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Sentenza 12 dicembre 2025
Sentenza 12 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Massa, sentenza 12/12/2025, n. 324 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Massa |
| Numero : | 324 |
| Data del deposito : | 12 dicembre 2025 |
Testo completo
Successivamente all'udienza del 12/12/2025 alle ore 12.43 sono presenti in videoconferenza i procuratori delle parti l'Avv. BERTOLINI BENEDETTA per la parte ricorrente e la Dott.ssa
[...] per la parte resistente. CP_1
I difensori sono noti all'ufficio.
I procuratori delle parti collegati da remoto dichiarano che non sono in atto collegamenti con soggetti non legittimati e che non sono presenti soggetti non legittimati nei luoghi da cui sono in collegamento con la stanza virtuale d'udienza.
Su invito del giudice, i difensori si impegnano a mantenere attivata la funzione video per tutta la durata dell'udienza ed a prendere la parola nel rispetto delle indicazioni del giudice, in modo da garantire l'ordinato svolgimento dell'udienza. Il giudice avverte che la registrazione dell'udienza è vietata.
IL GIUDICE
Invita le parti a precisare le conclusioni ed ordina la discussione orale della causa ex art. 281 – sexies c.p.c. I difensori si riportano ai rispettivi atti ed alle conclusioni ivi formulate, discutono oralmente la causa e contestano le difese avversarie. I difensori dichiarano che la ricorrente è tutt'oggi inserita nelle GPS, svolgendo supplenze temporanee.
Su invito del giudice, i difensori dichiarano di aver partecipato effettivamente all'udienza nel rispetto del contraddittorio e che lo svolgimento dell'udienza stessa mediante l'applicativo è avvenuto regolarmente.
Il giudice interrompe il collegamento e si ritira in camera di consiglio, previo accordo delle parti di essere esonerate dalla presenza in udienza in videoconferenza al momento della lettura.
Il funzionario termina la propria attività alle ore 12,44. All'esito della camera di consiglio pronuncia sentenza contestuale.
TRIBUNALE DI MASSA
IN COMPOSIZIONE MONOCRATICA
1
IN FUNZIONE DI GIUDICE DEL LAVORO
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Giudice Dott.ssa Erminia Agostini all'esito di discussione orale svoltasi ai sensi dell'art. 281 sexies c.p.c. all'odierna udienza pronuncia la seguente
SENTENZA
Nella causa di Lavoro n. 541 /2024 promossa da:
Parte_1
Avv.ti BERTOLINI BENEDETTA e MAZZONI FRANCESCO
CONTRO
GIÀ Controparte_2 [...]
Controparte_2
Dott.ssa CP_1
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato in data 3.07.2024 Parte_1 premettendo di aver lavorato alle dipendenze del
[...] come insegnante a tempo Controparte_2 determinato, con profilo professionale e mansioni pienamente equiparabili a quelle dei docenti assunti con contratto a tempo indeterminato, senza ricevere il bonus istituito con la
L. 107/2015, in contrasto sia con la normativa nazionale, così come riconosciuto dal Consiglio di Stato con sent. 1482 del
2022, sia con quella comunitaria, così come riconosciuto dalla
CEDU con ordinanza del 18/05/2022, chiedeva il riconoscimento della Carta docente.
Con memoria di costituzione depositata in data 18.10.2024 si costituiva in giudizio il Controparte_2
in giudizio, eccependo preliminarmente la prescrizione
[...]
2 in relazione all'anno scolastico 2018/2019, chiedendo il rigetto del ricorso in anche per mancato raggiungimento della prova delle spese sostenute dai ricorrenti per la loro formazione o per l'acquisto di beni funzionali negli anni dedotta;
in via subordinata il chiedeva la CP_2 riparametrazione dell'importo della “carta docente”, eventualmente riconosciuta, in base alla durata effettiva del rapporto di lavoro.
****
I – PRESCRIZIONE
Il convenuto ha eccepito la prescrizione del diritto CP_2 rivendicato dalla ricorrente relativamente all' anno scolastico 2018/2019.
Per il bonus carta docente, trattandosi di obbligazione pecuniaria pagabile periodicamente ad anno, viene in rilievo la prescrizione quinquennale ex art. 2948 c.c., che decorre, ex art. 2935 c.c., dal momento in cui la docente avrebbe potuto esercitare il diritto.
Tale momento coincide, per l'a.s. 2016/2017, con il 30 novembre 2016 (v. art. 5 DPCM 28.11.2016), mentre per gli anni successivi i soggetti beneficiari avrebbero potuto chiedere il bonus, in via stragiudiziale, a partire dal 1 settembre e/o dalla decorrenza contrattuale.
La ricorrente ha prodotto, sub doc. n. 3, diffida interruttiva inviata a mezzo pec in data 1.11.2023, ossia a prescrizione maturata. Nell'anno scolastico indicato, infatti, la Pt_1 ha preso servizio in data 29.09.2018, conseguentemente, da tale momento è iniziato a decorrere il termine quinquennale.
Deve quindi dichiararsi estinto per prescrizione il diritto maturato nell'anno scolastico 2018/2019.
