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Sentenza 11 dicembre 2025
Sentenza 11 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Salerno, sentenza 11/12/2025, n. 5053 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Salerno |
| Numero : | 5053 |
| Data del deposito : | 11 dicembre 2025 |
Testo completo
N. R.G. 2914/2021
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Salerno, Seconda Sezione Civile, in composizione monocratica ed in persona del giudice dott. sa Maria AN CE, ha pronunciato, la seguente
S E N T E N Z A nella causa iscritta al n. 2914/2021 del Ruolo Generale Affari Contenziosi, nella causa civile in I° grado avente ad oggetto: opposizione a decreto ingiuntivo n. D.I. n. 537/2021
– R.G. n. 1690/2021 del Tribunale di Salerno, emesso in data 07/03/2021 e notificato il
10/03/2021.
TRA
, in persona del legale rappresentante Parte_1
pro-tempore, C.F. e P.I. , rappresentata e difesa, in virtù di procura alle liti P.IVA_1
da ritenersi in calce all'atto introduttivo ex D.M. Giustizia n. 44/2011, congiuntamente e disgiuntamente, dall'avv. Franco Marruso (C.F.: ) e dall'avv. C.F._1
MM OR (C.F.: ), con i quali è elettivamente domiciliata C.F._2
presso la U.O.C. Gestione degli Affari Legali e del Contenzioso della , nella CP_1
sede di via Nizza n. 146, in (PEC: Pt_1 Email_1
FAX n. 089/693558). Email_2
OPPONENTE
E
pagina 1 di 9 in persona del legale rapp.te pro-tempore, con sede in Controparte_2
Salerno (SA) alla Via Generale Adalgiso Amendola N. 32, P.IVA: , P.IVA_2
rappresentata e difesa dall'avv. Carolina Albano, C.F. , con C.F._3
studio in alla Via Alberto Pirro n. 2, fax 089/238387, Pec Pt_1
giusta mandato in calce alla comparsa di costituzione del nuovo Email_3
difensore.
OPPOSTA
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE
con ricorso depositato in cancelleria in data 01.03.2021 chiedeva al Controparte_2
Tribunale di Salerno ingiungersi all' il pagamento della somma di € CP_1
20.848,90 oltre interessi moratori quale acconto (90%) per le prestazioni di cardiologia effettuate nel mese di settembre 2020 in virtù di Accreditamento istituzionale n.
175/2015 (cfr. all. n. 1 monitorio) e di contratto stipulato il 19.01.2021 (cfr. all. n. 2 monitorio). Prestazioni attestate dal documento di esito controllo rilasciato dalla debitrice il 02.10.2020 con indicazione dell'importo erogabile (cfr. all. n. 3 monitorio) e da fattura n. 12 del 02.10.2020 (cfr. all. n. 4 monitorio). In data 07.03.2021 il giudice designato dell'adito Tribunale rendeva il chiesto decreto ingiuntivo, n. 537/2021, che era notificato alla ingiunta in data 10.03.2021 la quale proponeva fissando per la comparizione delle parti l'udienza del 20.09.2021. Riconosceva l'erogazione delle prestazioni ma ne riteneva inesigibile la remunerazione, in attesa dell'esito dei controlli posti in essere dai competenti Tavoli Tecnici, finalizzati all'applicazione della regressione tariffaria e, quindi, all'abbattimento del fatturato, poiché la branca di macroarea – ossia l'insieme dei Centri Accreditati – per l'anno 2020, aveva esaurito il limite spesa: a) in data 25 settembre 2020 per gli assistiti della Controparte_3
pagina 2 di 9 residenti nel territorio dell' , b) in data 30 agosto 2020 per gli assistiti della CP_1
non residenti nel territorio dell' , c) in data 25 settembre Controparte_3 CP_1
2020 per gli assistiti non residenti in [...]chiedeva la revoca con Controparte_3
spese vinte. Instauratosi il contraddittorio, si costituiva la società opposta, che chiedeva il rigetto dell'opposizione con vittoria di spese giudiziali da attribuirsi al procuratore anticipatario.
