Sentenza 24 giugno 1999
Massime • 1
In tema di misure cautelari personali, nel caso in cui il GIP abbia rigettato la richiesta di emissione di provvedimento coercitivo per carenza di esigenze cautelari e pur ritenendo sussistenti, nel caso sottoposto al suo esame, gravi indizi di colpevolezza, il tribunale, investito dell'appello proposto dal PM, deve -al fine di disporre la richiesta misura in accoglimento del gravame- prendere in considerazione tutti gli elementi di cui all'art 292 cod.proc.pen.e pertanto deve motivare adeguatamente, non solo in relazione alla sussistenza delle esigenze cautelari (oggetto della impugnazione del PM), ma anche in ordine alla già ritenuta configurabilità dei gravi indizi, della quale l'indagato non aveva alcun interesse a dolersi, essendo stata comunque disattesa, nei suoi confronti, la richiesta di applicazione della misura cautelare. (Fattispecie relativa a rigetto di ricorso del PM, che aveva denunciato violazione del principio devolutivo dell'appello, in quanto il tribunale, investito del gravame con riferimento alla ritenuta carenza di esigenze cautelari, aveva esteso la sua cognizione anche alla valutazione della sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza).
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. V, sentenza 24/06/1999, n. 3089 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 3089 |
| Data del deposito : | 24 giugno 1999 |
Testo completo
La
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
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