II- PRESUPPOSTI DI FATTO
Dalla documentazione prodotta in giudizio, ossia i contratti individuali di lavoro (sub doc. n.4 del ricorso introduttivo)
3 e dello stato matricolare (doc. nr. 1 della comparsa di costituzione), emerge che la ricorrente, insegnante della scuola secondaria di primo grado, ha prestato la propria attività alle dipendenze del CP_2
- nell'anno scolastico 2019/2020 con tre supplenze fino al termine delle attività didattiche: la prima dal 14.09.2019 al
30.06.2020 presso l'IS “L. Da Vinci” Villafranca in Lunigiana per 4 ore, la seconda dal 18.09.2019 al 30.06.2020 presso l'IC “Prof. Antonio Moratti” Fivizzano per 4 ore e la terza dal 21.11.2019 al 30.06.2020 presso il medesimo istituto e sede per 2 ore. Nel medesimo anno la ricorrente ha poi lavorato su supplenze brevi e saltuarie presso CP_3
dal 13.11.2019 al 23.12.2019 (risoluzione e con
[...] diverse supplenze brevi saltuarie ma senza soluzioni di continuità dal 8.01.2020 al 8/04/2020 e dal 15/04/2020 al
11/06/2020 per ulteriori 4 ore settimanali;
- nell'anno scolastico 2020/2021 con supplenza annuale dal
25.09.2020 al 31.08.2021 presso l'IC “Cocchi” LI RD – per 18 ore;
- nell'anno scolastico 2021/2022 con supplenza fino al termine delle attività didattiche dal 07.09.2021 al 30.06.2022 presso l'IC “Cocchi” LI RD MSIC8100T, per 14 ore settimanali , con completamento di 4 ore presso D.RI
Aulla;
-nell'anno scolastico 2022/2023 con supplenza annuale dal
06.09.2022 al 31.08.2023 presso l'IC “Cocchi” LI RD per – 14 ore settimanali, con completamento di 4 ore presso
D.RI
-nell'anno scolastico 2023/2024 con supplenza fino al termine delle attività didattiche dal 1/09/2023 al 30/06/2024 presso l'IC “Cocchi” LI RD per 18 ore settimanali.
La ricorrente è ancora nel circuito scolastico, essendo iscritta alla GPS e svolgendo supplenze temporanee.
4 III- LA C.D. CARTA DOCENTE. L'EVLUZIONE GIURISPRUDENZIALE
La L. n. 107/2015 ha introdotto l'istituto della Carta
Docente, prevedendo, all'art. 1, co. 121: «al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il a Controparte_4 corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124».
La norma precisa che «la somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile».
La Corte di Giustizia Europea con ordinanza del 18/5/2022 ha statuito: “La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e
CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva
5 al solo personale docente a tempo indeterminato del
[...]
, e non al personale docente a tempo Controparte_2 determinato di tale , il beneficio di un vantaggio CP_2 finanziario dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
L' intervento normativo di cui all'art. 15 d.l. n. 69 del
2023, conv., con mod., in L. n. 103/2023 ha esteso il beneficio «per l'anno 2023» ai «docenti con contratto supplenza annuale su posto vacante e disponibile».
A seguito di rinvio pregiudiziale, la Cass Sez. L. con la sentenza n. 29961 del 27/10/2023 ha statuito che la carta docente, prevista dall'art. 1, comma 121, della l. n. 107 del
2015, spetta, pur in assenza di domanda, anche ai docenti non di ruolo, sia a quelli con incarico annuale che a quelli titolari di incarico di docenza fino al termine delle attività didattiche;
in caso di mancato riconoscimento tempestivo del beneficio, i docenti interni al sistema scolastico (iscritti nelle graduatorie di supplenze, incaricati di supplenza o transitati in ruolo) possono chiedere l'adempimento in forma
6 specifica e quindi l'attribuzione della carta secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre a interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724 del 1994, dalla data di maturazione del diritto alla sua concreta attribuzione;
di contro, gli insegnanti usciti dal sistema scolastico per cessazione dal servizio o per cancellazione dalle graduatorie, possono chiedere il risarcimento dei danni, da provarsi pure a mezzo di presunzioni e da liquidarsi anche equitativamente, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (quali, ad esempio, la durata della permanenza nel sistema scolastico), nei limiti del valore della carta, salva l'allegazione e la prova specifica di un pregiudizio maggiore.
L'azione di adempimento in forma specifica volta ad ottenere la carta del docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948, comma 4, c.c., decorrente dalla data in cui
è sorto il diritto all'accredito (per i casi di cui all'art. 4, commi 1 e 2, della l. n. 124 del 1999, dalla data del conferimento dell'incarico o, se posteriore, da quella in cui il sistema telematico consentiva annualmente la registrazione sulla piattaforma telematica); invece, l'azione risarcitoria, stante la sua natura contrattuale, si prescrive in dieci anni, decorrenti dalla data di uscita dell'insegnante dal sistema scolastico.
La Corte ha evidenziato: <…Si tratta, in entrambi i casi
(supplenze al 31 agosto ed al 30 giugno, ndr), di supplenze destinate a protrarsi per l'intera durata dell'attività didattica, su cattedre e posti di insegnamento specifici, sicché il nesso tra la formazione del docente che viene supportata, la durata e la funzionalità rispetto ai discenti è certo. Rispetto a queste tipologie di incarico, che sono quelle che qui fa valere il ricorrente, si ravvisa la necessità di rimuovere la discriminazione subita dall'assunto
7 a tempo determinato riconoscendo il diritto alla carta docente in modo identico a quanto previsto per il docente di ruolo.
7.7 In estrema sintesi, l'obiettivo di politica scolastica ed educativa che calibra quello speciale beneficio sul piano della “didattica annua” non consente, per i docenti a tempo determinato che, essendo chiamati a lavorare sul medesimo piano didattico- temporale e risultano quindi, da ogni punto di vista, comparabili, un diverso trattamento. L'adeguamento del diritto interno al diritto eurounitario.
8. L'art. 1, co. 121 cit. è dunque in contrasto con il principio di parità di trattamento di cui all'art. 4, punto 1, dell'Accordo Quadro. È stato del resto ripetutamente affermato che la clausola 4 dell'Accordo esclude in generale ed in termini non equivoci qualsiasi disparità di trattamento non obiettivamente giustificata nei confronti dei lavoratori a tempo determinato, sicché la stessa ha carattere incondizionato e può essere fatta valere dal singolo dinanzi al giudice nazionale, che ha l'obbligo di applicare il diritto dell'Unione e di tutelare i diritti che quest'ultimo attribuisce, disapplicando, se necessario, qualsiasi contraria disposizione del diritto interno (v. Cass. 28 novembre 2019,
n. 31149, con richiamo a Corte di Giustizia 8 novembre 2011,
DO NT, quest'ultima da inserire in un costante indirizzo che in ultima analisi risale fino a Corte di
Giustizia 9 marzo 1978, Simmenthal;
in senso analogo, v., anche Corte Costituzionale 11 luglio 1989, n. 389 e, ancor prima, Corte Costituzionale 5 giugno 1984, n. 170).