Acquisita documentazione varia, all'esito dell'udienza cartolare del 7.07.25 le parti concludevano come da note telematiche ed il giudice tratteneva la causa in decisione con i termini ex art. 190 CPC.
Contr Le doglianze come sollevate dall' opponente possono essere esaminate congiuntamente in quanto tutte inerenti all'accertamento dei requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità del credito vantato da controparte, al riguardo è opportuno rammentare che l'opposizione di cui all'art. 645 c.p.c. non è un'impugnazione del decreto ingiuntivo, volta a farne valere vizi ovvero originarie ragioni di invalidità, ma dà luogo a un ordinario giudizio di cognizione di merito, finalizzato all'accertamento dell'esistenza del diritto di credito fatto valere dal creditore con il ricorso ex art. 633 e
638 c.p.c.; pertanto, la sentenza che decide il giudizio deve accogliere la domanda dell'attore (il creditore istante), rigettando conseguentemente l'opposizione, qualora riscontri che le condizioni dell'azione ed i fatti costitutivi del diritto fatto valere in sede monitoria, pur se non esistenti al momento della proposizione del ricorso, sussistono tuttavia in quello successivo della decisione (Cass. n. 5844/06, n. 2573/02, n. 528/75).
Va, dunque, effettuata la verifica della sussistenza dei fatti costitutivi del diritto al pagamento del corrispettivo delle prestazioni sanitarie della branca di cardiologia effettuate a favore degli assistiti del SSN nel mese di settembre 2020. pagina 3 di 9 La qualità in capo alla opposta di soggetto accreditato presso il Servizio sanitario regionale è una circostanza non contestata dalla controparte (cfr. art. 115 c.p.c.) e, comunque, documentalmente dimostrata.
L'esecuzione delle prestazioni indicate nella fattura in atti deve ritenersi circostanza non
Cont contestata dall' anzi espressamente ammessa, e come tale non bisognevole di riscontro probatorio ai sensi dell'art. 115 c.p.c.: l'opponente non disconosce le prestazioni effettuate dall'opposta ma sostiene che le stesse siano state erogate e contabilizzate oltre il termine ultimo previsto per gli sforamenti del tetto di spesa attinente alla branca di cardiologia, seppure tale termine fosse stato tempestivamente comunicato (con nota prot. n. 189859 del 23.09.20) con conseguente applicazione della
Regressione RI UN (R.T.U.).
Occorre ora verificare l'eventuale sussistenza di fatti impeditivi/estintivi del diritto di credito vantato dalla opposta come sopra indicati, con la precisazione che il giudizio di opposizione rappresenta uno sviluppo, anche se meramente eventuale, della fase monitoria, e devolve al giudice il completo esame del rapporto giuridico controverso, con la conseguenza che l'oggetto di esso non è affatto limitato al controllo di validità o merito del decreto ingiuntivo, ma involge il merito e, cioè, la fondatezza della pretesa azionata dal creditore fin dal ricorso. L'opponente finisce con il rivestire solo formalmente il ruolo di attore, mentre, in concreto, risulta e rimane convenuto rispetto alla pretesa azionata dalla sua controparte sin dal momento della presentazione del ricorso.
Pertanto, l'onere probatorio resta ripartito secondo le regole generali di cui all'art. 2697
c.c., ed incombe al creditore opposto la prova piena del credito azionato, mentre al pagina 4 di 9 debitore incombe la prova in ordine ad un eventuale pagamento del debito, ciò in considerazione delle difese articolate dalle parti.
Le peculiarità dell'odierna fattispecie comportano un riparto dell'onere della prova a carico delle odierne parti processuali, alla luce del quale al centro opposto spetta dimostrare l'esistenza del rapporto di convenzionamento e l'esecuzione delle prestazioni
Cont per cui si domanda il corrispettivo mentre l' opponente è gravata della prova circa l'inosservanza dei due limiti di natura pubblicistica (capacità operativa massima ed il tetto di spesa) sopra indicati.
