Cass. pen., sez. VI, sentenza 16/03/1998, n. 5572
CASS
Sentenza 16 marzo 1998

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Per la sussistenza dell'esimente prevista dall'art. 4 d.l.lgt. 14 settembre 1944, n. 288, non basta che il pubblico ufficiale ecceda dai limiti delle sue attribuzioni ma è necessario altresì che la sua condotta illegittima si manifesti in "atti arbitrari", connotati da assoluta estraneità rispetto al fine pubblico perseguito dalla legge e quindi tali da costituire sopruso, prepotenza, prevaricazione o capriccio nei confronti del privato destinatario (Nella specie, la Corte di cassazione ha escluso la ricorrenza degli estremi della scriminante di fronte al comportamento del pubblico ufficiale che aveva esteso una perquisizione dall'alloggio nel quale il destinatario dell'atto aveva la residenza anagrafica, all'appartamento della moglie separata, ubicato in un diverso fabbricato, in quanto la separazione risultava fittizia e la perquisizione doveva essere eseguita nell'effettiva abitazione, seppure non individuata nel decreto relativo).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 16/03/1998, n. 5572
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 5572
    Data del deposito : 16 marzo 1998

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