Nel caso di specie, la disapplicazione non deve, però, essere totale, ma limitata, come indicato anche dal Pubblico
Ministero, all'esclusione dei lavoratori precari - qui nei termini di cui si è detto - dal beneficio. In altre parole,
l'art. 1, co. 121 della L. 107/2015 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto con la clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nella parte in cui
8 limita il riconoscimento del diritto alla Carta Docente ai solo insegnanti di ruolo e non lo consente rispetto agli insegnanti incaricati di supplenze annuali (art. 4, co. 1, L.
124/1999) o fino al termine delle attività didattiche (art. 1, co. 2, L. 124/1999). Il che comporta, di converso,
l'affermazione del principio per cui anche a tali docenti spetta ed in misura piena quello stesso beneficio….>
IV - LE SUPPLENZE TEMPORANEE.
La Corte di Giustizia Europea con la recente sentenza del 3 luglio 2025 resa nella causa C-268/24, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell'articolo 267 TFUE, dal Tribunale di Lecce (Italia),
è tornata ad affrontare la dibattuta questione relativa al diritto dei docenti titolari di supplenze brevi di percepire il bonus carta docente, concludendo che “la clausola 4, punto
1, dell'accordo quadro deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale, come interpretata da un giudice nazionale supremo, che riserva il beneficio della carta elettronica dell'importo nominale di EUR 500 annui, che consente l'acquisto di diversi beni e servizi destinati a sostenere la formazione continua dei docenti, ai docenti di ruolo e ai docenti non di ruolo che effettuano supplenze per la durata dell'anno scolastico, ad esclusione dei docenti non di ruolo che effettuano supplenze di breve durata, a meno che tale esclusione non sia giustificata da ragioni oggettive ai sensi di tale disposizione. Il solo fatto che l'attività di questi ultimi non sia destinata a protrarsi fino al termine dell'anno scolastico non costituisce una siffatta ragione oggettiva.”
Al punto 45 della sezione della sentenza “Nel merito” la CGUE ha ricordato che “il principio di non discriminazione è stato attuato e concretizzato dall'accordo quadro soltanto riguardo alle differenze di trattamento tra i lavoratori a tempo
9 determinato e i lavoratori a tempo indeterminato che si trovano in situazioni comparabili”.
Al punto 53 si legge che “al fine di valutare se le persone interessate esercitino un lavoro identico o simile nel senso dell'accordo quadro, occorre stabilire, conformemente alla clausola 3, punto 2, e alla clausola 4, punto 1, di quest'ultimo, se, tenuto conto di un insieme di fattori, come la natura del lavoro, le condizioni di formazione e le condizioni di impiego, si possa ritenere che tali persone si trovino in una situazione comparabile [ordinanza del 18 maggio
2022, (Carta elettronica), C-450/21, Controparte_2
EU:C:2022:411, punto 41, e sentenza del 20 febbraio 2024, X
(Assenza di motivi di recesso), C-715/20, EU:C:2024:139, punto
47 nonché giurisprudenza citata].
La Corte al punto 56, sulla base degli elementi indicati dal giudice di rinvio, ha rilevato “che le funzioni dei docenti non di ruolo, come ZT, svolte nell'ambito delle loro supplenze di breve durata, appaiono, in linea di principio, comparabili a quelle dei docenti di ruolo.”
Al punto 60 la CGUE ha osservato che “nulla indica che il carattere eventualmente breve e saltuario di talune supplenze che i docenti non di ruolo, come ZT, possono essere chiamati ad effettuare sia peraltro tale da modificare sostanzialmente le funzioni di tali docenti, o addirittura la natura del loro lavoro di insegnante o le condizioni di esercizio di quest'ultimo. Spetta tuttavia al giudice del rinvio, che è il solo a disporre del complesso degli elementi pertinenti, effettuare una valutazione al riguardo (v., in tal senso, sentenza del 30 novembre 2023, Controparte_5
, C-270/22, EU:C:2023:933, punto 68).”
[...]
Al punto 63 la CGUE ha ricordato che “… la nozione di «ragioni oggettive», ai sensi di tale clausola 4, punto 1, richiede che la differenza di trattamento constatata sia giustificata dalla sussistenza di elementi precisi e concreti che ….. possono
10 risultare”, tra l'altro, “dalle caratteristiche ad esse inerenti”.
Al punto 71 la CGUE ha osservato che, “contrariamente a quanto sostiene il governo italiano, i docenti non di ruolo incaricati di supplenze di breve durata sembrano esercitare un'attività didattica, al pari di quella dei docenti di ruolo che essi sostituiscono, che rientra nell'ambito della programmazione della didattica annua degli istituti scolastici di interesse, e ciò per la durata della loro assunzione.
Pertanto, come parimenti rilevato dalla Commissione, appare incoerente, alla luce dell'obiettivo consistente nel migliorare la qualità della didattica annua, escludere dal beneficio della carta elettronica di cui si tratta i docenti incaricati di supplenze di breve durata.”
Pertanto, premesso che la legislazione nazionale prevede una differenza di trattamento a danno dei docenti non di ruolo e che le funzioni dei docenti non di ruolo svolte nell'ambito delle loro supplenze temporanee, appaiono, in linea di principio, comparabili a quelle dei docenti di ruolo, occorre accertare se in concreto le prestazioni di parte ricorrente siano comparabili a quelle di un docente a tempo indeterminato in ragione della natura del lavoro di insegnante svolto, delle condizioni di esercizio di quest'ultimo, nonché di eventuali motivi che abbiano modificato sostanzialmente le funzioni di tale docente.
