Con
l'abbacchiatore no, perché non ce la fa per il dolore alle spalle, prima lo faceva” movimentazione delle olive in casse del peso di 30-40 kg con caricamento manuale sul carrello. “il discorso è sempre quello, prima faceva tutto, ora non ci riesce più per il dolore alle spalle” cura del vigneto con uso di trattori con atomizzatori, potatura invernale, spollonatura e raccolta delle uve con movimentazione di secchi e casse dal peso superiore ai
12 kg;
. “Si è vero, ora si fa aiutare dagli operai, prima lo faceva. L'azienda agricola era dei miei genitori e di mio zio, siamo stati sempre tutti insieme, tutti abbiamo lavorato nell'azienda agricola. E' un'azienda agricola comunque grande, anche i cognati hanno lavorato, a tavola siamo stati sempre 12 persone.” E) i terreni orticoli necessitano delle fasi di preparazione con arature, fresatura concimazione che sono seguite con trattori gommati
SS SO F240 e 6140. “Si è vero, questa attività prima la faceva in primis , Pt_1 sempre patito per i trattori, Franco patuto per gli animali, ognuno aveva lavori precisi in azienda, adesso ancora lavora il ricorrente con i trattori, non riesce più nella coltivazione e nella raccolta, cioè tutte le attività che richiedono una piegatura della schiena” F) nell'ambito della produzione per la vendita diretta sono coltivati nel periodo primavera estate: meloni n. 1500, cocomeri 500, patate 2 HA, peperoni n. 5.000, zucchine n 3000 piante, cetrioli n. 250, pomodori, 25.000 piante, melanzane n.1000, fagiolini rampicanti 1 ha, borlotti 1 ha. Nel periodo autunno inverno vengono coltivati: insalate n. 2000, cavolfiori n.
2000, verze n. 3000, bietola 2000, cicoria, finocchi, rape, fave da tavola 2 ha. “Si è vero, adesso forse la produzione è diminuita, il numero preciso non lo so. Prima si piantava una volta sola, ,mentre adesso la coltivazione è scaglionata, per avere un prodotto continui, meno quantità ma continuamente, ogni 15 giorni l'insalata” G) le attività di coltivazione dei fondi orticoli sono le seguenti: Messa a dimora delle piantine di cocomeri, meloni e zucche con
8 apposita pinza durante la quale il lavoratore di piegare il busto in avanti esercitando una spinta sulla pinza e di compiere continue rotazioni laterali del busto per prelevare le piantine dal cassone;
piantumazione meccanizzata eseguita da due lavoratori dei quali uno alla guida del trattore gommato e l'altro sulla seduta della piantumatrice che alimenta la macchina durante l'avanzamento, compiendo continue rotazioni laterali e flessioni del busto;
realizzazione degli impianti di sostegno con canne di bambù e pali in legno movimentati in fasci dal peso compreso tra 20 e 30 kg;
diserbo manuale con la zappa a ridosso del fusto delle piante, legatura, sfemminellatura e trattamenti biologici;
raccolta dei frutti manuale da maggio a ottobre per la stagione estiva e da ottobre ad aprile per la stagione invernale;
“Si sono tutte attività che faceva mio fratello, e che ora fa meno, a causa dei dolori” E) la raccolta cocomeri e meloni comprende il sollevamento da terra del frutto che spesso supera il peso di 10 Kg, il trasporto a braccia per circa sette metri fino ai cassoni trainati dal trattore, il sollevamento all'altezza di 135 cm e il rilascio dentro il cassone eseguendo continue flessioni del busto in avanti anche oltre 90°; “SI è vero, questo lavoro era continuativo da parte del ricorrente” F) l'operazione del capitolo che precede viene ripetuta circa 150 volte per 40 minuti;
“Parecchie volte, non so dire il numero” G) per gli altri ortaggi- pomodori, peperoni, zucchine, melanzane e per le verdure - la raccolta viene eseguita staccando i frutti dalle piante e collocandoli in secchi del perso di circa 10 KG che poi vengono trasportati a mano fino ai cassoni per essere svuotati;
“Si è vero, vale quando detto, prima lo faceva mio fratello, ora lo fa meno” H) gli ortaggi ed i frutti raccolti nei cassoni vengono successivamente prelevati e sistemati in cassette del peso di 10 kg, “Si è vero” I) la raccolta ha cadenza quotidiana per 3 ore giornaliere per l'intera durata del periodo;
“Si è vero, più o meno”
Alla luce dell'evidenze istruttorie, emerge come la tipologia delle attività profuse nel corso di tanti anni di lavoro, in qualità di coltivatore diretto, sono state caratterizzate quotidianamente e per molte ore al giorno da una continua movimentazione manuale di carichi, tenimento di posture incongrue a carico del tratto lombo-sacrale con ripetuti movimenti e flessioni della schiena.
