Cass. pen., sez. VI, sentenza 30/04/2005, n. 33007
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Sentenza 30 aprile 2005

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Il divieto della "reformatio in peius", in caso di reato continuato, investe ogni componente che concorre alla determinazione della pena complessiva, per cui detto divieto deve ritenersi violato, quando appellante sia il solo imputato, non solo se la pena base sia indicata in misura superiore a quella precedentemente stabilita ma anche se sia indicato in misura superiore alla precedente l'aumento di pena per taluno dei reati ritenuti in continuazione. (Vedi S.U., 27/09/2005, ric. William Morales).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 30/04/2005, n. 33007
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 33007
    Data del deposito : 30 aprile 2005

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