In caso di ritenuta comparabilità, occorre accertare se sussistano ragioni oggettive che giustifichino un trattamento differenziato, in ragione, tra l'altro, delle caratteristiche inerenti alle mansioni.
V – EVENTUALE RIDUZIONE DEL BONUS. GLI SPEZZONI DI ORARIO
Quanto alla richiesta di parte resistente di “riparametrazione del diritto in ragione della durata della supplenza”, con riguardo alle supplenze annuali ed alle supplenze fino al termine delle attività didattiche è da evidenziare che la
11 Corte di Cassazione né ha fatto distinzione tra le supplenze fino al 31 agosto di cui al primo comma dell'art. 4 della legge 124 del 1999 e le supplenze temporanee fino al termine dell'attività didattica di cui al comma 2 della legge 124/99, né ha operato o suggerito riduzioni con riferimento alle supplenze fino al termine delle attività didattiche.
Con riguardo alle supplenze temporanee c.d. brevi e saltuarie, la Corte di giustizia 3 luglio 2025 resa nella causa C-268/24 al punto 75 ha precisato “che la normativa nazionale di cui si tratta nel procedimento principale non sembra applicare il principio del pro rata temporis, quale previsto al punto 2 della clausola 4 dell'accordo quadro e richiamato dal giudice del rinvio, dal momento che l'importo dell'indennità annuale concessa sotto forma della carta elettronica di cui si tratta
è fisso e non dipende dalla durata effettiva dei periodi durante i quali i docenti interessati hanno lavorato.”
La clausola 4 dell'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sil lavoro a tempo determinato attuato dalla Direttiva Comunità Europea del 28/06/1999 n. 70 relativa prevede:
“1. Per quanto riguarda le condizioni di impiego, i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive.
2. Se del caso, si applicherà il principio del pro rata temporis.”… ….omissis
Analoghe considerazioni valgono nel caso degli spezzoni di orario.
Infatti, anche la Clausola 4 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES attuata dalla DIRETTIVA 97/81/CE DEL CONSIGLIO del 15 dicembre
1997 prevede sia il principio di non-discriminazione che il principio di proporzionalità:
12 “1. Per quanto attiene alle condizioni di impiego, i lavoratori a tempo parziale non devono essere trattati in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori a tempo pieno comparabili per il solo motivo di lavorare a tempo parziale, a meno che un trattamento differente sia giustificato da ragioni obiettive.
2. Dove opportuno, si applica il principio «pro rata temporis»”.
…omissis
Il legislatore italiano, pur essendo legittimato ad applicare nella legislazione scolastica il principio pro rata temporis, non ha scelto di riconoscere il beneficio in proporzione al periodo od all'orario lavorativo svolto (ad es. in caso di supplenze annuali con decorrenza successiva al 1 settembre, di part time, etc.).
Pertanto, allo stato, non deve essere operata alcuna riduzione.
VI- CONCLUSIONI
La domanda della ricorrente merita accoglimento con la sola esclusione dell'annualità 2018/2019, risultato prescritto.
La docente , infatti, ha lavorato per tutte le Pt_1 annualità in forza di contratti di supplenza fino al termine delle attività didattiche o annuali, spesso svolgendo, a completamento dell'orario, anche supplenze brevi esaltuarie.
La ricorrente ha sempre osservato un orario completo, ossia 18 ore settimanali o comunque superiore a quello minimo dei docenti part time di ruolo, ossia 9 ore settimanali, anche in ragione della circostanza che in alcune annualità scolastiche ha lavorato con diverse supplenze su spezzoni di orario, raggiungendo cumulativamente l'orario completo per la scuola secondaria di primo grado.
Pertanto la sua posizione è equiparata a quella dei docenti di ruolo, con consequenziale diritto al riconoscimento del bonus carta docente per gli anni indicati.
13 Sulla base della giurisprudenza della CGUE e della S.C. la norma scrutinata deve essere parzialmente disapplicata in quanto confliggente con le norme euro-unitarie della clausola
4 degli Allegati agli Accordi Quadro sul lavoro a tempo determinato e sul lavoro a tempo parziale.
Poiché la ricorrente è ancora nel sistema scolastico, è possibile l'adempimento in forma specifica.
Segue conforme condanna.
Quanto alle spese, considerato che gli organi di parte resistente applicano la normativa statale, che deve essere disapplicata in via giudiziale non essendo stata dichiarata incostituzionale, e considerata altresì l'essenzialità di alcune statuizioni della pronunzia della Corte di Giustizia, le stesse possono essere compensate nella misura del 50%.
Scaglione fino a € 5200,00, compensi al minimo stante la serialità della causa, esclusa la fase istruttoria.
P.Q.M.
Il Tribunale di Massa in composizione monocratica in funzione di giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando, ogni diversa domanda, eccezione e difesa respinte,
1) parzialmente disapplicato l'art. 1, comma 121, L. n.
107/2015 per violazione della clausola 4 degli Allegati agli
Accordi Quadro sul lavoro a tempo determinato e sul lavoro a tempo parziale;
2) accerta il diritto di all'attribuzione Parte_1 della Carta Docente relativamente agli anni scolastici
2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024;
3) Dichiara tenuto e condanna il convenuto ad CP_2 assegnare alla ricorrente la Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa previsto per i docenti a tempo indeterminato, nonché ad accreditarvi l'importo di € 2500,00, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n.
724 del 1994, dalla data della maturazione del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
14 4) Condanna il alla rifusione del 50% delle spese di CP_2 lite sostenute dai ricorrenti che liquida in tale frazione in
€ 515,00, oltre rimborso C.U., spese forfettarie, IVA e CPA come per legge, con compensazione tra le parti del restante
50% e distrazione della somma in favore dei difensori antistatari.
