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Sentenza 22 dicembre 2025
Sentenza 22 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Cassino, sentenza 22/12/2025, n. 1179 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Cassino |
| Numero : | 1179 |
| Data del deposito : | 22 dicembre 2025 |
Testo completo
n.R.G. 518/2025
R E P U B B L I C A I T A L I A N A
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Tribunale Ordinario di Cassino
Sezione Civile - Area Lavoro
Il Tribunale in epigrafe in funzione di giudice del lavoro, nella persona del dott. LE UC, all'esito dell'udienza di discussione del 22 dicembre
2025 ha pronunciato e pubblicato mediante lettura in udienza ai sensi dell'art. 429 c.p.c., in assenza delle parti, la seguente
SENTENZA
nella causa in materia di lavoro iscritta al n.r.g. 518/2025 promossa da
e , rappresentate e difese dall'Avv.to Parte_1 Parte_2
AR RO AL come da procura in atti ed elettivamente domiciliate presso lo studio della stessa in Formia, Via Rubino n. 38
- ricorrenti
CONTRO
Controparte_1
- resistente contumace
Oggetto: Carta del docente
Conclusioni: come rassegnate nei rispettivi atti di costituzione
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso ex art. 414 c.p.c., depositato il 22.2.2025 e ritualmente notificato, e espongono di essere attualmente Parte_1 Parte_2
in servizio, quali docenti a tempo determinato alle dipendenze del
[...]
, la prima presso l'I.C. “Pisacane” di Ponza e la seconda presso Controparte_1
l' ermi” di Gaeta;
di avere prestato servizio come docenti alle CP_2
dipendenze dei convenuto in forza di contratti a tempo determinato CP_1
per supplenze fino al termine delle attività didattiche, la prima negli aa.ss.
2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, la seconda nell'a.s. 2023/2024; di avere svolto mansioni identiche a quelle dei colleghi di ruolo;
di non aver usufruito in tali anni scolastici della c.d. “Carta Docente” di cui all'art. 1, comma 121, della L. n. 107 del 2015 per il solo fatto di avere prestato servizio con rapporti di lavoro a tempo determinato.
Tanto premesso, le ricorrenti deducono che il mancato riconoscimento del beneficio della Carta Docente in ragione della natura a tempo determinato del contratto di lavoro subordinato con il viola il Controparte_1
principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato comparabili di cui alla clausola 4 dell'accordo quadro recepito dalla Direttiva 1999/70/CE, nonché gli artt. 63
e 64 CCNL Scuola in materia di obblighi di formazione del personale docente.
Alla luce di quanto esposto, dedotto ed argomentato, le ricorrenti chiedono al giudice adito l'accoglimento delle seguenti conclusioni:
− accertare e dichiarare il diritto delle ricorrenti ad ottenere il beneficio economico della “Carta Elettronica ex art. 1, comma 121, della Legge n. 107/2015”, pari ad € 500,00 annui per ciascun anno scolastico in cui le medesime hanno prestato servizio quali docenti a tempo determinato per i contratti di lavoro a termine meglio specificati in narrativa, qui da intendersi ritrascritti; e per l'effetto
− condannare l'amministrazione scolastica convenuta a riconoscere il riferito
Bonus Carta Docente in favore di per la somma totale di € Parte_1
1.500,00, vale a dire € 500,00 per ciascuno anno scolastico di servizio a tempo determinato, più specificatamente per gli aa.ss. 2021/22, 2022/23
e 2023/24; per la somma totale di € 500,00 per l'a.s. Parte_2
2023/24.
Il , ritualmente intimato, è rimasto contumace. Controparte_1
La causa, istruita documentalmente, all'esito dell'udienza di discussione del
22 dicembre 2025 è stata decisa come in dispositivo, letto in udienza con la contestuale motivazione ai sensi dell'art. 429 c.p.c. in assenza delle parti.
MOTIVI DELLA DECISIONE
La presente controversia verte sull'accertamento del diritto delle ricorrenti ad usufruire del beneficio della c.d. “Carta Docente” di cui all'art. 1, comma
121, della L. n. 107 del 2015, la per gli aa.ss. 2021/2022, Pt_1
2022/2023 e 2023/2024 per l'importo complessivo di euro 1.500,00 e la per l'a.s. 2023/2024 per l'importo di euro 500,00. A fondamento Pt_2 della domanda le attrici deducono di avere prestato servizio in tali anni scolastici quali destinatarie di supplenze fino al termine delle attività didattiche e sostengono che il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato comparabili di cui alla clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro allegato alla Direttiva
1999/70/CE osta ad una normativa nazionale che riserva tale beneficio al solo personale docente di ruolo, escludendo i docenti precari, ancorché chiamati a svolgere mansioni identiche a quelle del personale di ruolo e destinatari dei medesimi obblighi formativi.
Il ricorso è fondato e va integralmente accolto.
È utile premettere un sintetico richiamo del quadro normativo e della giurisprudenza eurounitaria rilevanti per la fattispecie scrutinata.
L'art. 1, comma 121, della L. n. 107 del 2015 introduce l'istituto della c.d.
“Carta Docente”, prevedendo che “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per
l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri
e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per
l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il
[...]