Si deve dare atto, inoltre come, nel corso degli anni, il ricorrente abbia con continuità utilizzato diversi mezzi vibranti quali i trattori per la guida e strumenti atti alla macinazione dei cereali, oltre essiccatore, motozappa ed altri, che hanno contribuito al declino dell'udito.
Risulta, quindi, certamente dimostrata l'esposizione al rischio, e comunque lo svolgimento da parte del di attività richiedenti un sovraccarico del tratto lombo Parte_1 sacrale oltre all'esposizione a rilevanti fonti di rumore.
9 Sotto il profilo medico legale, invece, la CTU dott.ssa a seguito di Persona_5 disamina dei documenti e degli esami clinici in atti (1-Considerazioni mediche del 17.02.2025 rilasciate dal Dott. per patologia protusiva discale lombare 2-- Persona_4
Considerazioni mediche del 17.02.2025 rilasciate dal Dott. per ipoausia;
3- Persona_4
Certificato Patronato EPACA con diagnosi di Rachialgia lombosacrale cronica in spondilodiscoartrosi avanzata, protusioni discali L1-L2, L4-L5, L5-S1; 4- RM Rachide cervicale ed RM lombo-sacrale dell'08.03.2024; 5- Referto audiometrico del 20.03.2024 a firma della dott.ssa 6- Certificato Patronato EPACA con diagnosi di Persona_3
Ipoacusia bilaterale), dopo aver visitato il periziando in data 05.08.2025 ed effettuato l'anamnesi lavorativa del ricorrente, ha espresso le seguenti considerazioni medico-legali:
“Da quanto sovra esposto risulta che le mansioni lavorative svolte dal Sig. Parte_1
prevedevano un sovraccarico continuativo del rachide lombo-sacrale; più
[...] precisamente i compiti che svolgeva il ricorrente lo hanno esposto a posture incongrue, per le quali era prevista l'assunzione di posture incongrue e scomode che sollecitavano il rachide lombare con movimenti di flessioni, rotazioni e inclinazioni in movimenti ripetuti, continui e con frequenza elevata durante la giornata lavorativa e con conduzione abituale di mezzi agricoli A tal proposito si può affermare che è individuabile il nesso di causalità tra la patologia denunciata a livello del rachide lombare e l'attività svolta dal ricorrente . Si fa notare che molto spesso nei casi denunciati e riconosciuti dall' come MP la CP_1 spondilodiscoartrosi , patologia non tabellata, in grandissima parte risulta associata ad ernia. Il meccanismo fisipatogenetico nella sua essenza è rappresentato dal sovraccarico che degrada da un lato il disco e dall'altro stimola le limitanti dei somi a divenire sclerotiche e a produrre osteofiti (non presenti nel caso de quo). La sofferenza discale con sua riduzione in altezza genera ipermobilità intervertebrale che si riflette sulle apofisi inducendo anche qui fenomeni degenerativi di ipertrofia e artrosi delle faccette (cfr”Cascata degenerativa”).
