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Sentenza 11 novembre 2025
Sentenza 11 novembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Nola, sentenza 11/11/2025, n. 2162 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Nola |
| Numero : | 2162 |
| Data del deposito : | 11 novembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI NOLA SEZIONE LAVORO Il Tribunale di Nola, in funzione di giudice del lavoro, in persona della dott.ssa Francesca Fucci, ha pronunciato, all'udienza di trattazione scritta ex art. 127-ter cpc, del 11.11.2025 la seguente
SENTENZA Nella causa iscritta al n. 6189/2024 R.G.
TRA
, rappresentata e difesa dall'Avv. Francesco Paolo Caputo, con cui elettivamente Parte_1 domicilia
Ricorrente E
e Controparte_1 Controparte_2
in persona dei legali rappresentanti p.t., rappresentati e difesi, in questa
[...] sede, ai sensi dell'art. 417 bis, comma 1, c.p.c., dal Dirigente dott. Vincenzo Romano, elettivamente domiciliato presso l' , sito in Controparte_3 CP_2 alla Via Ponte della Maddalena n. 55
Resistenti FATTO E DIRITTO Con ricorso ex art. 414 c.p.c., depositato in data 31.10.2023, la parte ricorrente in epigrafe ha premesso: di aver prestato servizio alle dipendenze del , in qualità di Controparte_1 docente di scuola dell'infanzia in virtù di una serie di contratti a tempo determinato relativi all'a.s. 2022/2023; di non aver usufruito, nonostante abbia svolto le medesime mansioni del personale docente di ruolo, del bonus cd. carta docenti, pari ad euro 500,00, da destinare all'acquisto di beni e servizi strumentali alla formazione ed allo sviluppo delle competenze professionali, previsto dall'art. 1, co. 121, l. 107/2015, in combinato disposto con i DPCM del 29.09.2015 e del 28.11.2016, a causa della preclusione normativa in forza della quale tale beneficio era riservato esclusivamente ai docenti di ruolo. Ha argomentato che tale limitazione normativa si pone in contrasto con l'art 4 dell'Accordo Quadro sul Lavoro a tempo determinato, allegato alla direttiva 1999/70/CE del 28.06.1999, sì come interpretato dalla CGUE, con l'art 14 CDFUE, con l'art 10 della Carta Sociale Europea, con la clausola 6 dell'accordo quadro sul diritto dovere di formazione e aggiornamento professionale del personale in servizio, con gli artt. 63 e 64 del CCNL di categoria nonché, da ultimo, con gli artt. 3, 11, 35, 97 e 117 Cost. Tutto ciò premesso, ha così concluso: «a) reietta, ogni contraria istanza, eccezione e deduzione, accertare e dichiarare il diritto della docente, , ad ottenere il beneficio economico Parte_1 della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di cui alla L. n. 107 del 2015 e, quindi, del relativo bonus di €. 500,00 per l'anno scolastico svolto a tempo determinato come sopra indicato;
b) per l'effetto, condannare il Controparte_1
, in persona del al pagamento, in favore della ricorrente, della somma di
[...] CP_4
€. 500,00, oltre interessi legali dal dì del dovuto sino al dì dell'effettivo soddisfo come per legge, o, in subordine, all'immediata attivazione, in favore della ricorrente, della Carta elettronica e, quindi, del relativo bonus di €. 500,00 per l'anno scolastico svolto;
c) con vittoria di spese e competenze di giudizio, spese esenti, rimborso spese generali 15% ed accessori di legge tutti inclusi, da distrarsi in favore del sottoscritto procuratore antistatario». Istauratosi ritualmente il contraddittorio, si sono costituti in giudizio il Controparte_1
e l' e i quali,
[...] Controparte_2 Controparte_2 preliminarmente, hanno eccepito il difetto di giurisdizione in favore del Giudice Amministrativo e, nel merito, hanno dedotto l'intervenuta prescrizione in relazione agli anni scolastici 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018, nonché l'infondatezza in diritto degli assunti attorei insistendo per il rigetto del ricorso. Ritenuta la causa matura per la decisione, il GL, all'udienza del 11-11-2025, svoltasi con le modalità di cui all'art 127-ter c.p.c., provvede con sentenza e contestuale motivazione, da comunicarsi. In via preliminare, avuto riguardo all'eccezione del difetto di giurisdizione, occorre – in conformità agli insegnamenti della giurisprudenza di Cassazione – applicare il criterio del petitum sostanziale che va identificato 'non solo e non tanto in funzione della concreta pronuncia che si chiede al giudice, ma anche e soprattutto in funzione della "causa petendi", ossia della intrinseca natura della posizione dedotta in giudizio ed individuata dal giudice con riguardo ai fatti allegati ed al rapporto giuridico del quale detti fatti costituiscono manifestazione' (ex