Sentenza 30 aprile 2026
Commentari • 0
Sul provvedimento
| Citazione : | TAR Milano, sez. V, sentenza 30/04/2026, n. 2057 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Tribunale amministrativo regionale - Milano |
| Numero : | 2057 |
| Data del deposito : | 30 aprile 2026 |
| Fonte ufficiale : |
Testo completo
N. 02057/2026 REG.PROV.COLL.
N. 04099/2025 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia
(Sezione Quinta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 4099 del 2025, proposto da
IA PO e IC AR, rappresentate e difese dall'avvocato Maria Elena Sinigaglia, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio della stessa in Mestrino, via G. Galilei, n. 40 int. 24;
contro
Ministero dell'Istruzione e del Merito, in persona del Ministro pro tempore , rappresentato e difeso dall'Avvocatura dello Stato, domiciliata in Milano, via Freguglia, 1;
per l'ottemperanza
della sentenza n. 184 del 2025, pubblicata in data 2 aprile 2025, emessa dal Tribunale di Pavia, passata in giudicato il 3 maggio 2025, prescrivendo le relative modalità di esecuzione, anche mediante la determinazione del contenuto del provvedimento amministrativo o l'emanazione dello stesso in luogo dell'amministrazione disponendo l'accredito del bonus carta docente come di seguito specificato:
- n. 4 bonus da € 500,00 cadauno a NAPOLETANO SILVIA, per un totale di € 2.000,00,
- n. 5 bonus da € 500,00 cadauno a PIPARO VERONICA, per un totale di € 2.500,00,
oltre ad interessi secondo le modalità previste dal titolo esecutivo, previo compimento di tutti gli atti necessari ad assicurare il pagamento in favore delle ricorrenti.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero dell'Istruzione e del Merito;
Visto l'art. 114 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 28 aprile 2026 il dott. ST IE e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FA e IR
Con la sentenza indicata in epigrafe, notificata con richiesta di adempimento al Ministero il 7 maggio 2025, il giudice ordinario ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a riconoscere in favore dei ricorrenti medesimi della carta docente per le seguenti annualità: “2) IA PO ad ottenere la carta docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024 e condanna l’Amministrazione convenuta a mettere a disposizione di parte ricorrente detta carta docente (o altro equipollente) per i già menzionati anni; 3) IC AR ad ottenere la carta docente per gli anni 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024 e condanna l’Amministrazione convenuta a mettere a disposizione di parte ricorrente detta carta docente (o altro equipollente) per i già menzionati anni”;
Sulla citata sentenza si è formato il giudicato, come da attestazione della cancelleria del Tribunale, depositata in atti di causa.
Con il ricorso in epigrafe la parte ricorrente ha dedotto l’inadempimento dell’Amministrazione al predetto giudicato, chiedendo l’ottemperanza alla sentenza.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito si è costituito in giudizio con atto di mera forma.
La parte ricorrente, in prossimità della camera di consiglio, ha depositato in giudizio una memoria con la quale chiede una pronuncia di cessata materia del contendere in quanto, dopo il deposito del ricorso, il Ministero ha accreditato le somme indicate nella sentenza da ottemperare, insistendo tuttavia per la condanna alle spese per il principio della soccombenza virtuale.
Alla camera di consiglio del 28 aprile 2026, la causa è stata trattenuta in decisione.
Il ricorso è procedibile, in quanto è decorso, dopo la notifica della sentenza, il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del decreto legge 31 dicembre 1996 n. 669, convertito in legge 28 febbraio 1997, n. 30.
Nel merito deve darsi atto della cessazione della materia del contendere, in ragione dell’avvenuto accredito delle somme dovute sulla carta docente, secondo quanto allegato dalla parte ricorrente.
Le spese di giudizio, per il principio della soccombenza virtuale, devono essere poste a carico dell’amministrazione resistente nella misura liquidata nel dispositivo, tenendo conto del limitato impegno richiesto al difensore su una causa che verte su un’unica questione avente ad oggetto l’esecuzione di una sentenza del giudice ordinario in materia di carta del docente, che ha carattere seriale e che non comporta nei singoli procedimenti l'esame di specifiche e distinte questioni di fatto e di diritto (cfr. Consiglio di Stato, Sez. VII, 15 gennaio 2026, n. 331, con riguardo alla pronuncia di cessazione della materia del contendere, nonché Consiglio di Stato, Sez. VII, 24 aprile 2026, n. 3221, e la giurisprudenza ivi richiamata, con riguardo all’entità delle somme da liquidare), con la specificazione che le predette spese devono essere distratte in favore del difensore della parte ricorrente dichiaratosi antistatario.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, dichiara cessata la materia del contendere.
Condanna il Ministero resistente al pagamento delle spese di lite, da distrarsi in favore del difensore del ricorrente dichiaratosi antistatario, liquidandole nella somma di euro 800,00 per compensi e spese, oltre ad iva e cpa, ed onere del contributo unificato come per legge, se dovuto nel presente giudizio.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 28 aprile 2026 con l'intervento dei magistrati:
ST IE, Presidente, Estensore
Silvana Bini, Consigliere
Concetta Plantamura, Consigliere
| IL PRESIDENTE, ESTENSORE |
| ST IE |
IL SEGRETARIO