Certo non si ignora che secondo una parte della giurisprudenza di merito tali presupposti rientrerebbero nell'onere probatorio dei soggetti accreditati.
Secondo questa tesi, che non si condivide, il mancato superamento della Com non costituisce un fatto impeditivo della pretesa fatta valere dalla parte attrice.
Ne discende che il corrispondente riscontro probatorio graverebbe necessariamente sul
Centro opposto, poiché quest'ultimo sarebbe l'unico edotto delle prestazioni rese sino al mese indicato in ricorso.
Questo tribunale ritiene, invece, di aderire alla tesi secondo cui lo sforamento del tetto di spesa di branca o macroarea è circostanza impeditiva del diritto di credito azionato dal
Cont concessionario e come tale deve essere provato dalla debitrice (vedi in tal senso
Cass. n. 17437 del 31/08/2016, Cass. n. 15516 del 13/06/2018, Cass. n. 17735 del
06/07/2018).
In altre parole, l'accreditamento, la stipula del contratto e l'esecuzione delle prestazioni sanitarie sono i fatti costitutivi della pretesa del concessionario, mentre il superamento del tetto è una circostanza estranea alla struttura del credito, che, come tale, sfugge pagina 5 di 9 dall'onere probatorio a carico del centro privato e rientra negli oneri probatori dell'ente pubblico.
Peraltro, la detta distribuzione dei carichi probatori appare maggiormente conforme al
Cont principio di vicinanza della prova, atteso che il contratto demanda all' il controllo in ordine al rispetto del limite di spesa (cfr. artt. 5 e 6), per cui è l'ente pubblico il soggetto in possesso dei dati attestanti l'eventuale superamento del budget annuale o trimestrale;
inoltre, il superamento dipende dall'insieme delle prestazioni eseguite dalle varie strutture accreditate, sicché il singolo centro, in mancanza di comunicazioni preventive
Cont da parte dell' non è in grado di sapere quando si verificherà l'eventuale raggiungimento del limite di spesa.
Così inquadrata la tematica e ritornando alla fattispecie in esame, va rilevato che l'esecuzione da parte dell'opposta di prestazioni aventi ad oggetto medicina nucleare e radiologia diagnostica in favore degli assistiti del SSN, nell'ambito del rapporto di
Contr accreditamento esistente con l' e per l'importo ingiunto deve ritenersi circostanza
Contr pacifica tra le parti, non essendo stata oggetto di contestazione da parte dell' che, a fronte della richiesta di pagamento di prestazioni erogate nel mese di settembre 2020, deduce che vi sarebbe stato un superamento dei tetti di spesa per una parte delle prestazioni.
Orbene, nel caso di specie, l'eccezione di un fatto impeditivo al pagamento (la prova della quale, ai sensi dell'art. 2697 c.c., ricadeva sulla stessa opponente) è rimasta del
Contr tutto non provata non avendo l' depositato alcuna documentazione pertinente sul punto.
In particolare, parte opposta sostiene di non aver mai ricevuto la comunicazione di superamento del tetto di spesa. pagina 6 di 9 A tale riguardo va premesso che con l'emanazione della delibera della Giunta Regionale della n.1272/03 è stato introdotto il principio per cui ai CP_3
singoli centri accreditati fossero assegnati tetti di branca/macroarea e non di struttura;
detto principio è stato recepito nelle delibere regionali successive di fissazione dei tetti di
Contr spesa per gli anni successivi e nei successivi protocolli d'intesa sottoscritti tra l' e le associazioni di categoria, prevedendosi, in sostanza, l'obbligo per il centro interessato di rispettare il limite finanziario di branca/macroarea in concorso con tutte le altre strutture, della medesima area assistenziale (cfr. Tar Napoli, 7.7.2011, n. 3621; Tar Napoli,
21.9.2011, n. 4469; Tar Napoli, 28.9.2011, n. 4513; Tar Napoli, 28.9.2011, n. 4515).