, a corsi di laurea, di laurea Controparte_3
magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero
a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile”. Le modalità di assegnazione e utilizzo della Carta Docente, in esecuzione della citata norma primaria, sono attualmente disciplinate dal D.P.R. del 28 novembre 2016, il quale all'art. 2 così dispone:
“
1. Il valore nominale di ciascuna Carta è pari all'importo di 500 euro annui.
2. La Carta è realizzata in forma di applicazione web, utilizzabile tramite accesso alla rete Internet attraverso una piattaforma informatica dedicata nel rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali.
3. L'applicazione richiede la registrazione dei beneficiari della Carta secondo le modalità previste dall'articolo 5, nonché delle strutture, degli esercenti e degli enti accreditati presso il Controparte_3
attraverso i quali è possibile utilizzare la Carta secondo quanto stabilito
[...]
dall'articolo 7.
4. L'applicazione prevede l'emissione, nell'area riservata di ciascun beneficiario registrato, di buoni elettronici di spesa con codice identificativo, associati ad un acquisto di uno dei beni o servizi, consentiti dall'articolo 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015, di cui all'articolo 6, comma 3 da effettuarsi presso le strutture, gli esercenti e gli enti di cui al successivo articolo
7”.
L'art. 6 indica, in coerenza con la norma primaria, le specifiche tipologie di acquisiti per i quali può essere utilizzata la Carta Docente.
L'art. 8 regola le operazioni di fatturazione da parte degli esercenti e la relativa liquidazione da parte dell'amministrazione scolastica per il tramite della CONSAP:
“
1. A seguito dell'accettazione del buono al momento dell'acquisto secondo le modalità di cui all'articolo 2, è riconosciuto un credito di pari importo alla struttura, all'esercente e all'ente registrato e inserito nell'elenco di cui all'articolo 7, che ha ricevuto il buono medesimo. Il credito è registrato nell'apposita area disponibile sull'applicazione web dedicata.
2. In seguito ad emissione di fattura elettronica, la struttura, l'esercente e
l'ente di cui all'articolo 7 ottiene l'accredito di un importo pari a quello del credito maturato. A tal fine, CONSAP, mediante acquisizione dei dati dall'apposita area disponibile sull'applicazione web dedicata, nonché dalla piattaforma di fatturazione elettronica della pubblica amministrazione, provvede al riscontro delle fatture e alla liquidazione delle stesse”.
L'art. 3, comma 2, stabilisce che “ La Carta non è più fruibile all'atto della cessazione dal servizio”.
La disciplina in questione è stata interessata dal recente intervento normativo di cui all'art. 15 del D.L. n. 69 del 2023, convertito con modificazioni dalla L. n. 103 del 2023, il quale ha esteso per l'anno 2023 il riconoscimento della Carta Docente ai docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile: “La Carta elettronica per
l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all'articolo 1, comma 121, primo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è riconosciuta, per l'anno 2023, anche ai docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile”.
L'istituto in esame si inserisce nel sistema dei principi che regolano la formazione e l'aggiornamento professionale dei docenti.
L'art. 282 del D.Lgs. n. 297 del 1994 stabilisce che “l'aggiornamento è un diritto-dovere fondamentale del personale ispettivo, direttivo e docente” e lo definisce come adeguamento delle conoscenze allo sviluppo delle scienze per singole discipline e nelle conoscenze interdisciplinari, approfondimento nella preparazione didattica, partecipazione alla ricerca e alla innovazione didattico-pedagogica. L'art. 1, comma 124, della L. n. 107 del 2015, specificando la portata del principio di cui al citato art. 282 del D.Lgs. n. 297 del 1994, stabilisce che
“nell'ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale”, proseguendo con la specificazione degli obblighi datoriali esistenti in materia ed imponendo la definizione delle attività formative in coerenza con il piano triennale dell'offerta formativa (P.T.O.F.).
L'art. 63 del CCNL di comparto prevede che “la formazione costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale del personale” e che “l'Amministrazione è tenuta a fornire strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio”. Il successivo art. 64 stabilisce che “la partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità”.
Le citate disposizioni legislative e contrattuali, nel proclamare e ribadire il diritto-dovere formativo continuo, non operano alcuna distinzione tra personale di ruolo e personale precario (cfr., sul punto, Cons. St., sez. VII, n.
1842/2022).
