Cass. pen., sez. V, sentenza 29/11/2018, n. 575
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Sentenza 29 novembre 2018

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Nell'ipotesi di inosservanza delle regole contenute negli artt. 63 e 64 cod. proc. pen., le dichiarazioni rese dall'indagato nei confronti di persone sottoposte ad indagini anche per altre ipotesi di reato di cui il dichiarante sia persona offesa, sono utilizzabili nel caso di assenza di qualunque interferenza tra le fattispecie di reato, poiché in siffatta ipotesi il dichiarante assume la veste di "testimone comune" anche all'interno di un procedimento nel quale è sottoposto ad indagine. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto utilizzabili le dichiarazioni rese da una donna, indagata per il reato di cui all'art. 73, d.P.R. 09 ottobre 1990, n. 309, in relazione ai diversi reati di cui agli artt. 600 e 601 cod. pen. rispetto ai quali era persona offesa).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 29/11/2018, n. 575
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 575
    Data del deposito : 29 novembre 2018

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