Massa, lì 12/12/2025
Firmato digitalmente
Il Giudice
Dott.ssa Erminia Agostini
15
[...] per la parte resistente. CP_1
I difensori sono noti all'ufficio.
I procuratori delle parti collegati da remoto dichiarano che non sono in atto collegamenti con soggetti non legittimati e che non sono presenti soggetti non legittimati nei luoghi da cui sono in collegamento con la stanza virtuale d'udienza.
Su invito del giudice, i difensori si impegnano a mantenere attivata la funzione video per tutta la durata dell'udienza ed a prendere la parola nel rispetto delle indicazioni del giudice, in modo da garantire l'ordinato svolgimento dell'udienza. Il giudice avverte che la registrazione dell'udienza è vietata.
IL GIUDICE
Invita le parti a precisare le conclusioni ed ordina la discussione orale della causa ex art. 281 – sexies c.p.c. I difensori si riportano ai rispettivi atti ed alle conclusioni ivi formulate, discutono oralmente la causa e contestano le difese avversarie. I difensori dichiarano che la ricorrente è tutt'oggi inserita nelle GPS, svolgendo supplenze temporanee.
Su invito del giudice, i difensori dichiarano di aver partecipato effettivamente all'udienza nel rispetto del contraddittorio e che lo svolgimento dell'udienza stessa mediante l'applicativo è avvenuto regolarmente.
Il giudice interrompe il collegamento e si ritira in camera di consiglio, previo accordo delle parti di essere esonerate dalla presenza in udienza in videoconferenza al momento della lettura.
Il funzionario termina la propria attività alle ore 12,44. All'esito della camera di consiglio pronuncia sentenza contestuale.
TRIBUNALE DI MASSA
IN COMPOSIZIONE MONOCRATICA
1
IN FUNZIONE DI GIUDICE DEL LAVORO
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Giudice Dott.ssa Erminia Agostini all'esito di discussione orale svoltasi ai sensi dell'art. 281 sexies c.p.c. all'odierna udienza pronuncia la seguente
SENTENZA
Nella causa di Lavoro n. 541 /2024 promossa da:
Parte_1
Avv.ti BERTOLINI BENEDETTA e MAZZONI FRANCESCO
CONTRO
GIÀ Controparte_2 [...]
Controparte_2
Dott.ssa CP_1
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato in data 3.07.2024 Parte_1 premettendo di aver lavorato alle dipendenze del
[...] come insegnante a tempo Controparte_2 determinato, con profilo professionale e mansioni pienamente equiparabili a quelle dei docenti assunti con contratto a tempo indeterminato, senza ricevere il bonus istituito con la
L. 107/2015, in contrasto sia con la normativa nazionale, così come riconosciuto dal Consiglio di Stato con sent. 1482 del
2022, sia con quella comunitaria, così come riconosciuto dalla
CEDU con ordinanza del 18/05/2022, chiedeva il riconoscimento della Carta docente.
Con memoria di costituzione depositata in data 18.10.2024 si costituiva in giudizio il Controparte_2
in giudizio, eccependo preliminarmente la prescrizione
[...]
2 in relazione all'anno scolastico 2018/2019, chiedendo il rigetto del ricorso in anche per mancato raggiungimento della prova delle spese sostenute dai ricorrenti per la loro formazione o per l'acquisto di beni funzionali negli anni dedotta;
in via subordinata il chiedeva la CP_2 riparametrazione dell'importo della “carta docente”, eventualmente riconosciuta, in base alla durata effettiva del rapporto di lavoro.
****
I – PRESCRIZIONE
Il convenuto ha eccepito la prescrizione del diritto CP_2 rivendicato dalla ricorrente relativamente all' anno scolastico 2018/2019.
Per il bonus carta docente, trattandosi di obbligazione pecuniaria pagabile periodicamente ad anno, viene in rilievo la prescrizione quinquennale ex art. 2948 c.c., che decorre, ex art. 2935 c.c., dal momento in cui la docente avrebbe potuto esercitare il diritto.
Tale momento coincide, per l'a.s. 2016/2017, con il 30 novembre 2016 (v. art. 5 DPCM 28.11.2016), mentre per gli anni successivi i soggetti beneficiari avrebbero potuto chiedere il bonus, in via stragiudiziale, a partire dal 1 settembre e/o dalla decorrenza contrattuale.
La ricorrente ha prodotto, sub doc. n. 3, diffida interruttiva inviata a mezzo pec in data 1.11.2023, ossia a prescrizione maturata. Nell'anno scolastico indicato, infatti, la Pt_1 ha preso servizio in data 29.09.2018, conseguentemente, da tale momento è iniziato a decorrere il termine quinquennale.
Deve quindi dichiararsi estinto per prescrizione il diritto maturato nell'anno scolastico 2018/2019.