La Corte di Giustizia UE, con l'ordinanza emessa il 18 maggio 2022 nella causa C-450/21 su rinvio pregiudiziale, muovendo dalla premessa che il beneficio della Carta Docente rientra tra le “condizioni di impiego” e che la sola circostanza della durata del rapporto di lavoro non può costituire una ragione oggettiva che giustifichi la differenza di trattamento tra lavoratori che svolgono un lavoro identico o simile e sono dunque “comparabili”, ha affermato che “la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva
1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro
CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del , e non Controparte_1
al personale docente a tempo determinato di tale , il beneficio di un CP_1
vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per
l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero
a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione
e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
Alla luce delle illustrate coordinate normative e della citata giurisprudenza eurounitaria, la Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 29961 del
27.10.2023, resa su rinvio pregiudiziale ex art. 363-bis c.p.c., ha ricostruito l'istituto della c.d. Carta Docente, sul piano delle scelte di politica educativa, quale strumento di formazione e aggiornamento professionale del docente in servizio a sostegno della didattica annua, mediante l'accrescimento e lo sviluppo delle sue conoscenze e capacità professionali, in coerenza con il diritto-dovere di aggiornamento e formazione continua;
ne ha illustrato natura e struttura, quale obbligazione di pagamento sui generis, di natura pecuniaria e con vincolo di scopo, in forza della quale l'amministrazione scolastica è tenuta a rendere giuridicamente disponibile al docente avente diritto l'importo necessario a pagare l'acquisto da lui eseguito presso l'esercente di beni e servizi coerenti con le indicazioni della norma primaria e rientranti nelle specifiche tipologie ivi elencate, mediante un complesso meccanismo attuativo e di finanziamento realizzato in forma di applicazione web alla quale si accede attraverso una piattaforma informatica dedicata e che prevede l'emissione di buoni elettronici di spesa;
tale meccanismo si sostanzia, sotto il profilo giuridico, in un complesso di obblighi meramente strumentali in vista del risultato finale, consistente nell'accreditamento in favore del docente per il pagamento del suo acquisto presso l'esercente – con tratti per certi versi assimilabili all'adempimento del terzo ex art. 1180 c.c. – di un importo nominale nel limite di 500,00 euro annui;
l'intera operazione
è condizionata alla destinazione della somma a specifiche tipologie di acquisti e non ad altri e tale finalità è assolutamente qualificante, così da configurare una obbligazione di pagamento “a scopo vincolato”.
Sul piano strettamente lavoristico il giudice apicale, muovendo dalla stretta correlazione dello strumento formativo in questione con la didattica su base annua, espressione di discrezionalità normativa desunta da plurimi indici normativi (taratura dell'importo di 500,00 euro in una misura annua e per anno scolastico;
collegamento con gli strumenti di programmazione del c.d.
P.T.O.F. e con la programmazione didattico educativa del singolo docente;
conferma del riferimento annuale nello ius superveniens rappresentato dal
D.L. n. 69 del 2023 convertito con modificazioni dalla L. n. 103 del 2023), ha ritenuto che la norma legislativa che riserva la fruizione del beneficio della
Carta Docente ai soli docenti di ruolo, escludendo i docenti precari incaricati di supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche ex art. 4, commi 1 e 2, del D.Lgs. n. 124 del 1999, dunque comparabili sotto il profilo in esame ai docenti a tempo indeterminato in quanto impegnati a prestare un servizio di analoga taratura annuale, si pone in contrasto con il principio di non discriminazione dei lavoratori a tempo determinato rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato comparabili quanto alle “condizioni di impiego” di cui alla clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro allegato alla
Direttiva 1999/70/CE e va pertanto disapplicata. In merito all'azione di adempimento finalizzata all'ottenimento del beneficio in questione, il giudice della nomofilachia ha chiarito che, fintantoché la prestazione sia possibile e non sia venuto meno l'interesse cui essa è funzionale (art. 1256 c.c.), vale a dire fino a quando l'istituto della Carta
Docente continui ad essere operante nell'ordinamento – come all'attualità –
e fino a quando il docente precario permanga nel sistema scolastico – in quanto iscritto nelle graduatorie per le supplenze, ad esaurimento, provinciali o di istituto o beneficiario di incarichi di supplenze – va riconosciuta l'azione di adempimento in forma specifica, mediante attribuzione della Carta Docente per un importo pari al valore spettante secondo il sistema attuativo di funzionamento e finanziamento proprio di tale specifico bonus, soggetta al termine di prescrizione quinquennale (stante la natura di obbligazione pecuniaria con pagamento “di scopo” da assicurarsi con cadenza annuale, dunque riconducibile all'art. 2948, n. 4, c.c.), decorrente dal momento del conferimento dell'incarico o, se successivo, da quello in cui è possibile per il docente di ruolo procedere alla registrazione telematica per la fruizione del beneficio. Ove non sia più possibile l'azione di adempimento, perché il docente precario cui la Carta non è stata attribuita tempestivamente è fuoriuscito dal sistema scolastico, l'unica azione esperibile è quella risarcitoria, soggetta all'ordinario termine di prescrizione decennale, trattandosi di responsabilità contrattuale, decorrente dal momento in cui il danno, con la cessazione del servizio, ha acquisito attualità. Il pregiudizio da risarcire può consistere in esborsi (spese di formazione sostenute autonomamente), perdita di chance formative, menomazione non patrimoniale della professionalità; va allegato da chi agisce;
può essere provato anche mediante presunzioni e liquidato in via equitativa nella misura più adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (ad es. durata della permanenza nel sistema scolastico, o altro) entro il limite massimo pare al valore nominale della Carta che sarebbe spettato, salva la prova specifica di un concreto maggior pregiudizio. Sono stati dunque enunciati nella sentenza in esame i seguenti principi di diritto, alla cui stregua va esaminata e decisa la controversia per cui è causa:
“1) La Carta Docente di cui alla L. 107 del 2015, art. 1, comma 121, spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31.8, ai sensi della
L. n. 124 del 1999, art. 4, comma 1, o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30.6, ai sensi della L. n. 124 del
1999, art. 4, comma 2, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al . CP_1
2) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui alla L. n. 107 del 2015, art. 1, comma 121, non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi della L. n. 724 del 1994, art. 22, comma 36, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
3) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui alla L. n. 107 del 2015, art. 1, comma 121, non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale, siano fuoriusciti dal sistema delle docenze scolastiche, per cessazione dal servizio di ruolo o per cancellazione dalle graduatorie per le supplenze, spetta il risarcimento, per i danni che siano da essi allegati, rispetto ai quali, oltre alla prova presuntiva, può ammettersi la liquidazione equitativa, da parte del giudice del merito, nella misura più adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto
(tra cui ad es. la durata della permanenza nel sistema scolastico, cui
l'attribuzione è funzionale, o quant'altro rilevi), ed entro il massimo costituito dal valore della Carta, salvo allegazione e prova specifica di un maggior pregiudizio. 4) L'azione di adempimento in forma specifica per l'attribuzione della Carta
Docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948 n. 4 c.c., che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui alla L. n. 124 del 1999, art. 4, comma 1 e 2, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore, dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica;
la prescrizione delle azioni risarcitorie per mancata attribuzione della Carta Docente, stante la natura contrattuale della responsabilità, è decennale ed il termine decorre, per i docenti già transitati in ruolo e cessati dal servizio o non più iscritti nelle graduatorie per le supplenze, dalla data della loro fuoriuscita dal sistema scolastico”.