Tale prescrizione è stata oggetto di accordi contrattuali stipulati con i vari centri.
Seguendo l'impostazione del tetto di branca/macroarea e non per singola struttura, ciò che rileva è il contributo di ciascun Centro provvisoriamente accreditato al superamento
Contr del tetto di spesa assegnato dalla a ciascuna e sulla base di questo CP_3
contributo si determina la regressione tariffaria unica da applicare al Centro.
Pertanto, come chiaramente espresso dalla giurisprudenza amministrativa (cfr., Tar
Napoli, 28.9.2011, n. 4515), nel dettaglio, ai fini di stabilire il contributo di ciascun
Centro al superamento del tetto di spesa, si guarda: 1) al consuntivo delle prestazioni
Contr effettuate ai residenti dell' in cui opera il Centro, da parte dei centri che operano in
Contr Contr quell' 2) al consuntivo delle prestazioni effettuate ai residenti di ciascun'altra
Contr da parte dei Centri che operano in quell' 3) al consuntivo delle prestazioni
Contr effettuate ai residenti di altre regioni, da parte dei centri che operano in quel l'
Contr Successivamente, confrontando i suddetti consuntivi per con i tetti di spesa prestabiliti, e previa applicazione delle eventuali compensazioni tra sforamenti e sottoutilizzi dei limiti di spesa consentite dalla normativa regionale, si ottiene pagina 7 di 9 proporzionalmente l'ammontare del fatturato del singolo centro che ha concorso
Contr all'eventuale superamento del tetto di spesa dell' in cui opera quel Centro.
La società opposta, ha dedotto che nessun tetto di spesa le era stato comunicato prima di effettuare le prestazioni relative alle mensilità di cui richiede il pagamento, impedendo di evitare l'effettuazione di prestazioni che non sarebbero state, poi, riconosciute interamente.
Contr Ed invero, dalla disamina dell'art. 5 del contratto stipulato tra le parti emerge che l' si è obbligata a comunicare a ciascun centro privato con lettera raccomandata a/r ovvero a mezzo pec la percentuale consuntiva di consumo dei limiti di spesa;
la data prevedibile di raggiungimento del 100% del consumo di spesa, nonché la data consuntiva di raggiungimento delle percentuali di consumo.
Incombe sull' l'onere di provare di aver tempestivamente effettuato la Pt_2
comunicazione prevista dall'art. 5 del contratto.
In definitiva l'opponente non ha assolto all'onere probatorio sulla stessa incombente e relativo al superamento del tetto di spesa di macroarea e della comunicazione di tale circostanza alla opposta.
Né vi è prova in atti delle risultanze del tavolo tecnico in ordine al consuntivo dei dati provenienti dai vari distretti, né́, tantomeno, di richiesta di emissione di nota di credito da
Cont parte dell' l centro opposto.
Ne consegue che l'opposizione va rigettata, con dichiarazione di esecutività del decreto ingiuntivo.
Le spese di lite seguono la soccombenza e vengono liquidate in applicazione dei parametri ministeriali.
PER QUESTI MOTIVI
pagina 8 di 9 Il Tribunale di Salerno, Seconda Sezione Civile, in persona del giudice dott. sa Maria
AN CE, definitivamente pronunziando sulla domanda proposta nell'ambito del giudizio n. 2914/21 R.G., così provvede:
a) Rigetta l'opposizione e, per l'effetto, dichiara il decreto ingiuntivo n. 537/21 munito di esecutività.
b) Condanna l' , in persona del legale rapp. te p.t., al pagamento delle spese CP_1
di lite, che si liquidano in euro 2300,00 per compenso professionale, oltre rimborso spese generali, iva e cpa come per legge.