Dopo la seconda decade il carico si sposta dal disco alle interapofisarie perché inizia la degenerazione;
sappiamo infatti che fra i 36-45 anni la prevalenza dell'ernia è più bassa mentre aumenta dopo i 55 anni. In conclusione, si può affermare che nel caso in atti si è avuta una evoluzione della patologia a carico dei dischi intervertebrali lombari come evidenziato nella RMN dell'8.03.2024 e non vi sono problemi nel riconoscimento di tale patologia come MP in quanto il lavoro svolto dal ricorrente ha un ruolo di concausa efficiente, avendo sempre in mente che si tratta di patologie multifattoriali e da accumulo. Nel caso che ci occupa, la tipologia e la modalità di espletamento delle attività lavorative svolte dall'assicurato (attività lavorativa espletata di coltivatore diretto), configurano condizioni di
10 rischio. Infatti, si concretizzano anche quelle costanti abitualità e sistematicità necessarie perché il rischio possa definirsi efficiente. In relazione all'ipoacusia si deve ricordare che questa patologia è inclusa nelle tabelle delle malattie professionali nell'industria e nell' CP_1 agricoltura formulate per il riconoscimento assicurativo (D.M. 9 aprile 2008) Nel caso in esame, oltre all'evidenza della curva di caduta descritta negli esami tipica delle ipoacusie da esposizione a rumore, le lavorazioni eseguite dal ricorrente appartengono rispondono ai requisiti di quelle otolesive tabellate in agricoltura. In particolare la conduzione di trattori privi di cabina ovvero di trattori cabinati espongono il conducente al rumore originato dal motore, dagli organi di trasmissione aggravato dai dispositivi connessi alla trattrice, quali pressatrici, ranghinatori, barre falciatrici etc. D'altra parte alla conduzione dei trattori si aggiungono altre fonti di esposizione al rumore rappresentate dall'essiccatore, da mulino per la macinatura dei cereali, dai compressori necessari ad alimentare le aste vibranti per la raccolta delle olive, dalle le motoseghe, dalle motozappe . Infatti l'Esame Audiometrico effettuato dal periziando in data 20.03.2024 presso l'Ambulatoriuo di Audiovestibologia del
P.O. di San Benedetto Del Tronto evidenziava “Lieve ipoacusia neurosensoriale bilaterale zonale sulle frequenze acute 4-8 KHZ” Si può quindi affermare che, nell'insorgenza delle patologia a carico dell'orecchio(ipoacusia bilaterale) e del rachide lombare di cui è affetto il signor , l'attività lavorativa ha avuto quantomeno il ruolo di concausa Parte_1 efficiente nel determinismo della patologia e pertanto (cfr. Lettera del direttore generale dell numero 7876 bis dd 16/02/2006)“...l'accertamento della sussistenza del nesso CP_1 eziologico, sia pure in termini di probabilità qualificata, tra il rischio lavorativo e la patologia diagnosticata, deve indurre riconoscere la natura professionale della stessa, anche quando abbiano concorso a causarla fattori di rischio extralavorativi”. Infatti, la tipologia e la modalità di espletamento delle attività lavorative svolte dall'assicurato (attività di coltivatore diretto) si configurano condizioni di rischio e si concretizzano anche quelle costanti abitualità e sistematicità necessarie perché il rischio possa definirsi efficiente.
Ha pertanto concluso nel modo seguente: “.si ritiene di poter ammettere l'origine professionale alle patologie di cui è affetto il Sig e cioè “Rachialgia Parte_1 lombo-sacrale cronica in spondilodiscoartrosi avanzata. Protusioni discali L1-L2, L4-L5, L5-
S1” con un danno biologico pari al 6% e “Ipoacusia bilaterale” pari al 2% In relazione alla valutazione del danno biologico, quale lesione dell'integrità psico-fisica suscettibile di valutazione medico-legale, conseguente alla con criterio di massima obiettività il grado totale risulta pari al 7% (settepercento) con decorrenza dalla data della domanda amministrativa.”
11 La dott.ssa in considerazione del riconoscimento nella misura del 10% per la Per_5 pregressa tecnopatia, ha ritenuto, applicando un criterio riduzionistico, riconoscere in capo al ricorrente un grado complessivo di invalidità del 16% in virtù della unifica.
Ritiene il giudicante di doversi conformare al parere espresso dal perito, dal momento che il medesimo appare immune da evidenti errori, vizi logici o tecnici, risulta fondato su esami clinici, diagnostici e strumentali esaurienti ed inoltre è sorretto da adeguata e convincente motivazione.
Inoltre, non risultano pervenute osservazioni dalle parti nel termine all'uopo assegnato.