Nel caso di specie, i contratti di lavoro a tempo determinato prodotti dalle ricorrenti provano che la ha prestato servizio alle dipendenze del Pt_1
quale docente di scuola primaria negli aa.ss. Controparte_1
2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024 e la quale docente di scuola Pt_2 secondaria nell'a.s.2023/2024, quali incaricate di supplenze fino al termine delle attività didattiche ai sensi dell'art. 4, comma 2, L. n. 124 del 1999.
Le ricorrenti risultano attualmente inserite nel sistema scolastico, in quanto iscritte nelle GPS della provincia di Latina, la per le classi di Pt_1
concorso AAAA, ADAA, EEEE, ADEE, la per le classi di concorso Pt_2
AS12, AM12, AD54, per il biennio scolastico 2024/2026, come documentato dalle graduatorie prodotte con deposito telematico del 18.12.2025.
Le attrici hanno dedotto l'inadempimento contrattuale del datore di lavoro, che non consentito alle stesse di usufruire del bonus Carta elettronica del docente in relazione ai menzionati anni scolastici. Il , Controparte_1
restando contumace, non ha allegato e provato, come era suo onere, di avere adempiuto alla obbligazione né ha allegato e provato fatti impeditivi o estintivi del diritto di controparte. Le docenti hanno quindi diritto ad usufruire di tale bonus formativo alla stessa stregua dei docenti a tempo indeterminato.
Alla luce dei principi sopra illustrati, va accertato e dichiarato il diritto delle ricorrenti all'attribuzione della Carta elettronica per la formazione e l'aggiornamento del personale docente di importo annuo pari ad euro 500,00,
per gli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e Parte_1
2023/2024 per un importo complessivo di euro 1.500,00 e Parte_2
per l'anno scolastico 2023/2024 per l'importo di euro 500,00, con le medesime modalità previste dal D.P.C.M. del 28 novembre 2016 per i docenti di ruolo. Per l'effetto, il convenuto va condannato all'adempimento CP_1
specifico consistente nella erogazione del bonus Carta Docente alle ricorrenti per gli importi e in relazione ai periodi indicati, con le modalità di cui al citato
D.P.C.M.
Le spese processuali sono poste a carico del secondo Controparte_1 soccombenza e vanno liquidate nella misura indicata in dispositivo ai sensi dell'art. 4 del D.M. n. 55 del 2014, in applicazione dei parametri minimi per tutte le fasi secondo quanto previsto dalle tabelle allegate per le cause di lavoro di valore compreso tra euro 1.100,01 ed euro 5.200,00, con incremento del 30 per cento ai sensi del secondo comma dell'art. citato, in considerazione della pluralità di parti assistite.
P.Q.M.
definitivamente pronunciando, ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione disattese, così provvede:
− accerta e dichiara il diritto delle ricorrenti all'attribuzione della Carta elettronica per la formazione e l'aggiornamento del personale docente di importo annuo pari ad euro 500,00, per gli anni Parte_1
scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024 per un importo complessivo di euro 1.500,00 e per l'anno scolastico Parte_2
2023/2024 per l'importo di euro 500,00, con le medesime modalità previste dal D.P.C.M. del 28 novembre 2016 per i docenti di ruolo;
− per l'effetto, condanna il all'adempimento Controparte_1 specifico consistente nella erogazione del bonus Carta Docente alle ricorrenti per gli importi e in relazione agli anni scolastici indicati al capo che precede, con le modalità di cui al citato D.P.C.M.;
− condanna il a rifondere al difensore delle Controparte_1
ricorrenti, dichiaratosi antistatario, le spese di giudizio, che liquida in euro 1.708,20, oltre rimborso forfettario delle spese generali nella misura del 15 per cento, CPA, IVA, rimborso del contributo unificato versato.