multis: Cass. civ. sez. un., 19.4.2022, n.12441). Inoltre occorre capire se, alla luce della prospettazione complessiva di parte ricorrente, il bene della vita che il ricorrente chiede di conseguire discenda direttamente da una norma di fonte primaria (o anche sub-primaria), rispetto alla quale atti amministrativi generali adottati dalla P.A. in senso eventualmente contrario costituiscano meri ostacoli da disapplicare, oppure possa essere ottenuto solo annullando/modificando l'atto a contenuto generale/normativo adottato dalla P.A. Nel primo caso, la situazione giuridica soggettiva vantata dall'interessato è di pieno diritto e sussiste la giurisdizione del giudice ordinario, mentre nel secondo è di interesse legittimo e sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo. Ebbene, nel caso di specie la questione controversa non attiene alla modalità di esercizio del potere di organizzazione della P.A. resistente, dal momento che la parte ricorrente non chiede l'annullamento di alcun atto di organizzazione, bensì il diritto all'emolumento previsto dalla c.d. carta elettronica del docente. Dal momento che tale beneficio discende direttamente dall'art. 1, comma 121, L. n. 107/2015 in presenza di determinati presupposti, senza dunque che debba essere esercitato alcun potere organizzativo della P.A., risulta a tal fine evidente che la posizione giuridica controversa è un diritto soggettivo e che la giurisdizione si individui correttamente in quella del giudice ordinario. Sempre in limine, va evidenziato che tutto il personale scolastico, sia esso docente (come in Contr questo caso) o tecnico-amministrativo, ha come unica controparte datoriale il , e non anche i singoli Istituti presso cui il personale si trova a prestare di volta in volta il proprio servizio. Gli Istituti, pur invero dotati di autonomia amministrativa, nonché di personalità giuridica a seguito della L. n. 59 del 1997, non costituiscono validi contraddittori con riguardo alle pretese scaturenti dal rapporto professionale dei soggetti alle dipendenze dell'Amministrazione. Ne discende che, per qualsivoglia controversia attinente a detto rapporto di lavoro, unico soggetto nei cui confronti poter avanzare domande in sede giurisdizionale è il , poiché CP_1 unica controparte giuridica del rapporto (in senso similare, cfr. Cass. 6372/11, 6460/09, 20521/08, 9752/05).7 Venendo al merito, la domanda è fondata e va accolta. Preliminarmente, la domanda deve essere qualificata - in base al complessivo contenuto del ricorso - come richiesta di messa a disposizione dell'importo portato dalla c.d. carta docenti nelle stesse forme previste per i docenti di ruolo. Difatti, l'art. 1, co. 124 della L. n. 107/2015, stabilisce che «nell'ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale» e nel precedente comma 121 che «al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il , a corsi di laurea, Controparte_6 di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124» ed aggiungendo che «la somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile». Tanto precisato, va rilevato che sulla fattispecie si è pronunciata la Suprema Corte all'esito del procedimento di rinvio pregiudiziale ex art. 363 bis cpc, promosso con ordinanza del Tribunale di Taranto (Cass. n. 29961 del 27.10.2023). In particolare, il Giudice di legittimità ha enunciato i seguenti principi di diritto: «1) La Carta Docente di cui all'art. 1, comma 121, L. 107/2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31.8, ai sensi dell'art. 4, comma 1, L. n. 124 del 1999 o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30.6, ai sensi dell'art. 4, comma secondo, della L. n. 124 del 1999, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al . CP_1
2) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, L. n. 107/2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
3) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, L. n. 107/2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale, siano fuoriusciti dal sistema delle docenze scolastiche, per cessazione dal servizio di ruolo o per cancellazione dalle graduatorie per le supplenze, spetta il risarcimento, per i danni che siano da essi allegati, rispetto ai quali, oltre alla prova presuntiva, può ammettersi la liquidazione equitativa, da parte del giudice del merito, nella misura più adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (tra cui ad es. la durata della permanenza nel sistema scolastico, cui l'attribuzione è funzionale, o quant'altro rilevi), ed entro il massimo costituito dal valore della Carta, salvo allegazione e prova specifica di un maggior pregiudizio.