Così deciso in Salerno, lì 11 dicembre 2025
Il giudice dott. sa Maria AN CE
pagina 9 di 9
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Salerno, Seconda Sezione Civile, in composizione monocratica ed in persona del giudice dott. sa Maria AN CE, ha pronunciato, la seguente
S E N T E N Z A nella causa iscritta al n. 2914/2021 del Ruolo Generale Affari Contenziosi, nella causa civile in I° grado avente ad oggetto: opposizione a decreto ingiuntivo n. D.I. n. 537/2021
– R.G. n. 1690/2021 del Tribunale di Salerno, emesso in data 07/03/2021 e notificato il
10/03/2021.
TRA
, in persona del legale rappresentante Parte_1
pro-tempore, C.F. e P.I. , rappresentata e difesa, in virtù di procura alle liti P.IVA_1
da ritenersi in calce all'atto introduttivo ex D.M. Giustizia n. 44/2011, congiuntamente e disgiuntamente, dall'avv. Franco Marruso (C.F.: ) e dall'avv. C.F._1
MM OR (C.F.: ), con i quali è elettivamente domiciliata C.F._2
presso la U.O.C. Gestione degli Affari Legali e del Contenzioso della , nella CP_1
sede di via Nizza n. 146, in (PEC: Pt_1 Email_1
FAX n. 089/693558). Email_2
OPPONENTE
E
pagina 1 di 9 in persona del legale rapp.te pro-tempore, con sede in Controparte_2
Salerno (SA) alla Via Generale Adalgiso Amendola N. 32, P.IVA: , P.IVA_2
rappresentata e difesa dall'avv. Carolina Albano, C.F. , con C.F._3
studio in alla Via Alberto Pirro n. 2, fax 089/238387, Pec Pt_1
giusta mandato in calce alla comparsa di costituzione del nuovo Email_3
difensore.
OPPOSTA
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE
con ricorso depositato in cancelleria in data 01.03.2021 chiedeva al Controparte_2
Tribunale di Salerno ingiungersi all' il pagamento della somma di € CP_1
20.848,90 oltre interessi moratori quale acconto (90%) per le prestazioni di cardiologia effettuate nel mese di settembre 2020 in virtù di Accreditamento istituzionale n.
175/2015 (cfr. all. n. 1 monitorio) e di contratto stipulato il 19.01.2021 (cfr. all. n. 2 monitorio). Prestazioni attestate dal documento di esito controllo rilasciato dalla debitrice il 02.10.2020 con indicazione dell'importo erogabile (cfr. all. n. 3 monitorio) e da fattura n. 12 del 02.10.2020 (cfr. all. n. 4 monitorio). In data 07.03.2021 il giudice designato dell'adito Tribunale rendeva il chiesto decreto ingiuntivo, n. 537/2021, che era notificato alla ingiunta in data 10.03.2021 la quale proponeva fissando per la comparizione delle parti l'udienza del 20.09.2021. Riconosceva l'erogazione delle prestazioni ma ne riteneva inesigibile la remunerazione, in attesa dell'esito dei controlli posti in essere dai competenti Tavoli Tecnici, finalizzati all'applicazione della regressione tariffaria e, quindi, all'abbattimento del fatturato, poiché la branca di macroarea – ossia l'insieme dei Centri Accreditati – per l'anno 2020, aveva esaurito il limite spesa: a) in data 25 settembre 2020 per gli assistiti della Controparte_3
pagina 2 di 9 residenti nel territorio dell' , b) in data 30 agosto 2020 per gli assistiti della CP_1
non residenti nel territorio dell' , c) in data 25 settembre Controparte_3 CP_1
2020 per gli assistiti non residenti in [...]chiedeva la revoca con Controparte_3
spese vinte. Instauratosi il contraddittorio, si costituiva la società opposta, che chiedeva il rigetto dell'opposizione con vittoria di spese giudiziali da attribuirsi al procuratore anticipatario.