Cassino, data del deposito telematico.
Il Giudice
LE UC
R E P U B B L I C A I T A L I A N A
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Tribunale Ordinario di Cassino
Sezione Civile - Area Lavoro
Il Tribunale in epigrafe in funzione di giudice del lavoro, nella persona del dott. LE UC, all'esito dell'udienza di discussione del 22 dicembre
2025 ha pronunciato e pubblicato mediante lettura in udienza ai sensi dell'art. 429 c.p.c., in assenza delle parti, la seguente
SENTENZA
nella causa in materia di lavoro iscritta al n.r.g. 518/2025 promossa da
e , rappresentate e difese dall'Avv.to Parte_1 Parte_2
AR RO AL come da procura in atti ed elettivamente domiciliate presso lo studio della stessa in Formia, Via Rubino n. 38
- ricorrenti
CONTRO
Controparte_1
- resistente contumace
Oggetto: Carta del docente
Conclusioni: come rassegnate nei rispettivi atti di costituzione
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso ex art. 414 c.p.c., depositato il 22.2.2025 e ritualmente notificato, e espongono di essere attualmente Parte_1 Parte_2
in servizio, quali docenti a tempo determinato alle dipendenze del
[...]
, la prima presso l'I.C. “Pisacane” di Ponza e la seconda presso Controparte_1
l' ermi” di Gaeta;
di avere prestato servizio come docenti alle CP_2
dipendenze dei convenuto in forza di contratti a tempo determinato CP_1
per supplenze fino al termine delle attività didattiche, la prima negli aa.ss.
2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, la seconda nell'a.s. 2023/2024; di avere svolto mansioni identiche a quelle dei colleghi di ruolo;
di non aver usufruito in tali anni scolastici della c.d. “Carta Docente” di cui all'art. 1, comma 121, della L. n. 107 del 2015 per il solo fatto di avere prestato servizio con rapporti di lavoro a tempo determinato.
Tanto premesso, le ricorrenti deducono che il mancato riconoscimento del beneficio della Carta Docente in ragione della natura a tempo determinato del contratto di lavoro subordinato con il viola il Controparte_1
principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato comparabili di cui alla clausola 4 dell'accordo quadro recepito dalla Direttiva 1999/70/CE, nonché gli artt. 63
e 64 CCNL Scuola in materia di obblighi di formazione del personale docente.
Alla luce di quanto esposto, dedotto ed argomentato, le ricorrenti chiedono al giudice adito l'accoglimento delle seguenti conclusioni:
− accertare e dichiarare il diritto delle ricorrenti ad ottenere il beneficio economico della “Carta Elettronica ex art. 1, comma 121, della Legge n. 107/2015”, pari ad € 500,00 annui per ciascun anno scolastico in cui le medesime hanno prestato servizio quali docenti a tempo determinato per i contratti di lavoro a termine meglio specificati in narrativa, qui da intendersi ritrascritti; e per l'effetto
− condannare l'amministrazione scolastica convenuta a riconoscere il riferito
Bonus Carta Docente in favore di per la somma totale di € Parte_1
1.500,00, vale a dire € 500,00 per ciascuno anno scolastico di servizio a tempo determinato, più specificatamente per gli aa.ss. 2021/22, 2022/23
e 2023/24; per la somma totale di € 500,00 per l'a.s. Parte_2
2023/24.
Il , ritualmente intimato, è rimasto contumace. Controparte_1
La causa, istruita documentalmente, all'esito dell'udienza di discussione del
22 dicembre 2025 è stata decisa come in dispositivo, letto in udienza con la contestuale motivazione ai sensi dell'art. 429 c.p.c. in assenza delle parti.
MOTIVI DELLA DECISIONE
La presente controversia verte sull'accertamento del diritto delle ricorrenti ad usufruire del beneficio della c.d. “Carta Docente” di cui all'art. 1, comma
121, della L. n. 107 del 2015, la per gli aa.ss. 2021/2022, Pt_1
2022/2023 e 2023/2024 per l'importo complessivo di euro 1.500,00 e la per l'a.s. 2023/2024 per l'importo di euro 500,00. A fondamento Pt_2 della domanda le attrici deducono di avere prestato servizio in tali anni scolastici quali destinatarie di supplenze fino al termine delle attività didattiche e sostengono che il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato comparabili di cui alla clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro allegato alla Direttiva
1999/70/CE osta ad una normativa nazionale che riserva tale beneficio al solo personale docente di ruolo, escludendo i docenti precari, ancorché chiamati a svolgere mansioni identiche a quelle del personale di ruolo e destinatari dei medesimi obblighi formativi.
Il ricorso è fondato e va integralmente accolto.
È utile premettere un sintetico richiamo del quadro normativo e della giurisprudenza eurounitaria rilevanti per la fattispecie scrutinata.
L'art. 1, comma 121, della L. n. 107 del 2015 introduce l'istituto della c.d.
“Carta Docente”, prevedendo che “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per
l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri
e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per
l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il
[...]
