Cass. pen., sez. II, sentenza 14/03/2017, n. 14305
CASS
Sentenza 14 marzo 2017

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Il reato di rapina si consuma nel momento in cui la cosa sottratta cade nel dominio esclusivo del soggetto agente, anche se per breve tempo e nello stesso luogo in cui si è verificata la sottrazione, e pur se, subito dopo il breve impossessamento, il soggetto agente sia costretto ad abbandonare la cosa sottratta per l'intervento dell'avente diritto o della Forza pubblica. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto consumata la rapina presso un esercizio commerciale con riferimento alla condotta dell'imputato, che, dopo essersi impossessato, sotto la minaccia di un arma, di denaro ed altri beni della persona offesa, a seguito della reazione violenta di quest'ultima veniva gravemente ferito e successivamente arrestato).

Commentari7

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    La mancata riqualificazione del fatto di rapina nella forma tentata: precisazioni sul momento della consumazione del reato. Per supporto ai professionisti, abbiamo preparato uno strumento di agile consultazione, il “Formulario annotato del processo penale 2025”, giunto alla sua V edizione. 1. La questione: mancata riqualificazione del fatto di rapina nella forma tentata La Corte di Appello di Roma, in parziale riforma di una sentenza emessa dal Gup del Tribunale di Latina, previo assorbimento del reato di truffa in quello di rapina, rideterminava per ciascuno degli imputati la pena in ordine ai reati di concorso in rapina aggravata, resistenza e lesioni, ritenendo, quanto ad uno di essi, …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. II, sentenza 14/03/2017, n. 14305
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 14305
Data del deposito : 14 marzo 2017

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