II- PRESUPPOSTI DI FATTO
Dalla documentazione prodotta in giudizio, ossia i contratti individuali di lavoro (sub doc. n.4 del ricorso introduttivo)
3 e dello stato matricolare (doc. nr. 1 della comparsa di costituzione), emerge che la ricorrente, insegnante della scuola secondaria di primo grado, ha prestato la propria attività alle dipendenze del CP_2
- nell'anno scolastico 2019/2020 con tre supplenze fino al termine delle attività didattiche: la prima dal 14.09.2019 al
30.06.2020 presso l'IS “L. Da Vinci” Villafranca in Lunigiana per 4 ore, la seconda dal 18.09.2019 al 30.06.2020 presso l'IC “Prof. Antonio Moratti” Fivizzano per 4 ore e la terza dal 21.11.2019 al 30.06.2020 presso il medesimo istituto e sede per 2 ore. Nel medesimo anno la ricorrente ha poi lavorato su supplenze brevi e saltuarie presso CP_3
dal 13.11.2019 al 23.12.2019 (risoluzione e con
[...] diverse supplenze brevi saltuarie ma senza soluzioni di continuità dal 8.01.2020 al 8/04/2020 e dal 15/04/2020 al
11/06/2020 per ulteriori 4 ore settimanali;
- nell'anno scolastico 2020/2021 con supplenza annuale dal
25.09.2020 al 31.08.2021 presso l'IC “Cocchi” LI RD – per 18 ore;
- nell'anno scolastico 2021/2022 con supplenza fino al termine delle attività didattiche dal 07.09.2021 al 30.06.2022 presso l'IC “Cocchi” LI RD MSIC8100T, per 14 ore settimanali , con completamento di 4 ore presso D.RI
Aulla;
-nell'anno scolastico 2022/2023 con supplenza annuale dal
06.09.2022 al 31.08.2023 presso l'IC “Cocchi” LI RD per – 14 ore settimanali, con completamento di 4 ore presso
D.RI
-nell'anno scolastico 2023/2024 con supplenza fino al termine delle attività didattiche dal 1/09/2023 al 30/06/2024 presso l'IC “Cocchi” LI RD per 18 ore settimanali.
La ricorrente è ancora nel circuito scolastico, essendo iscritta alla GPS e svolgendo supplenze temporanee.
4 III- LA C.D. CARTA DOCENTE. L'EVLUZIONE GIURISPRUDENZIALE
La L. n. 107/2015 ha introdotto l'istituto della Carta
Docente, prevedendo, all'art. 1, co. 121: «al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il a Controparte_4 corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124».
La norma precisa che «la somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile».
La Corte di Giustizia Europea con ordinanza del 18/5/2022 ha statuito: “La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e
CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva
5 al solo personale docente a tempo indeterminato del
[...]
, e non al personale docente a tempo Controparte_2 determinato di tale , il beneficio di un vantaggio CP_2 finanziario dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
L' intervento normativo di cui all'art. 15 d.l. n. 69 del
2023, conv., con mod., in L. n. 103/2023 ha esteso il beneficio «per l'anno 2023» ai «docenti con contratto supplenza annuale su posto vacante e disponibile».
A seguito di rinvio pregiudiziale, la Cass Sez. L. con la sentenza n. 29961 del 27/10/2023 ha statuito che la carta docente, prevista dall'art. 1, comma 121, della l. n. 107 del
2015, spetta, pur in assenza di domanda, anche ai docenti non di ruolo, sia a quelli con incarico annuale che a quelli titolari di incarico di docenza fino al termine delle attività didattiche;
in caso di mancato riconoscimento tempestivo del beneficio, i docenti interni al sistema scolastico (iscritti nelle graduatorie di supplenze, incaricati di supplenza o transitati in ruolo) possono chiedere l'adempimento in forma
6 specifica e quindi l'attribuzione della carta secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre a interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724 del 1994, dalla data di maturazione del diritto alla sua concreta attribuzione;
di contro, gli insegnanti usciti dal sistema scolastico per cessazione dal servizio o per cancellazione dalle graduatorie, possono chiedere il risarcimento dei danni, da provarsi pure a mezzo di presunzioni e da liquidarsi anche equitativamente, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (quali, ad esempio, la durata della permanenza nel sistema scolastico), nei limiti del valore della carta, salva l'allegazione e la prova specifica di un pregiudizio maggiore.
L'azione di adempimento in forma specifica volta ad ottenere la carta del docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948, comma 4, c.c., decorrente dalla data in cui
è sorto il diritto all'accredito (per i casi di cui all'art. 4, commi 1 e 2, della l. n. 124 del 1999, dalla data del conferimento dell'incarico o, se posteriore, da quella in cui il sistema telematico consentiva annualmente la registrazione sulla piattaforma telematica); invece, l'azione risarcitoria, stante la sua natura contrattuale, si prescrive in dieci anni, decorrenti dalla data di uscita dell'insegnante dal sistema scolastico.
La Corte ha evidenziato: <…Si tratta, in entrambi i casi
(supplenze al 31 agosto ed al 30 giugno, ndr), di supplenze destinate a protrarsi per l'intera durata dell'attività didattica, su cattedre e posti di insegnamento specifici, sicché il nesso tra la formazione del docente che viene supportata, la durata e la funzionalità rispetto ai discenti è certo. Rispetto a queste tipologie di incarico, che sono quelle che qui fa valere il ricorrente, si ravvisa la necessità di rimuovere la discriminazione subita dall'assunto
7 a tempo determinato riconoscendo il diritto alla carta docente in modo identico a quanto previsto per il docente di ruolo.
7.7 In estrema sintesi, l'obiettivo di politica scolastica ed educativa che calibra quello speciale beneficio sul piano della “didattica annua” non consente, per i docenti a tempo determinato che, essendo chiamati a lavorare sul medesimo piano didattico- temporale e risultano quindi, da ogni punto di vista, comparabili, un diverso trattamento. L'adeguamento del diritto interno al diritto eurounitario.
8. L'art. 1, co. 121 cit. è dunque in contrasto con il principio di parità di trattamento di cui all'art. 4, punto 1, dell'Accordo Quadro. È stato del resto ripetutamente affermato che la clausola 4 dell'Accordo esclude in generale ed in termini non equivoci qualsiasi disparità di trattamento non obiettivamente giustificata nei confronti dei lavoratori a tempo determinato, sicché la stessa ha carattere incondizionato e può essere fatta valere dal singolo dinanzi al giudice nazionale, che ha l'obbligo di applicare il diritto dell'Unione e di tutelare i diritti che quest'ultimo attribuisce, disapplicando, se necessario, qualsiasi contraria disposizione del diritto interno (v. Cass. 28 novembre 2019,
n. 31149, con richiamo a Corte di Giustizia 8 novembre 2011,
DO NT, quest'ultima da inserire in un costante indirizzo che in ultima analisi risale fino a Corte di
Giustizia 9 marzo 1978, Simmenthal;
in senso analogo, v., anche Corte Costituzionale 11 luglio 1989, n. 389 e, ancor prima, Corte Costituzionale 5 giugno 1984, n. 170).