, a corsi di laurea, di laurea Controparte_3
magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero
a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile”. Le modalità di assegnazione e utilizzo della Carta Docente, in esecuzione della citata norma primaria, sono attualmente disciplinate dal D.P.R. del 28 novembre 2016, il quale all'art. 2 così dispone:
“
1. Il valore nominale di ciascuna Carta è pari all'importo di 500 euro annui.
2. La Carta è realizzata in forma di applicazione web, utilizzabile tramite accesso alla rete Internet attraverso una piattaforma informatica dedicata nel rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali.
3. L'applicazione richiede la registrazione dei beneficiari della Carta secondo le modalità previste dall'articolo 5, nonché delle strutture, degli esercenti e degli enti accreditati presso il Controparte_3
attraverso i quali è possibile utilizzare la Carta secondo quanto stabilito
[...]
dall'articolo 7.
4. L'applicazione prevede l'emissione, nell'area riservata di ciascun beneficiario registrato, di buoni elettronici di spesa con codice identificativo, associati ad un acquisto di uno dei beni o servizi, consentiti dall'articolo 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015, di cui all'articolo 6, comma 3 da effettuarsi presso le strutture, gli esercenti e gli enti di cui al successivo articolo
7”.
L'art. 6 indica, in coerenza con la norma primaria, le specifiche tipologie di acquisiti per i quali può essere utilizzata la Carta Docente.
L'art. 8 regola le operazioni di fatturazione da parte degli esercenti e la relativa liquidazione da parte dell'amministrazione scolastica per il tramite della CONSAP:
“
1. A seguito dell'accettazione del buono al momento dell'acquisto secondo le modalità di cui all'articolo 2, è riconosciuto un credito di pari importo alla struttura, all'esercente e all'ente registrato e inserito nell'elenco di cui all'articolo 7, che ha ricevuto il buono medesimo. Il credito è registrato nell'apposita area disponibile sull'applicazione web dedicata.
2. In seguito ad emissione di fattura elettronica, la struttura, l'esercente e
l'ente di cui all'articolo 7 ottiene l'accredito di un importo pari a quello del credito maturato. A tal fine, CONSAP, mediante acquisizione dei dati dall'apposita area disponibile sull'applicazione web dedicata, nonché dalla piattaforma di fatturazione elettronica della pubblica amministrazione, provvede al riscontro delle fatture e alla liquidazione delle stesse”.
L'art. 3, comma 2, stabilisce che “ La Carta non è più fruibile all'atto della cessazione dal servizio”.
La disciplina in questione è stata interessata dal recente intervento normativo di cui all'art. 15 del D.L. n. 69 del 2023, convertito con modificazioni dalla L. n. 103 del 2023, il quale ha esteso per l'anno 2023 il riconoscimento della Carta Docente ai docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile: “La Carta elettronica per
l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all'articolo 1, comma 121, primo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è riconosciuta, per l'anno 2023, anche ai docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile”.
L'istituto in esame si inserisce nel sistema dei principi che regolano la formazione e l'aggiornamento professionale dei docenti.
L'art. 282 del D.Lgs. n. 297 del 1994 stabilisce che “l'aggiornamento è un diritto-dovere fondamentale del personale ispettivo, direttivo e docente” e lo definisce come adeguamento delle conoscenze allo sviluppo delle scienze per singole discipline e nelle conoscenze interdisciplinari, approfondimento nella preparazione didattica, partecipazione alla ricerca e alla innovazione didattico-pedagogica. L'art. 1, comma 124, della L. n. 107 del 2015, specificando la portata del principio di cui al citato art. 282 del D.Lgs. n. 297 del 1994, stabilisce che
“nell'ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale”, proseguendo con la specificazione degli obblighi datoriali esistenti in materia ed imponendo la definizione delle attività formative in coerenza con il piano triennale dell'offerta formativa (P.T.O.F.).
L'art. 63 del CCNL di comparto prevede che “la formazione costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale del personale” e che “l'Amministrazione è tenuta a fornire strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio”. Il successivo art. 64 stabilisce che “la partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità”.
Le citate disposizioni legislative e contrattuali, nel proclamare e ribadire il diritto-dovere formativo continuo, non operano alcuna distinzione tra personale di ruolo e personale precario (cfr., sul punto, Cons. St., sez. VII, n.
1842/2022).