4) L'azione di adempimento in forma specifica per l'attribuzione della Carta Docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948 n. 4 c.c., che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui all'art. 4, comma 1 e 2, L. n. 124/1999, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore, dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica;
la prescrizione delle azioni risarcitorie per mancata attribuzione della Carta Docente, stante la natura contrattuale della responsabilità, è decennale ed il termine decorre, per i docenti già transitati in ruolo e cessati dal servizio o non più iscritti nelle graduatorie per le supplenze, dalla data della loro fuoriuscita dal sistema scolastico». Secondo i giudici di legittimità, la normativa, nel “tarare” l'importo di 500 euro in una misura
“annua” e per “anno scolastico”, evidenzia la connessione temporale tra tale sostegno alla formazione e la didattica, calibrandolo in ragione di un tale periodo di durata di quest'ultima; sicché è allora evidente che l'avere il legislatore riferito quel beneficio all' “anno scolastico” non consente di escludere da un'identica percezione di esso quei docenti precari il cui lavoro, secondo l'ordinamento scolastico, abbia analoga taratura. Più di recente, la Corte di Giustizia, investita dell'interpretazione del divieto di discriminazione con riferimento alle supplenze di breve durata, con pronuncia del 3.7.2025, causa C-268/24, ha affermato: «La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a 9tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale, come interpretata da un giudice nazionale supremo, che riserva il beneficio della carta elettronica dell'importo nominale di EUR 500 annui, che consente l'acquisto di diversi beni e servizi destinati a sostenere la formazione continua dei docenti, ai docenti di ruolo e ai docenti non di ruolo che effettuano supplenze per la durata dell'anno scolastico, ad esclusione dei docenti non di ruolo che effettuano supplenze di breve durata, a meno che tale esclusione non sia giustificata da ragioni oggettive ai sensi di tale disposizione. Il solo fatto che l'attività di questi ultimi non sia destinata a protrarsi fino al termine dell'anno scolastico non costituisce una siffatta ragione oggettiva.». Il giudice eurounitario, richiamato l'Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, nonché la propria ordinanza emessa in causa C-450/21 (su cui cfr. supra), ritenuto sussistente “una differenza di trattamento a danno dei docenti non di ruolo assunti a tempo determinato, che effettuano supplenze di breve durata rispetto ai docenti di ruolo, assunti a tempo indeterminato”, ha pertanto verificato “se tali docenti non di ruolo che effettuano supplenze di breve durata si trovino in una situazione comparabile a quella dei docenti di ruolo» alla luce di una serie di elementi significativi (“come la natura del lavoro, le condizioni di formazione e le condizioni di impiego”), affermando in conclusione tale comparabilità, anche alla luce del rilievo che «nulla indica che il carattere eventualmente breve e saltuario di talune supplenze che i docenti non di ruolo […] possono essere chiamati ad effettuare sia peraltro tale da modificare sostanzialmente le funzioni di tali docenti, o addirittura la natura del loro lavoro di insegnante o le condizioni di esercizio di quest'ultimo”. La Corte ha, così, escluso la rilevanza della “durata totale, effettiva o prevista, delle supplenze di breve durata consecutive, in quanto la durata del lavoro per il quale il lavoratore a tempo determinato è stato assunto non rientra per l'appunto, in quanto tale, tra gli elementi pertinenti ai fini della valutazione, di cui al punto 53 della presente sentenza, della comparabilità delle funzioni esercitate dalle persone interessate». Ha dunque affermato che «i docenti non di ruolo incaricati di supplenze di breve durata sembrano esercitare un'attività didattica, al pari di quella dei docenti di ruolo che essi sostituiscono, che rientra nell'ambito della programmazione della didattica annua degli istituti scolastici di interesse, e ciò per la durata della loro assunzione. Pertanto, come parimenti rilevato dalla Commissione, appare incoerente, alla luce dell'obiettivo consistente nel migliorare la qualità della didattica annua, escludere dal beneficio della carta elettronica di cui si tratta i docenti incaricati di supplenze di breve durata», aggiungendo, peraltro, che «i docenti che effettuano supplenze di breve durata potrebbero persino avere bisogni formativi maggiori, quando siano all'inizio della loro attività professionale o siano chiamati ad insegnare diverse materie in diverse scuole” e che “la differenza di trattamento in parola nel procedimento principale sembra eccedere quanto necessario per raggiungere l'obiettivo perseguito, nella misura in cui tutti i docenti di ruolo hanno il diritto di beneficiare dell'attribuzione della carta elettronica di cui si tratta, indipendentemente dal fatto che essi esercitino effettivamente un'attività che può rientrare nella didattica annua». Ha, infine, dichiarato: «Quanto alla necessità di rispettare i limiti di bilancio, richiamata dal governo italiano, è sufficiente ricordare che, sebbene considerazioni di bilancio possano costituire il fondamento delle scelte di politica sociale di uno Stato membro e possano influenzare la natura