Acquisita documentazione varia, all'esito dell'udienza cartolare del 7.07.25 le parti concludevano come da note telematiche ed il giudice tratteneva la causa in decisione con i termini ex art. 190 CPC.
Contr Le doglianze come sollevate dall' opponente possono essere esaminate congiuntamente in quanto tutte inerenti all'accertamento dei requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità del credito vantato da controparte, al riguardo è opportuno rammentare che l'opposizione di cui all'art. 645 c.p.c. non è un'impugnazione del decreto ingiuntivo, volta a farne valere vizi ovvero originarie ragioni di invalidità, ma dà luogo a un ordinario giudizio di cognizione di merito, finalizzato all'accertamento dell'esistenza del diritto di credito fatto valere dal creditore con il ricorso ex art. 633 e
638 c.p.c.; pertanto, la sentenza che decide il giudizio deve accogliere la domanda dell'attore (il creditore istante), rigettando conseguentemente l'opposizione, qualora riscontri che le condizioni dell'azione ed i fatti costitutivi del diritto fatto valere in sede monitoria, pur se non esistenti al momento della proposizione del ricorso, sussistono tuttavia in quello successivo della decisione (Cass. n. 5844/06, n. 2573/02, n. 528/75).
Va, dunque, effettuata la verifica della sussistenza dei fatti costitutivi del diritto al pagamento del corrispettivo delle prestazioni sanitarie della branca di cardiologia effettuate a favore degli assistiti del SSN nel mese di settembre 2020. pagina 3 di 9 La qualità in capo alla opposta di soggetto accreditato presso il Servizio sanitario regionale è una circostanza non contestata dalla controparte (cfr. art. 115 c.p.c.) e, comunque, documentalmente dimostrata.
L'esecuzione delle prestazioni indicate nella fattura in atti deve ritenersi circostanza non
Cont contestata dall' anzi espressamente ammessa, e come tale non bisognevole di riscontro probatorio ai sensi dell'art. 115 c.p.c.: l'opponente non disconosce le prestazioni effettuate dall'opposta ma sostiene che le stesse siano state erogate e contabilizzate oltre il termine ultimo previsto per gli sforamenti del tetto di spesa attinente alla branca di cardiologia, seppure tale termine fosse stato tempestivamente comunicato (con nota prot. n. 189859 del 23.09.20) con conseguente applicazione della
Regressione RI UN (R.T.U.).
Occorre ora verificare l'eventuale sussistenza di fatti impeditivi/estintivi del diritto di credito vantato dalla opposta come sopra indicati, con la precisazione che il giudizio di opposizione rappresenta uno sviluppo, anche se meramente eventuale, della fase monitoria, e devolve al giudice il completo esame del rapporto giuridico controverso, con la conseguenza che l'oggetto di esso non è affatto limitato al controllo di validità o merito del decreto ingiuntivo, ma involge il merito e, cioè, la fondatezza della pretesa azionata dal creditore fin dal ricorso. L'opponente finisce con il rivestire solo formalmente il ruolo di attore, mentre, in concreto, risulta e rimane convenuto rispetto alla pretesa azionata dalla sua controparte sin dal momento della presentazione del ricorso.
Pertanto, l'onere probatorio resta ripartito secondo le regole generali di cui all'art. 2697
c.c., ed incombe al creditore opposto la prova piena del credito azionato, mentre al pagina 4 di 9 debitore incombe la prova in ordine ad un eventuale pagamento del debito, ciò in considerazione delle difese articolate dalle parti.
Le peculiarità dell'odierna fattispecie comportano un riparto dell'onere della prova a carico delle odierne parti processuali, alla luce del quale al centro opposto spetta dimostrare l'esistenza del rapporto di convenzionamento e l'esecuzione delle prestazioni
Cont per cui si domanda il corrispettivo mentre l' opponente è gravata della prova circa l'inosservanza dei due limiti di natura pubblicistica (capacità operativa massima ed il tetto di spesa) sopra indicati.