La Corte di Giustizia UE, con l'ordinanza emessa il 18 maggio 2022 nella causa C-450/21 su rinvio pregiudiziale, muovendo dalla premessa che il beneficio della Carta Docente rientra tra le “condizioni di impiego” e che la sola circostanza della durata del rapporto di lavoro non può costituire una ragione oggettiva che giustifichi la differenza di trattamento tra lavoratori che svolgono un lavoro identico o simile e sono dunque “comparabili”, ha affermato che “la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva
1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro
CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del , e non Controparte_1
al personale docente a tempo determinato di tale , il beneficio di un CP_1
vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per
l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero
a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione
e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
Alla luce delle illustrate coordinate normative e della citata giurisprudenza eurounitaria, la Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 29961 del
27.10.2023, resa su rinvio pregiudiziale ex art. 363-bis c.p.c., ha ricostruito l'istituto della c.d. Carta Docente, sul piano delle scelte di politica educativa, quale strumento di formazione e aggiornamento professionale del docente in servizio a sostegno della didattica annua, mediante l'accrescimento e lo sviluppo delle sue conoscenze e capacità professionali, in coerenza con il diritto-dovere di aggiornamento e formazione continua;
ne ha illustrato natura e struttura, quale obbligazione di pagamento sui generis, di natura pecuniaria e con vincolo di scopo, in forza della quale l'amministrazione scolastica è tenuta a rendere giuridicamente disponibile al docente avente diritto l'importo necessario a pagare l'acquisto da lui eseguito presso l'esercente di beni e servizi coerenti con le indicazioni della norma primaria e rientranti nelle specifiche tipologie ivi elencate, mediante un complesso meccanismo attuativo e di finanziamento realizzato in forma di applicazione web alla quale si accede attraverso una piattaforma informatica dedicata e che prevede l'emissione di buoni elettronici di spesa;
tale meccanismo si sostanzia, sotto il profilo giuridico, in un complesso di obblighi meramente strumentali in vista del risultato finale, consistente nell'accreditamento in favore del docente per il pagamento del suo acquisto presso l'esercente – con tratti per certi versi assimilabili all'adempimento del terzo ex art. 1180 c.c. – di un importo nominale nel limite di 500,00 euro annui;
l'intera operazione
è condizionata alla destinazione della somma a specifiche tipologie di acquisti e non ad altri e tale finalità è assolutamente qualificante, così da configurare una obbligazione di pagamento “a scopo vincolato”.
Sul piano strettamente lavoristico il giudice apicale, muovendo dalla stretta correlazione dello strumento formativo in questione con la didattica su base annua, espressione di discrezionalità normativa desunta da plurimi indici normativi (taratura dell'importo di 500,00 euro in una misura annua e per anno scolastico;
collegamento con gli strumenti di programmazione del c.d.
P.T.O.F. e con la programmazione didattico educativa del singolo docente;
conferma del riferimento annuale nello ius superveniens rappresentato dal
D.L. n. 69 del 2023 convertito con modificazioni dalla L. n. 103 del 2023), ha ritenuto che la norma legislativa che riserva la fruizione del beneficio della
Carta Docente ai soli docenti di ruolo, escludendo i docenti precari incaricati di supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche ex art. 4, commi 1 e 2, del D.Lgs. n. 124 del 1999, dunque comparabili sotto il profilo in esame ai docenti a tempo indeterminato in quanto impegnati a prestare un servizio di analoga taratura annuale, si pone in contrasto con il principio di non discriminazione dei lavoratori a tempo determinato rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato comparabili quanto alle “condizioni di impiego” di cui alla clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro allegato alla
Direttiva 1999/70/CE e va pertanto disapplicata. In merito all'azione di adempimento finalizzata all'ottenimento del beneficio in questione, il giudice della nomofilachia ha chiarito che, fintantoché la prestazione sia possibile e non sia venuto meno l'interesse cui essa è funzionale (art. 1256 c.c.), vale a dire fino a quando l'istituto della Carta
Docente continui ad essere operante nell'ordinamento – come all'attualità –
e fino a quando il docente precario permanga nel sistema scolastico – in quanto iscritto nelle graduatorie per le supplenze, ad esaurimento, provinciali o di istituto o beneficiario di incarichi di supplenze – va riconosciuta l'azione di adempimento in forma specifica, mediante attribuzione della Carta Docente per un importo pari al valore spettante secondo il sistema attuativo di funzionamento e finanziamento proprio di tale specifico bonus, soggetta al termine di prescrizione quinquennale (stante la natura di obbligazione pecuniaria con pagamento “di scopo” da assicurarsi con cadenza annuale, dunque riconducibile all'art. 2948, n. 4, c.c.), decorrente dal momento del conferimento dell'incarico o, se successivo, da quello in cui è possibile per il docente di ruolo procedere alla registrazione telematica per la fruizione del beneficio. Ove non sia più possibile l'azione di adempimento, perché il docente precario cui la Carta non è stata attribuita tempestivamente è fuoriuscito dal sistema scolastico, l'unica azione esperibile è quella risarcitoria, soggetta all'ordinario termine di prescrizione decennale, trattandosi di responsabilità contrattuale, decorrente dal momento in cui il danno, con la cessazione del servizio, ha acquisito attualità. Il pregiudizio da risarcire può consistere in esborsi (spese di formazione sostenute autonomamente), perdita di chance formative, menomazione non patrimoniale della professionalità; va allegato da chi agisce;
può essere provato anche mediante presunzioni e liquidato in via equitativa nella misura più adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (ad es. durata della permanenza nel sistema scolastico, o altro) entro il limite massimo pare al valore nominale della Carta che sarebbe spettato, salva la prova specifica di un concreto maggior pregiudizio. Sono stati dunque enunciati nella sentenza in esame i seguenti principi di diritto, alla cui stregua va esaminata e decisa la controversia per cui è causa:
“1) La Carta Docente di cui alla L. 107 del 2015, art. 1, comma 121, spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31.8, ai sensi della
L. n. 124 del 1999, art. 4, comma 1, o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30.6, ai sensi della L. n. 124 del
1999, art. 4, comma 2, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al . CP_1
2) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui alla L. n. 107 del 2015, art. 1, comma 121, non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi della L. n. 724 del 1994, art. 22, comma 36, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
3) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui alla L. n. 107 del 2015, art. 1, comma 121, non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale, siano fuoriusciti dal sistema delle docenze scolastiche, per cessazione dal servizio di ruolo o per cancellazione dalle graduatorie per le supplenze, spetta il risarcimento, per i danni che siano da essi allegati, rispetto ai quali, oltre alla prova presuntiva, può ammettersi la liquidazione equitativa, da parte del giudice del merito, nella misura più adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto
(tra cui ad es. la durata della permanenza nel sistema scolastico, cui
l'attribuzione è funzionale, o quant'altro rilevi), ed entro il massimo costituito dal valore della Carta, salvo allegazione e prova specifica di un maggior pregiudizio. 4) L'azione di adempimento in forma specifica per l'attribuzione della Carta
Docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948 n. 4 c.c., che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui alla L. n. 124 del 1999, art. 4, comma 1 e 2, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore, dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica;
la prescrizione delle azioni risarcitorie per mancata attribuzione della Carta Docente, stante la natura contrattuale della responsabilità, è decennale ed il termine decorre, per i docenti già transitati in ruolo e cessati dal servizio o non più iscritti nelle graduatorie per le supplenze, dalla data della loro fuoriuscita dal sistema scolastico”.
