Sentenza 24 novembre 2010
Massime • 1
È inammissibile la richiesta del P.M. al giudice dell'esecuzione diretta non già all'applicazione dell'indulto ma a determinare se ed in quale misura debba avvenire detta applicazione previa interpretazione del giudicato, spettando tale compito allo stesso P.M.
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Sommario (prima parte): 1. La necessità di una riforma della esecuzione della pena pecuniaria. - 2. Brevissimi cenni sul sistema precedente. - 3. L'art. 660 c.p.p. del codice Vassalli e le vicende della procedura esecutiva. - 4. Funzione del pubblico ministero nel procedimento di esecuzione. - 5. Il procedimento disegnato dalla riforma Cartabia. - 6. Il p.m. e il ruolo di avvio del procedimento. Problemi in tema di legittimazione attiva. - 7. La procedura: Gli adempimenti preliminari alla emissione dell'ordine di esecuzione/ingiunzione. - 8. Il contenuto dell'ordine di esecuzione/ingiunzione. 1. La necessità di una riforma della esecuzione della pena pecuniaria Con l'art. 1 comma 16 …
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Sommario (prima parte): 1. La necessità di una riforma della esecuzione della pena pecuniaria. - 2. Brevissimi cenni sul sistema precedente. - 3. L'art. 660 c.p.p. del codice Vassalli e le vicende della procedura esecutiva. - 4. Funzione del pubblico ministero nel procedimento di esecuzione. - 5. Il procedimento disegnato dalla riforma Cartabia. - 6. Il p.m. e il ruolo di avvio del procedimento. Problemi in tema di legittimazione attiva. - 7. La procedura: Gli adempimenti preliminari alla emissione dell'ordine di esecuzione/ingiunzione. - 8. Il contenuto dell'ordine di esecuzione/ingiunzione. 1. La necessità di una riforma della esecuzione della pena pecuniaria Con l'art. 1 comma 16 …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. I, sentenza 24/11/2010, n. 43500 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 43500 |
| Data del deposito : | 24 novembre 2010 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Camera di consiglio
Dott. CHIEFFI Severo - Presidente - del 24/11/2010
Dott. CAVALLO Aldo - Consigliere - SENTENZA
Dott. BONITO Francesco M.S. - Consigliere - N. 2741
Dott. BARBARISI Maurizio - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. PIRACCINI Paola - rel. Consigliere - N. 17519/2010
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PMT PRESSO TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA;
nei confronti di:
1) \P FR, N. IL *04/10/1966* C/;
avverso l'ordinanza n. 71/2008 GIP TRIBUNALE di REGGIO CALABRIA, del 16/03/2010;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PAOLA PIRACCINI;
Rilevato che il Procuratore Generale nella persona del Cons. Dr. Galasso chiedeva il rigetto del ricorso.
FATTO E DIRITTO
Il GIP del Tribunale di Reggio Calabria, quale giudice dell'esecuzione, dichiarava inammissibile la richiesta del P.M. volta a determinare se e in che misura fosse applicabile l'indulto alla condanna inflitta in sede di patteggiamento a NI O\, interpretando il titolo esecutivo in esecuzione. Osservava che tale compito non rientrava tra quelli previsti dall'art. 665 c.p.p. e che compito del P.M. era quello di individuare il titolo esecutivo, il suo specifico contenuto e solo dopo investire il giudice dell'esecuzione di specifiche richieste di applicazione ad esempio dell'indulto. Avverso la decisione presentava ricorso il P.M. deducendo violazione dell'art. 672 c.p.p. in quanto l'istanza avanzata al GIP era volta all'applicazione dell'indulto, previa individuazione della pena condonabile, tenuto conto del fatto che la sentenza in esecuzione conteneva la contestazione dell'aggravante di cui al D.P.R. n. 309 del 1990, art. 80 e che la pena era stata applicata in continuazione su altra definitiva;
le Sezioni Unite avevano riconosciuto al giudice dell'esecuzione il potere di interpretare il giudicato ai fini della scissione del reato continuato per l'applicazione dell'indulto. La Corte ritiene che il ricorso debba essere rigettato. Fermo restando che i poteri del giudice dell'esecuzione sono quelli individuati dalla decisione S.U. 21501/2009, rv. 243380, questi possono essere esercitati solo in presenza di una domanda specifica di applicazione dell'indulto su una determinata pena o in presenza di una richiesta avanzata dalla parte con parere contrario del P.M. e non invece in via pregiudiziale, essendo compito del P.M quello di dare corso all'esecuzione delle sentenze di condanna (Sez. 17 ottobre 2009 n. 41325, rv. 245060).
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso.
Così deciso in Roma, il 24 novembre 2010.
Depositato in Cancelleria il 9 dicembre 2010