Certo non si ignora che secondo una parte della giurisprudenza di merito tali presupposti rientrerebbero nell'onere probatorio dei soggetti accreditati.
Secondo questa tesi, che non si condivide, il mancato superamento della Com non costituisce un fatto impeditivo della pretesa fatta valere dalla parte attrice.
Ne discende che il corrispondente riscontro probatorio graverebbe necessariamente sul
Centro opposto, poiché quest'ultimo sarebbe l'unico edotto delle prestazioni rese sino al mese indicato in ricorso.
Questo tribunale ritiene, invece, di aderire alla tesi secondo cui lo sforamento del tetto di spesa di branca o macroarea è circostanza impeditiva del diritto di credito azionato dal
Cont concessionario e come tale deve essere provato dalla debitrice (vedi in tal senso
Cass. n. 17437 del 31/08/2016, Cass. n. 15516 del 13/06/2018, Cass. n. 17735 del
06/07/2018).
In altre parole, l'accreditamento, la stipula del contratto e l'esecuzione delle prestazioni sanitarie sono i fatti costitutivi della pretesa del concessionario, mentre il superamento del tetto è una circostanza estranea alla struttura del credito, che, come tale, sfugge pagina 5 di 9 dall'onere probatorio a carico del centro privato e rientra negli oneri probatori dell'ente pubblico.
Peraltro, la detta distribuzione dei carichi probatori appare maggiormente conforme al
Cont principio di vicinanza della prova, atteso che il contratto demanda all' il controllo in ordine al rispetto del limite di spesa (cfr. artt. 5 e 6), per cui è l'ente pubblico il soggetto in possesso dei dati attestanti l'eventuale superamento del budget annuale o trimestrale;
inoltre, il superamento dipende dall'insieme delle prestazioni eseguite dalle varie strutture accreditate, sicché il singolo centro, in mancanza di comunicazioni preventive
Cont da parte dell' non è in grado di sapere quando si verificherà l'eventuale raggiungimento del limite di spesa.
Così inquadrata la tematica e ritornando alla fattispecie in esame, va rilevato che l'esecuzione da parte dell'opposta di prestazioni aventi ad oggetto medicina nucleare e radiologia diagnostica in favore degli assistiti del SSN, nell'ambito del rapporto di
Contr accreditamento esistente con l' e per l'importo ingiunto deve ritenersi circostanza
Contr pacifica tra le parti, non essendo stata oggetto di contestazione da parte dell' che, a fronte della richiesta di pagamento di prestazioni erogate nel mese di settembre 2020, deduce che vi sarebbe stato un superamento dei tetti di spesa per una parte delle prestazioni.
Orbene, nel caso di specie, l'eccezione di un fatto impeditivo al pagamento (la prova della quale, ai sensi dell'art. 2697 c.c., ricadeva sulla stessa opponente) è rimasta del
Contr tutto non provata non avendo l' depositato alcuna documentazione pertinente sul punto.
In particolare, parte opposta sostiene di non aver mai ricevuto la comunicazione di superamento del tetto di spesa. pagina 6 di 9 A tale riguardo va premesso che con l'emanazione della delibera della Giunta Regionale della n.1272/03 è stato introdotto il principio per cui ai CP_3
singoli centri accreditati fossero assegnati tetti di branca/macroarea e non di struttura;
detto principio è stato recepito nelle delibere regionali successive di fissazione dei tetti di
Contr spesa per gli anni successivi e nei successivi protocolli d'intesa sottoscritti tra l' e le associazioni di categoria, prevedendosi, in sostanza, l'obbligo per il centro interessato di rispettare il limite finanziario di branca/macroarea in concorso con tutte le altre strutture, della medesima area assistenziale (cfr. Tar Napoli, 7.7.2011, n. 3621; Tar Napoli,
21.9.2011, n. 4469; Tar Napoli, 28.9.2011, n. 4513; Tar Napoli, 28.9.2011, n. 4515).