Nel caso di specie, la disapplicazione non deve, però, essere totale, ma limitata, come indicato anche dal Pubblico
Ministero, all'esclusione dei lavoratori precari - qui nei termini di cui si è detto - dal beneficio. In altre parole,
l'art. 1, co. 121 della L. 107/2015 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto con la clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nella parte in cui
8 limita il riconoscimento del diritto alla Carta Docente ai solo insegnanti di ruolo e non lo consente rispetto agli insegnanti incaricati di supplenze annuali (art. 4, co. 1, L.
124/1999) o fino al termine delle attività didattiche (art. 1, co. 2, L. 124/1999). Il che comporta, di converso,
l'affermazione del principio per cui anche a tali docenti spetta ed in misura piena quello stesso beneficio….>
IV - LE SUPPLENZE TEMPORANEE.
La Corte di Giustizia Europea con la recente sentenza del 3 luglio 2025 resa nella causa C-268/24, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell'articolo 267 TFUE, dal Tribunale di Lecce (Italia),
è tornata ad affrontare la dibattuta questione relativa al diritto dei docenti titolari di supplenze brevi di percepire il bonus carta docente, concludendo che “la clausola 4, punto
1, dell'accordo quadro deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale, come interpretata da un giudice nazionale supremo, che riserva il beneficio della carta elettronica dell'importo nominale di EUR 500 annui, che consente l'acquisto di diversi beni e servizi destinati a sostenere la formazione continua dei docenti, ai docenti di ruolo e ai docenti non di ruolo che effettuano supplenze per la durata dell'anno scolastico, ad esclusione dei docenti non di ruolo che effettuano supplenze di breve durata, a meno che tale esclusione non sia giustificata da ragioni oggettive ai sensi di tale disposizione. Il solo fatto che l'attività di questi ultimi non sia destinata a protrarsi fino al termine dell'anno scolastico non costituisce una siffatta ragione oggettiva.”
Al punto 45 della sezione della sentenza “Nel merito” la CGUE ha ricordato che “il principio di non discriminazione è stato attuato e concretizzato dall'accordo quadro soltanto riguardo alle differenze di trattamento tra i lavoratori a tempo
9 determinato e i lavoratori a tempo indeterminato che si trovano in situazioni comparabili”.
Al punto 53 si legge che “al fine di valutare se le persone interessate esercitino un lavoro identico o simile nel senso dell'accordo quadro, occorre stabilire, conformemente alla clausola 3, punto 2, e alla clausola 4, punto 1, di quest'ultimo, se, tenuto conto di un insieme di fattori, come la natura del lavoro, le condizioni di formazione e le condizioni di impiego, si possa ritenere che tali persone si trovino in una situazione comparabile [ordinanza del 18 maggio
2022, (Carta elettronica), C-450/21, Controparte_2
EU:C:2022:411, punto 41, e sentenza del 20 febbraio 2024, X
(Assenza di motivi di recesso), C-715/20, EU:C:2024:139, punto
47 nonché giurisprudenza citata].
La Corte al punto 56, sulla base degli elementi indicati dal giudice di rinvio, ha rilevato “che le funzioni dei docenti non di ruolo, come ZT, svolte nell'ambito delle loro supplenze di breve durata, appaiono, in linea di principio, comparabili a quelle dei docenti di ruolo.”
Al punto 60 la CGUE ha osservato che “nulla indica che il carattere eventualmente breve e saltuario di talune supplenze che i docenti non di ruolo, come ZT, possono essere chiamati ad effettuare sia peraltro tale da modificare sostanzialmente le funzioni di tali docenti, o addirittura la natura del loro lavoro di insegnante o le condizioni di esercizio di quest'ultimo. Spetta tuttavia al giudice del rinvio, che è il solo a disporre del complesso degli elementi pertinenti, effettuare una valutazione al riguardo (v., in tal senso, sentenza del 30 novembre 2023, Controparte_5
, C-270/22, EU:C:2023:933, punto 68).”
[...]
Al punto 63 la CGUE ha ricordato che “… la nozione di «ragioni oggettive», ai sensi di tale clausola 4, punto 1, richiede che la differenza di trattamento constatata sia giustificata dalla sussistenza di elementi precisi e concreti che ….. possono
10 risultare”, tra l'altro, “dalle caratteristiche ad esse inerenti”.
Al punto 71 la CGUE ha osservato che, “contrariamente a quanto sostiene il governo italiano, i docenti non di ruolo incaricati di supplenze di breve durata sembrano esercitare un'attività didattica, al pari di quella dei docenti di ruolo che essi sostituiscono, che rientra nell'ambito della programmazione della didattica annua degli istituti scolastici di interesse, e ciò per la durata della loro assunzione.
Pertanto, come parimenti rilevato dalla Commissione, appare incoerente, alla luce dell'obiettivo consistente nel migliorare la qualità della didattica annua, escludere dal beneficio della carta elettronica di cui si tratta i docenti incaricati di supplenze di breve durata.”
Pertanto, premesso che la legislazione nazionale prevede una differenza di trattamento a danno dei docenti non di ruolo e che le funzioni dei docenti non di ruolo svolte nell'ambito delle loro supplenze temporanee, appaiono, in linea di principio, comparabili a quelle dei docenti di ruolo, occorre accertare se in concreto le prestazioni di parte ricorrente siano comparabili a quelle di un docente a tempo indeterminato in ragione della natura del lavoro di insegnante svolto, delle condizioni di esercizio di quest'ultimo, nonché di eventuali motivi che abbiano modificato sostanzialmente le funzioni di tale docente.
