Sentenza 14 aprile 2008
Massime • 1
Ai fini della configurabilità del delitto di concussione, anche se in forma tentata, il "metus publicae potestatis" non è ravvisabile nella generica posizione di supremazia del pubblico ufficiale, ma in una ragionevole valenza intimidatoria della condotta dal medesimo posta in essere, sì da concretare nel destinatario una sufficiente e non generica possibilità di pressione sulla formazione della sua volontà. (Fattispecie in cui la S.C. ha escluso la idoneità degli atti, ritenendo priva di riscontro oggettivo l'espressione minacciosa "te ne accorgerai", utilizzata da un assessore comunale in relazione al sollecito di controlli di regolarità nei confronti dell'attività del titolare di un autosalone, non contestualmente, ma in un momento solo successivo alla richiesta di acquisto sotto costo di un'autovettura avanzata da sua figlia).
Commentario • 1
- 1. Giudizio abbreviato, condizione sospensiva, revoca, prova, inutilizzabilitàAccesso limitatoRedazione Altalex · https://www.altalex.com/ · 16 novembre 2012
Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 14/04/2008, n. 21508 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 21508 |
| Data del deposito : | 14 aprile 2008 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Camera di consiglio
Dott. AMBROSINI Giangiulio - Presidente - del 14/04/2008
Dott. AGRÒ Antonio Stefano - Consigliere - SENTENZA
Dott. SERPICO Francesco - Consigliere - N. 999
Dott. CONTI VA - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. CARCANO Domenico - Consigliere - N. 025666/2007
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PUBBLICO MINISTERO PRESSO TRIBUNALE di ROMA;
nei confronti di:
1) AL AG, N. IL 05/12/1945;
2) DA IO;
3) COMUNE DI ROMA;
4) ERGO ASSICURAZIONI SPA;
avverso SENTENZA del 26/04/2007 GIUDICE UDIENZA PRELIMINARE di ROMA;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. SERPICO FRANCESCO;
sentite le conclusioni del P.G. Dr. DELEHAYE E., intese all'annullamento con rinvio.
udito il difensore avv. NICOSIA G. per il LE IN intese all'inammissibilità o, in subordine, al rigetto del ricorso, previa verifica della sua tempestività.
OSSERVA
Avverso la sentenza del GUP presso il Tribunale di Roma in data 26-4- 07 con la quale, nei confronti, tra gli altri, di AL AG era stato dichiarato non luogo a procedere in ordine al delitto di tentata concussione perché il fatto non sussisteva proposto ricorso per cassazione il PROCURATORE della REPUBBLICA presso il Tribunale di Roma, deducendo a motivi di gravame:
1) violazione dell'art. 606 c.p.p., comma 1, lett. e) per motivazione apparente ed intrinsecamente contraddittoria in merito alla ritenuta insussistenza del reato, avuto riguardo alla complessiva condotta dell'imputato;
2) Violazione dell'art. 317 c.p., per erronea ed immotivata esclusione della sufficiente portata di minaccia e violenza nella condotta dell'imputato, atta ad integrare il delitto contestato. Preliminarmente va ribadita la tempestività del ricorso, posto che la sentenza in esame risulta essere stata comunicata al PM in data 30- 5-07 ed il gravame risulta depositato il 31-5-07.
Ciò premesso, ritiene la Corte che il ricorso vada rigettato. Ed invero, prescindendo da una non secondaria carenza di specificità della doglianza sub I), questa risulta, in ogni caso, smentita da una sufficiente, ancorché essenziale, risposta motivazionale offerta dal GUP in merito alla ritenuta insussistenza del reato, dopo un'altrettanto motivata verifica, anche in fatto, dell'intera condotta del AL, quale assessore al Comune di Roma, nei confronti dell'AD VA, titolare di un autosalone nella città capitolina, circa i sollecitati controlli sulla regolarità della ditta Roma Sport Car, poi asseritamente "strumentalizzati" per tentare di costringere l'AD a vendere sotto costo un'autovettura alla figlia dell'imputato.
Del pari infondato il gravame relativamente alla doglianza sub 2), posto che la sussistenza del contestato reato di concussione ancorché nella ipotesi tentata, richiede, in ogni caso, una ragionevole valenza intimidaria nella condotta del p.u. tanto da concretare nel destinatario di questa una sufficiente e non generica possibilità di "pressione" sulla volontà di costui, in relazione all'incidenza su di questa di un apprezzabile metus publicae potestatis (cfr. in termini e da ultima Cass. pen. Sez. 6, 16-02- 2004, n. 6073, Filippi ed altro). Orbene, nella specie, la contestata espressione minacciosa "te ne accorgerai", peraltro riferita dal solo AD, senza un apprezzabile riscontro oggettivo, usata dall'imputato non nella contestualità della richiesta della di lui figlia di acquisto sotto costo di un'autovettura, ma in un momento successivo, come peraltro richiamato anche nell'imputazione, non sembra che possa utilmente rappresentare, nella sua tipicizzante concretezza e specificità l'elemento costitutivo del reato di concussione nella ipotesi di idoneità dell'atto univocamente finalizzato alla produzione dell'evento, tanto più che non è possibile escludere che i controlli sollecitati dall'imputato, nella sua qualità di assessore al comune capitolino, ancorché non competente di tale specifico settore, non fossero finalizzati al rispetto delle regole della buona amministrazione (nella specie, rispetto dell'area di passo carrabile antistante i locali della ditta). Di qui, nel complesso, l'infondatezza delle doglianze dell'ufficio del PM con il conseguente rigetto del ricorso.
P.Q.M.
RIGETTA il ricorso.
Così deciso in Roma, il 14 aprile 2008.
Depositato in Cancelleria il 28 maggio 2008