Tale prescrizione è stata oggetto di accordi contrattuali stipulati con i vari centri.
Seguendo l'impostazione del tetto di branca/macroarea e non per singola struttura, ciò che rileva è il contributo di ciascun Centro provvisoriamente accreditato al superamento
Contr del tetto di spesa assegnato dalla a ciascuna e sulla base di questo CP_3
contributo si determina la regressione tariffaria unica da applicare al Centro.
Pertanto, come chiaramente espresso dalla giurisprudenza amministrativa (cfr., Tar
Napoli, 28.9.2011, n. 4515), nel dettaglio, ai fini di stabilire il contributo di ciascun
Centro al superamento del tetto di spesa, si guarda: 1) al consuntivo delle prestazioni
Contr effettuate ai residenti dell' in cui opera il Centro, da parte dei centri che operano in
Contr Contr quell' 2) al consuntivo delle prestazioni effettuate ai residenti di ciascun'altra
Contr da parte dei Centri che operano in quell' 3) al consuntivo delle prestazioni
Contr effettuate ai residenti di altre regioni, da parte dei centri che operano in quel l'
Contr Successivamente, confrontando i suddetti consuntivi per con i tetti di spesa prestabiliti, e previa applicazione delle eventuali compensazioni tra sforamenti e sottoutilizzi dei limiti di spesa consentite dalla normativa regionale, si ottiene pagina 7 di 9 proporzionalmente l'ammontare del fatturato del singolo centro che ha concorso
Contr all'eventuale superamento del tetto di spesa dell' in cui opera quel Centro.
La società opposta, ha dedotto che nessun tetto di spesa le era stato comunicato prima di effettuare le prestazioni relative alle mensilità di cui richiede il pagamento, impedendo di evitare l'effettuazione di prestazioni che non sarebbero state, poi, riconosciute interamente.
Contr Ed invero, dalla disamina dell'art. 5 del contratto stipulato tra le parti emerge che l' si è obbligata a comunicare a ciascun centro privato con lettera raccomandata a/r ovvero a mezzo pec la percentuale consuntiva di consumo dei limiti di spesa;
la data prevedibile di raggiungimento del 100% del consumo di spesa, nonché la data consuntiva di raggiungimento delle percentuali di consumo.
Incombe sull' l'onere di provare di aver tempestivamente effettuato la Pt_2
comunicazione prevista dall'art. 5 del contratto.
In definitiva l'opponente non ha assolto all'onere probatorio sulla stessa incombente e relativo al superamento del tetto di spesa di macroarea e della comunicazione di tale circostanza alla opposta.
Né vi è prova in atti delle risultanze del tavolo tecnico in ordine al consuntivo dei dati provenienti dai vari distretti, né́, tantomeno, di richiesta di emissione di nota di credito da
Cont parte dell' l centro opposto.
Ne consegue che l'opposizione va rigettata, con dichiarazione di esecutività del decreto ingiuntivo.
Le spese di lite seguono la soccombenza e vengono liquidate in applicazione dei parametri ministeriali.
PER QUESTI MOTIVI
pagina 8 di 9 Il Tribunale di Salerno, Seconda Sezione Civile, in persona del giudice dott. sa Maria
AN CE, definitivamente pronunziando sulla domanda proposta nell'ambito del giudizio n. 2914/21 R.G., così provvede:
a) Rigetta l'opposizione e, per l'effetto, dichiara il decreto ingiuntivo n. 537/21 munito di esecutività.
b) Condanna l' , in persona del legale rapp. te p.t., al pagamento delle spese CP_1
di lite, che si liquidano in euro 2300,00 per compenso professionale, oltre rimborso spese generali, iva e cpa come per legge.
Così deciso in Salerno, lì 11 dicembre 2025
Il giudice dott. sa Maria AN CE
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