Nel caso di specie, i contratti di lavoro a tempo determinato prodotti dalle ricorrenti provano che la ha prestato servizio alle dipendenze del Pt_1
quale docente di scuola primaria negli aa.ss. Controparte_1
2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024 e la quale docente di scuola Pt_2 secondaria nell'a.s.2023/2024, quali incaricate di supplenze fino al termine delle attività didattiche ai sensi dell'art. 4, comma 2, L. n. 124 del 1999.
Le ricorrenti risultano attualmente inserite nel sistema scolastico, in quanto iscritte nelle GPS della provincia di Latina, la per le classi di Pt_1
concorso AAAA, ADAA, EEEE, ADEE, la per le classi di concorso Pt_2
AS12, AM12, AD54, per il biennio scolastico 2024/2026, come documentato dalle graduatorie prodotte con deposito telematico del 18.12.2025.
Le attrici hanno dedotto l'inadempimento contrattuale del datore di lavoro, che non consentito alle stesse di usufruire del bonus Carta elettronica del docente in relazione ai menzionati anni scolastici. Il , Controparte_1
restando contumace, non ha allegato e provato, come era suo onere, di avere adempiuto alla obbligazione né ha allegato e provato fatti impeditivi o estintivi del diritto di controparte. Le docenti hanno quindi diritto ad usufruire di tale bonus formativo alla stessa stregua dei docenti a tempo indeterminato.
Alla luce dei principi sopra illustrati, va accertato e dichiarato il diritto delle ricorrenti all'attribuzione della Carta elettronica per la formazione e l'aggiornamento del personale docente di importo annuo pari ad euro 500,00,
per gli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e Parte_1
2023/2024 per un importo complessivo di euro 1.500,00 e Parte_2
per l'anno scolastico 2023/2024 per l'importo di euro 500,00, con le medesime modalità previste dal D.P.C.M. del 28 novembre 2016 per i docenti di ruolo. Per l'effetto, il convenuto va condannato all'adempimento CP_1
specifico consistente nella erogazione del bonus Carta Docente alle ricorrenti per gli importi e in relazione ai periodi indicati, con le modalità di cui al citato
D.P.C.M.
Le spese processuali sono poste a carico del secondo Controparte_1 soccombenza e vanno liquidate nella misura indicata in dispositivo ai sensi dell'art. 4 del D.M. n. 55 del 2014, in applicazione dei parametri minimi per tutte le fasi secondo quanto previsto dalle tabelle allegate per le cause di lavoro di valore compreso tra euro 1.100,01 ed euro 5.200,00, con incremento del 30 per cento ai sensi del secondo comma dell'art. citato, in considerazione della pluralità di parti assistite.
P.Q.M.
definitivamente pronunciando, ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione disattese, così provvede:
− accerta e dichiara il diritto delle ricorrenti all'attribuzione della Carta elettronica per la formazione e l'aggiornamento del personale docente di importo annuo pari ad euro 500,00, per gli anni Parte_1
scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024 per un importo complessivo di euro 1.500,00 e per l'anno scolastico Parte_2
2023/2024 per l'importo di euro 500,00, con le medesime modalità previste dal D.P.C.M. del 28 novembre 2016 per i docenti di ruolo;
− per l'effetto, condanna il all'adempimento Controparte_1 specifico consistente nella erogazione del bonus Carta Docente alle ricorrenti per gli importi e in relazione agli anni scolastici indicati al capo che precede, con le modalità di cui al citato D.P.C.M.;
− condanna il a rifondere al difensore delle Controparte_1
ricorrenti, dichiaratosi antistatario, le spese di giudizio, che liquida in euro 1.708,20, oltre rimborso forfettario delle spese generali nella misura del 15 per cento, CPA, IVA, rimborso del contributo unificato versato.
Cassino, data del deposito telematico.
Il Giudice
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