o la portata delle misure che esso intende adottare, esse non costituiscono tuttavia, di per sé, un obiettivo perseguito da tale politica e, pertanto, non possono giustificare l'applicazione di una normativa nazionale che conduca ad una differenza di trattamento a danno dei lavoratori a tempo determinato». In definitiva, la CGUE ha escluso che ricorrano, quantomeno in astratto, ragioni oggettive che giustifichino la disparità di trattamento denunciata, permanendo tuttavia la possibilità per l'Amministrazione scolastica di allegare e provare in concreto la sussistenza di ragioni obiettive
– diverse dalla mera brevità dell'incarico di docenza assegnato – che precludano il riconoscimento del bonus economico. Ebbene, applicando le suddette coordinate ermeneutiche al caso in esame, si osserva che la parte ha documentato di avere concluso con il i seguenti contratti di Controparte_1 lavoro a tempo determinato:
- A.s. 2022/2023: dal 6.10.2022 al 18.10.2022 (n. 25 ore sett.); dal 20.10.2022 al 21.10.2022 (n. 25 ore sett.); dal 24.10.2022 al 24.10.2022 (n. 25 ore sett.); dal 25.10.2022 al 28.10.2022 (n. 25 ore sett.); dal 11.11.2022 al 25.11.2022 (n. 25 ore sett.); dal 26.11.2022 al 16.12.2022 (n. 25 ore sett.); dal 9.01.2023 al 9.06.2023 (n. 25 ore sett.); dal 10.06.2023 al 30.06.2023 (n. 25 ore sett.). Tanto premesso, in relazione all'anno scolastico 2022/2023, il Giudicante osserva che, alla luce dei principi espressi dal giudice comunitario, il convenuto non ha offerto prova del CP_1 ricorrere di ragioni oggettive per le quali, nel caso concreto, l'incarico assunto da parte ricorrente per la supplenza c.d. 'breve e saltuaria' de qua non sarebbe comparabile, nei termini indicati dalla Corte di Giustizia nella pronuncia da ultimo menzionata, con l'attività espletata dai docenti di ruolo cui tale beneficio economico viene riconosciuto. La sola circostanza della durata breve della supplenza non è ragione sufficiente, come visto sopra, per escludere l'equiparazione. D'altro canto, si evidenzia che la continuità e la durata della prestazione nel corso dell'anno scolastico consentono di ritenere, da un lato, che il docente abbia portato avanti il programma scolastico assicurando agli alunni una continuità didattica per una porzione rilevante dell'anno, dall'altro, che il si sia avvalso della prestazione del docente per sopperire a carenze CP_1 organiche non meramente occasionali. Per quanto concerne, invece, l'eccezione di prescrizione sollevata da parte resistente in relazione agli aa.ss. 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018, si evidenzia che tali anni esulano dalle richieste attoree e, di conseguenza, non costituiscono oggetto del presente giudizio. Da ultimo, quanto al requisito della permanenza in servizio, parimenti consta che la parte è ancora interna al sistema educativo scolastico essendo stato documentato l'attuale svolgimento di un incarico di supplenza presso l'I.C. Statale 3 “PARCO VERDE” in Caivano (Na). Ne discende, pertanto, il diritto della parte all'adempimento in forma specifica. Quanto al governo delle spese di lite, tenuto conto che l'introduzione del giudizio è successiva alla pronuncia della Cassazione n. 29961/23, ma antecedente all'intervento chiarificatore della Corte di Giustizia U.E., esse sono compensate per metà, mentre nella restante parte seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo ex dm n. 55/14 e ss.mm.ii. facendo applicazione dei parametri minimi, stante la non complessità ed espunta l'attività istruttoria.
P.Q.M.
Il Tribunale:
- dichiara il difetto di legittimazione passiva dell' Controparte_2
[...]
- accoglie la domanda e per l'effetto condanna il all'attribuzione Controparte_1 della Carta Docente, in favore della parte ricorrente, secondo il sistema proprio di essa e per il corrispondente valore, per l'anno scolastico 2022/2023, per la somma complessiva di € 500,00, con rivalutazione monetaria e interessi legali, nei limiti di cui all'art. 22, co. 36, l. n. 724/1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione;
- compensa le spese di lite per metà e condanna il Controparte_1 al pagamento della restante metà che liquida in € 250,00, oltre IVA e CPA, con attribuzione. Si comunichi. Nola, 11/11/2025
Il GL Dott.ssa Francesca Fucci