Ordinanza cautelare 29 aprile 2025
Sentenza 22 luglio 2025
Improcedibile
Sentenza 6 febbraio 2026
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Sul provvedimento
| Citazione : | Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 06/02/2026, n. 988 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Consiglio di Stato |
| Numero : | 988 |
| Data del deposito : | 6 febbraio 2026 |
| Fonte ufficiale : |
Testo completo
N. 00988/2026REG.PROV.COLL.
N. 07729/2025 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 7729 del 2025, proposto da
Aurea Servizi S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore , in relazione alla procedura CIG B40D37746B, rappresentata e difesa dagli avvocati Marco Orlando, Antonietta Favale e Matteo Valente, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
contro
Comune di Taranto, in persona del legale rappresentante pro tempore , rappresentato e difeso dall'avvocato Giuseppe Misserini, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
nei confronti
Parente Service S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore , rappresentata e difesa dagli avvocati Andrea Orefice e Angelo Caputo, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
per la riforma
della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sezione staccata di Lecce (Sezione Seconda), n. 1231 del 2025, resa tra le parti.
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Taranto e di Parente Service S.r.l.;
Visti tutti gli atti della causa;
Visti gli artt. 74 e 120 cod. proc. amm.;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 febbraio 2026 il Cons. EN RI;
Preso atto del deposito della richiesta di passaggio in decisione senza la preventiva discussione, ai sensi del Protocollo d’intesa del 10 gennaio 2023, da parte degli avvocati Orlando, Favale, Valente, Misserini, Orefice e Caputo;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
Giunge in decisione l’appello per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sezione staccata di Lecce (Sezione Seconda), n. 1231 del 2025, che ha respinto il ricorso dell’odierna appellante proposto per l’annullamento della determinazione n. 1892 del 18 marzo 2025 con cui il Comune di Taranto ha definitivamente aggiudicato la gara per l’affidamento del “ Servizio di pulizia e sanificazione delle aree esterne dei plessi scolastici del quartiere Tamburi maggiormente esposti all’azione degli inquinanti ed in particolare al deposito delle polveri che provengono dallo stabilimento ILVA per la durata di due anni ” (CIG: B40D37746B) in favore della Parente Service S.r.l. e del verbale di gara n. 5 con cui la S.A. ha disposto l’esclusione di Aurea Servizi S.r.l., oltre che di tutti gli altri atti di gara.
L’appellante ha depositato in data 8 gennaio 2026 memoria con cui ha comunicato che il Comune di Taranto ha proceduto all’ “ Avvio del procedimento di revoca ai sensi dell’art. 7 della L. 241/1990 del provvedimento di affidamento del servizio di pulizia delle polveri del quartiere Tamburi – Prescrizioni AIA, comma 22 art. 1 del Decreto DVA-DEC2012- 0000547 ”. La Direzione Generale Valutazioni Ambientali del MASE ha, invero, rinnovato l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’esercizio dello stabilimento siderurgico di interesse strategico nazionale Acciaierie d’Italia S.p.a., senza però riconfermare che spetta al gestore dello Stabilimento il ristoro della spesa sostenuta dal Comune per la pulizia delle strade prospicenti lo Stabilimento e di tutte le aree pubbliche del quartiere Tamburi; pertanto, la sopravvenuta assenza di copertura economica ha determinato un sostanziale ripensamento dell’interesse pubblico perseguito con l’affidamento in oggetto, tale da determinare la revoca della procedura.
In ragione dell’intervenuta revoca della procedura di affidamento per cui è causa, l’appellante ha dichiarato che è sopravvenuta la carenza di interesse rispetto alla definizione del presente giudizio. Ne consegue che non resta al Collegio che prenderne atto, con compensazione delle spese di lite, sussistendone giusti motivi in considerazione delle peculiarità della fattispecie.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 5 febbraio 2026 con l'intervento dei magistrati:
PA AN NI TT, Presidente
Stefano Fantini, Consigliere
EN RI, Consigliere, Estensore
Giorgio Manca, Consigliere
Massimo Santini, Consigliere
| L'ESTENSORE | IL PRESIDENTE |
| EN RI | PA AN NI TT |
IL SEGRETARIO