Sentenza 23 settembre 2010
Massime • 3
La recidiva cosiddetta "obbligatoria", disciplinata dall'art. 99, comma quinto, cod. pen., ricorre ogni qualvolta un soggetto recidivo commetta un nuovo delitto compreso tra quelli indicati nell'art. 407, comma secondo, lettera a), cod. proc. pen., a nulla rilevando se il delitto per cui vi è stata precedente condanna sia anch'esso incluso nell'elenco del citato art. 407.
Nell'ipotesi di scontro armato liberamente accettato come strumento di risoluzione di una contesa personale, ciascuno dei partecipanti risulta animato da volontà aggressiva nei confronti dell'altro e conseguentemente, versando in una situazione di pericolo che ha contribuito a determinare e che non ha il carattere dell'inevitabilità, non può invocare, a propria giustificazione, la necessità della difesa.
Alle indicazioni di reità provenienti da conversazioni intercettate non si applica il canone di valutazione di cui all'art. 192, comma terzo, cod. proc. pen., perché esse non sono assimilabili alle dichiarazioni che il coimputato del medesimo reato o la persona imputata in procedimento connesso rende in sede di interrogatorio dinanzi all'autorità giudiziaria e, conseguentemente, per esse vale la regola generale del prudente apprezzamento del giudice.
Commentari • 3
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. I, sentenza 23/09/2010, n. 36218 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 36218 |
| Data del deposito : | 23 settembre 2010 |
Testo completo
La
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
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sentenza richiesta è in fase di valutazione per oscuramento