Sentenza 4 aprile 2000
Massime • 1
Il reato previsto dall'art.445 cod.pen. si riferisce, quanto al concetto di "specie", alla vendita di "aliud pro alio" attuata nell'ambito della somministrazione di medicinali, non già al caso della vendita di un medicinale in luogo di una sostanza diversa e più pericolosa che sia stata richiesta. (Fattispecie nella quale erano state somministrate compresse medicinali normalmente usate per la cura del raffreddore in luogo di compresse di "Ecstasy"che asseritamente erano offerte in vendita. Nell'enunciare il principio di cui in massima, la S.C. ha escluso che tale condotta potesse integrare il reato di cui all'art.445 cod.pen.).
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. I, sentenza 04/04/2000, n. 6150 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 6150 |
| Data del deposito : | 4 aprile 2000 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Udienza pubblica
Dott. RI Sassi Presidente del 4/4/2000
1. Dott. Gianvittore Fabbri Consigliere SENTENZA
2. " Piero CA " N. 468
3. " Anna Mabellini " REGISTRO GENERALE
4. " Emilio GI " N. 46103/99
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
sul ricorso proposto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Venezia
avverso la sentenza 27/5/99 del Pretore di Venezia emessa nei confronti di DA TA RO, RI William, n. il 25/7/76 e NT AR, n. il 24/5/77
Visti gli atti, la sentenza denunziata ed il ricorso, Udita in pubblica udienza la relazione fatta dal Consigliere Dr.ssa Mabellini
Udito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore Generale Dr. V. Martuscello che ha concluso per il rigetto del ricorso.
Oggetto del ricorso e motivi della decisione
I - Con sentenza 27.5.1999 il Pretore di Venezia assolveva con la formula "perché il fatto non costituisce reato" LA TA RO e NT AR, sorpresi mentre presso una discoteca offrivano pastiglie da loro qualificate come "Ecstasy", dalla imputazione relativa al reato di cui agli art. 56 e 445 c.p., loro contestato "perché, esercitando abusivamente il commercio di sostanze medicinali, compivano atti idonei diretti in modo non equivoco alla somministrazione di pastiglie "Actifes compresse". Riteneva la qualità di reato di pericolo presunto della specie punita dall'art.445 c.p., osservava che esso si consuma nel momento dell'atto irregolare di somministrazione, in cui si verifica il pericolo per la pubblica salute, e nega la configurabilità del tentativo il quale, essendo di per sè un reato di pericolo, non può realizzarsi in relazione ad altro reato di pericolo, perché altrimenti verrebbe violato il principio della offensività.
II - Ha proposto ricorso immediato per cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Venezia, che deduce violazione degli artt. 56, 445 c.p. e 521 c.p.p. Sostiene la configurabilità del tentativo anche nei reati di pericolo e che, anche nell'ipotesi contraria, il Pretore, rilevando gli incassi già accertati provenienti da vendite precedenti, avrebbe dovuto ritenere il reato consumato, stante la possibilità di difesa sul punto verificatasi in dibattimento.
III - A monte del problema sollevato nel ricorso, relativo alla configurabilità del tentativo nel reato previsto dall'art. 445 c.p., si pone quello della configurabilità del reato predetto nel caso di somministrazione di pastiglie qualificate all'acquirente come "Ecstasy", sostanza stupefacente, che in realtà siano compresse medicinali (nella specie, normalmente usate per la cura del raffreddore). L'art. 445 c.p.p. punisce la somministrazione di medicinali "in specie, qualità o quantità non corrispondente alle ordinazioni mediche o diversa da quella dichiarata o pattuita". L'ipotesi criminosa si riferisce, quanto al concetto di "specie" qui rilevante, alla vendita di "aliud pro alio" attuata nell'ambito della somministrazione di medicinali, senza che la divergenza tra richiesta e fornitura esuli dalla categoria considerata, non già al caso della vendita di un medicinale in luogo di una sostanza diversa e più pericolosa richiesta.
La non configurabilità del reato consumato nella ipotesi considerata esclude possa configurarsi il tentativo del reato previsto dall'art.445 c.p. nella specie oggetto della contestazione in esame.
La correttezza del dispositivo della sentenza impugnata, pur se per motivi diversi da quelli ritenuti dal Pretore di Venezia, comporta il rigetto del ricorso.
P.Q.M.
rigetta il ricorso.
Così deciso in Roma, il 4 aprile 2000.
Depositato in Cancelleria il 26 maggio 2000