Le conclusioni del CTU appaiono, peraltro, corrette considerando che l'esposizione a rischio è avvenuta in maniera non occasionale e prolungata, per numerosi anni avendo il ricorrente esercitato in modo abituale e sistematico attività che richiedevano continuo sovraccarico del tratto lombosacrale oltre ad una costante ed abituale esposizione al rumore proprio per la tipologia delle attività profuse.
La domanda va dunque accolta nei sensi innanzi indicati, con le conseguenze di legge, come precisate in dispositivo.
Va pertanto riconosciuta l'eziologia professionale delle patologie denunciate (Rachialgia lombo-sacrale cronica in spondilodiscoartrosi avanzata. Protusioni discali L1-L2, L4-L5 , L5-
S1 ed Ipoacusia bilaterale) che hanno determinato un danno biologico complessivo del 7%
(6% + 2%) a far data dalla domanda che, cumulato con la pregressa tecnopatia già riconosciuta ed indennizzata nella misura del 10% Inf. n. 507020681 del 19/01/2007 3%. -Inf.
n. 510120427 del 19/02/2010 2% - MP n. 520710053 del 17/05/2024 6% ) conduce ad un valore complessivo del 16%.
L' va quindi condannata alla corresponsione in favore della parte ricorrente delle CP_1 prestazioni previdenziali previste per legge, commisurate all'accertato grado di inabilità complessivo del 16% in forza del cumulo, secondo quanto previsto dalla “tabella indennizzo danno biologico” di cui al D.M.12.07.2000, in misura e con decorrenza di legge.
Sui ratei arretrati vanno liquidati “ex lege” gli interessi e/o il maggior danno da svalutazione monetaria, con decorrenza dalla data di reiezione della domanda amministrativa o comunque dal centoventunesimo giorno successivo alla data di presentazione della stessa, ovvero con decorrenza dalla data in cui è insorto il diritto alle prestazioni, se posteriore, nei limiti risultanti dalla sentenza della Corte Cost. n. 156/91 e dall'art. 16 L. n. 412\1991.
3. Le spese di lite sono poste a carico dell' secondo i criteri di cui al DM n. CP_1
147/2022, come da dispositivo.
Le spese di CTU sono poste definitivamente a carico della parte resistente.
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P.Q.M.
Il Tribunale di Teramo, in funzione di Giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando nel giudizio iscritto al R.G. n. 345/2025 così provvede:
• accoglie il ricorso e dichiara che la parte ricorrente è affetto/a da patologie – Rachialgia lombo-sacrale cronica in spondilodiscoartrosi avanzata. Protusioni discali L1-L2, L4-L5 , L5-
S1 ed Ipoacusia bilaterale - che comportano una menomazione della integrità psico-fisica della persona (c.d. danno biologico) sulla base di quanto previsto nella «tabella delle menomazioni», di cui al D.M. 12.07.2000, nella complessiva misura del 7% (6% + 2%) a partire dalla data della domanda amministrativa;
• per l'effetto, condanna l' alla corresponsione, in favore della parte ricorrente, delle CP_1 prestazioni previdenziali previste per legge commisurate all'accertato grado di inabilità complessivo del 16% in forza di cumulo, dalla data della domanda amministrativa, secondo quanto previsto dalla “tabella indennizzo danno biologico” di cui al D.M.12.07.2000, oltre ad interessi legali e rivalutazione monetaria da liquidarsi a partire dalla data di reiezione della domanda amministrativa o comunque dal centoventunesimo giorno successivo alla data di presentazione della stessa, ovvero dalla data in cui è insorto il diritto alle prestazioni, se posteriore, nei limiti risultanti dalla sentenza della Corte Cost. n. 156/91 e dall'art.16
L.412/1991;
• condanna l' a rimborsare alla parte ricorrente le spese di lite, nella misura di € CP_1
3.000,00 per onorari oltre rimborso spese, IVA e CPA come per legge ed al pagamento del contributo unificato versato di € 43,00, da corrispondere a favore del procuratore antistatario.
• pone definitivamente a carico dell' le spese di C.T.U., liquidate con separato CP_1 decreto.
Teramo 16.12.2025
Il Giudice
Dott.ssa Daniela Matalucci
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