Cass. pen., sez. III, sentenza 17/09/2019, n. 364
CASS
Sentenza 17 settembre 2019

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Massime10

Il reato di favoreggiamento, personale o reale, non è configurabile nel corso della perdurante consumazione di un reato di durata, in quanto qualunque agevolazione del colpevole, posta in essere durante la condotta di quest'ultimo, si risolve - salvo che non sia diversamente previsto - in un concorso nel reato a questi ascritto, quanto meno a carattere morale. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la qualificazione della condotta degli imputati come concorso nel reato di favoreggiamento della prostituzione di cui all'art. 3 della legge 20 febbraio 1958, n. 75 e non come favoreggiamento reale o personale, perché l'azione illecita era avvenuta in costanza della consumazione del primo reato, di natura abituale).

In tema di concorso di persone nel reato, allorquando l'imputato abbia richiesto l'applicazione della circostanza attenuante prevista dall'art. 114 cod. pen., non sussiste il dovere di una motivazione esplicita in ordine alla sua mancata concessione, nel caso in cui il giudice, in accoglimento dell'appello incidentale del pubblico ministero, abbia aggravato la pena per il fatto per il quale viene reclamata l'applicazione dell'attenuante, non distinguendo tra il grado di efficienza causale delle condotte di tutti gli imputati e così implicitamente escludendo la marginalità del contributo concorsuale.

In tema di prostituzione, per configurare un atto di meretricio non è necessario un contatto fisico tra soggetto attivo e passivo della prestazione, essendo sufficiente una qualsiasi condotta riconducibile alla sfera sessuale, tenuta dietro pagamento di un corrispettivo e finalizzata, in via diretta ed immediata, a soddisfare la libidine di colui che ha chiesto o è destinatario della prestazione.

I reati di favoreggiamento e di sfruttamento della prostituzione hanno natura eventualmente abituale, potendosi risolvere tanto in un'unica condotta idonea a configurarli, quanto nella reiterazione di più azioni omogenee le quali, pur costituendo di per sé reato se considerate isolatamente, danno vita ad un unico reato, con la conseguenza che, in quest'ultimo caso, il termine di prescrizione decorre dal compimento dell'ultimo atto antigiuridico coincidente con la consumazione e cessazione dell'abitualità.

La mancata menzione nel dispositivo degli articoli di legge applicati non è causa di incompletezza dello stesso e, conseguentemente, di nullità della sentenza, essendo gli stessi desumibili dalla motivazione.

La nullità conseguente alla violazione del diritto di replica spettante all'imputato ed al suo difensore, in quanto successiva alla chiusura dell'istruttoria dibattimentale e non integrante quindi violazione del diritto al contraddittorio sulla formazione della prova, rientra tra quelle relative, dovendo pertanto essere eccepita immediatamente.

In sede di giudizio di appello deve ritenersi estensibile all'imputato non impugnante la concessione delle attenuanti generiche solo qualora queste siano state riconosciute a colui che ha proposto l'impugnazione per un motivo oggettivo comune ad entrambi.

Commette concorso nel reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, aggravato dalla qualifica di pubblico ufficiale, l'agente della polizia di Stato che, frequentando regolarmente un locale notturno, anche consumando rapporti sessuali senza pagare alcun corrispettivo, non impedisca ai gestori del locale lo svolgimento dell'attività di meretricio, in quanto la qualifica di agente di polizia giudiziaria comporta l'assunzione di una particolare posizione di garanzia, rilevante ai sensi dell'art. 40 cod. pen., avente come contenuto l'obbligo giuridico di evitare l'agire illecito di terzi. (Conf. Sez. 3, n. 3100/1996, Rv. 205000).

In tema di concussione, la costrizione che integra l'elemento oggettivo del reato può consistere in una minaccia idonea a coartare la volontà del privato portandolo a una prestazione indebita per il timore di un male antigiuridico, e di tale processo causale volitivo e del conseguente stato psicologico di costrizione il giudice, anche ricorrendo a massime di esperienza, deve fornire logica ed adeguata motivazione anche tenendo conto della vulnerabilità della vittima. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato la sentenza che aveva ritenuto sufficiente, per configurare il reato, le "larvate minacce" compiute da operatori di polizia, presentatisi in divisa o con l'auto di servizio presso un luogo di esercizio della prostituzione, così inducendo le vittime a intrattenere con loro rapporti sessuali gratuiti).

In tema di indulto, nel caso di reato abituale, la cui consumazione sia cessata dopo la scadenza del termine di operatività del provvedimento di concessione, non può procedersi al riconoscimento del beneficio in modo frazionato, con riferimento cioè alla sola parte della condotta posta in essere nel periodo precedente.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 17/09/2019, n. 364
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 364
Data del deposito : 17 settembre 2019

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