In caso di ritenuta comparabilità, occorre accertare se sussistano ragioni oggettive che giustifichino un trattamento differenziato, in ragione, tra l'altro, delle caratteristiche inerenti alle mansioni.
V – EVENTUALE RIDUZIONE DEL BONUS. GLI SPEZZONI DI ORARIO
Quanto alla richiesta di parte resistente di “riparametrazione del diritto in ragione della durata della supplenza”, con riguardo alle supplenze annuali ed alle supplenze fino al termine delle attività didattiche è da evidenziare che la
11 Corte di Cassazione né ha fatto distinzione tra le supplenze fino al 31 agosto di cui al primo comma dell'art. 4 della legge 124 del 1999 e le supplenze temporanee fino al termine dell'attività didattica di cui al comma 2 della legge 124/99, né ha operato o suggerito riduzioni con riferimento alle supplenze fino al termine delle attività didattiche.
Con riguardo alle supplenze temporanee c.d. brevi e saltuarie, la Corte di giustizia 3 luglio 2025 resa nella causa C-268/24 al punto 75 ha precisato “che la normativa nazionale di cui si tratta nel procedimento principale non sembra applicare il principio del pro rata temporis, quale previsto al punto 2 della clausola 4 dell'accordo quadro e richiamato dal giudice del rinvio, dal momento che l'importo dell'indennità annuale concessa sotto forma della carta elettronica di cui si tratta
è fisso e non dipende dalla durata effettiva dei periodi durante i quali i docenti interessati hanno lavorato.”
La clausola 4 dell'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sil lavoro a tempo determinato attuato dalla Direttiva Comunità Europea del 28/06/1999 n. 70 relativa prevede:
“1. Per quanto riguarda le condizioni di impiego, i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive.
2. Se del caso, si applicherà il principio del pro rata temporis.”… ….omissis
Analoghe considerazioni valgono nel caso degli spezzoni di orario.
Infatti, anche la Clausola 4 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES attuata dalla DIRETTIVA 97/81/CE DEL CONSIGLIO del 15 dicembre
1997 prevede sia il principio di non-discriminazione che il principio di proporzionalità:
12 “1. Per quanto attiene alle condizioni di impiego, i lavoratori a tempo parziale non devono essere trattati in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori a tempo pieno comparabili per il solo motivo di lavorare a tempo parziale, a meno che un trattamento differente sia giustificato da ragioni obiettive.
2. Dove opportuno, si applica il principio «pro rata temporis»”.
…omissis
Il legislatore italiano, pur essendo legittimato ad applicare nella legislazione scolastica il principio pro rata temporis, non ha scelto di riconoscere il beneficio in proporzione al periodo od all'orario lavorativo svolto (ad es. in caso di supplenze annuali con decorrenza successiva al 1 settembre, di part time, etc.).
Pertanto, allo stato, non deve essere operata alcuna riduzione.
VI- CONCLUSIONI
La domanda della ricorrente merita accoglimento con la sola esclusione dell'annualità 2018/2019, risultato prescritto.
La docente , infatti, ha lavorato per tutte le Pt_1 annualità in forza di contratti di supplenza fino al termine delle attività didattiche o annuali, spesso svolgendo, a completamento dell'orario, anche supplenze brevi esaltuarie.
La ricorrente ha sempre osservato un orario completo, ossia 18 ore settimanali o comunque superiore a quello minimo dei docenti part time di ruolo, ossia 9 ore settimanali, anche in ragione della circostanza che in alcune annualità scolastiche ha lavorato con diverse supplenze su spezzoni di orario, raggiungendo cumulativamente l'orario completo per la scuola secondaria di primo grado.
Pertanto la sua posizione è equiparata a quella dei docenti di ruolo, con consequenziale diritto al riconoscimento del bonus carta docente per gli anni indicati.
13 Sulla base della giurisprudenza della CGUE e della S.C. la norma scrutinata deve essere parzialmente disapplicata in quanto confliggente con le norme euro-unitarie della clausola
4 degli Allegati agli Accordi Quadro sul lavoro a tempo determinato e sul lavoro a tempo parziale.
Poiché la ricorrente è ancora nel sistema scolastico, è possibile l'adempimento in forma specifica.
Segue conforme condanna.
Quanto alle spese, considerato che gli organi di parte resistente applicano la normativa statale, che deve essere disapplicata in via giudiziale non essendo stata dichiarata incostituzionale, e considerata altresì l'essenzialità di alcune statuizioni della pronunzia della Corte di Giustizia, le stesse possono essere compensate nella misura del 50%.
Scaglione fino a € 5200,00, compensi al minimo stante la serialità della causa, esclusa la fase istruttoria.
P.Q.M.
Il Tribunale di Massa in composizione monocratica in funzione di giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando, ogni diversa domanda, eccezione e difesa respinte,
1) parzialmente disapplicato l'art. 1, comma 121, L. n.
107/2015 per violazione della clausola 4 degli Allegati agli
Accordi Quadro sul lavoro a tempo determinato e sul lavoro a tempo parziale;
2) accerta il diritto di all'attribuzione Parte_1 della Carta Docente relativamente agli anni scolastici
2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024;
3) Dichiara tenuto e condanna il convenuto ad CP_2 assegnare alla ricorrente la Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa previsto per i docenti a tempo indeterminato, nonché ad accreditarvi l'importo di € 2500,00, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n.
724 del 1994, dalla data della maturazione del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
14 4) Condanna il alla rifusione del 50% delle spese di CP_2 lite sostenute dai ricorrenti che liquida in tale frazione in
€ 515,00, oltre rimborso C.U., spese forfettarie, IVA e CPA come per legge, con compensazione tra le parti del restante
50% e distrazione della somma in favore dei difensori antistatari.
Massa, lì 12/12/2025
Firmato digitalmente
Il Giudice
Dott.ssa Erminia Agostini
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