Sentenza 12 giugno 2013
Massime • 1
Integra il delitto di furto tentato e non consumato la condotta di colui che prelevi merce dai banchi di un supermercato e superi le casse sottraendosi al pagamento, se il fatto avviene sotto il costante controllo del personale incaricato della sorveglianza, non potendosi in tal caso ritenere realizzata la sottrazione della cosa dal momento che il possessore originario conserva una relazione col bene e può in ogni momento interrompere l'azione delittuosa.
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Cassazione civile sez. lav., 02/11/2021, (ud. 16/03/2021, dep. 02/11/2021), n.31046 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. RAIMONDI Guido – Presidente – Dott. BALESTRIERI Federico – Consigliere – Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere – Dott. GARRI Fabrizia – rel. Consigliere – Dott. PAGETTA Antonella – Consigliere – ha pronunciato la seguente: SENTENZA sul ricorso 29518/2016 proposto da: VODAFONE ITALIA S.P.A. (già VODAFONE OMNITEL B.V., già VODAFONE OMNITEL N.V.), società soggetta a direzione e coordinamento di VODAFONE GROUP PLC, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA …
Leggi di più… - 2. Sentenza Cassazione Civile n. 35666 del 19https://www.laleggepertutti.it/
- 3. Sentenza Cassazione Civile n. 2868 del 31https://www.laleggepertutti.it/
Cassazione civile sez. lav., 31/01/2022, (ud. 30/09/2021, dep. 31/01/2022), n.2868 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DORONZO Adriana – Presidente – Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere – Dott. GARRI Fabrizia – rel. Consigliere – Dott. PAGETTA Antonella – Consigliere – Dott. PONTERIO Carla – Consigliere – ha pronunciato la seguente: ORDINANZA sul ricorso 18569-2016 proposto da: S.S., in proprio e quale legale rappresentante pro tempore della SOCIETA' LUSATI S.N.C. di S.S. e C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE PARIOLI 12, presso lo studio dell'avvocato ALESSANDRO MASCIOCCHI, che lo rappresenta e difende unitamente agli …
Leggi di più… - 4. 2021 Trasferimento di ramo d’azienda, autonomia e preesistenza del ramo ceduto: la vicenda di Banca Monte dei Paschi S.P.A.Di : Ilaria Giovannelli · https://www.lavorodirittieuropa.it/ · 1 maggio 2021
TESTO INTEGRALE IN PDF Testo della sentenza 1. I fatti oggetto della sentenza: il trasferimento di ramo da Banca Monte dei Paschi S.p.A. a Fruendo S.r.l. Con sentenza del 16 marzo 2021, la Corte di Cassazione scioglie i nodi di una vicenda che da quasi un decennio vedeva la Monte dei Paschi S.p.A. (anche, BMPS) difendere davanti a molteplici corti territoriali la legittimità del trasferimento di ramo d'azienda riguardante i servizi di back office (ossia di tutte quelle attività, amministrative e contabili, ausiliarie dell'attività bancaria) verso la NewCo Fruendo S.r.l.. BMPS aveva adottato un piano aziendale per il triennio 2012-2015, volto alla gestione della crisi dell'Istituto …
Leggi di più… - 5. Nessuna cessione di ramo d'azienda, se l'articolazione organizzativa ceduta non presenta autonomia funzionaleStefano Lenghi · https://www.studiocataldi.it/ · 22 maggio 2015
Avv. Prof. Stefano Lenghi 1) Il principio statuito dalla Corte di legittimità nella fattispecie oggetto di disamina. Con sentenza del 06 marzo 2015 n.4601 la Corte di Cassazione, Sez. Civ. Lav., aderendo ad un orientamento ormai consolidato presso la giurisprudenza di legittimità, ha principalmente stabilito che non sussiste cessione di ramo d'azienda, ove l'attività ceduta non costituisca una parte di azienda chiaramente identificabile e distintamente apprezzabile sul piano economico, nonchè tale da assurgere, nel contesto aziendale, ad articolazione organizzativa dotata, rispetto alle altre unità organizzative aziendali, di stabile autonomia funzionale. 2) Le vicende processuali, cui …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. V, sentenza 12/06/2013, n. 2151 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 2151 |
| Data del deposito : | 12 giugno 2013 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Udienza pubblica
Dott. OLDI Paolo - Presidente - del 12/06/2013
Dott. DE BERARDINIS Silvana - Consigliere - SENTENZA
Dott. LAPALORCIA Grazia - Consigliere - N. 1831
Dott. SETTEMBRE Antonio - rel. Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. LIGNOLA Ferdinando - Consigliere - N. 44954/2012
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
SA FR N. IL 10/10/1951;
avverso la sentenza n. 3896/2010 CORTE APPELLO di TORINO, del 27/09/2012;
visti gli atti, la sentenza e il ricorso;
udita in PUBBLICA UDIENZA del 12/06/2013 la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANTONIO SETTEMBRE;
Udito il Procuratore generale della repubblica presso la Corte di Cassazione, Dr. D'Angelo Giovanni, che ha concluso per il rigetto del ricorso.
- Nessuno è comparso per la ricorrente.
RITENUTO IN FATTO
1. La Corte d'appello di Torino, con sentenza del 27/9/2012, in parziale riforma di quella emessa dal locale Tribunale, all'esito di giudizio abbreviato, ha condannato TR ES a pena di giustizia per il furto aggravato di una confezione di profumo.
2. Contro la sentenza suddetta ha proposto ricorso per Cassazione, nell'interesse dell'imputata, l'avv. Stefano Castrale, lamentando, con unico motivo, l'erronea applicazione della legge penale. Deduce che l'azione descritta concreta una ipotesi di delitto tentato e non consumato.
CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è fondato. Dall'esposizione del giudicante si evince che l'imputata fu notata dal personale di vigilanza della COIN mentre celava nella borsetta che aveva con sè una confezione di profumo, prelevata dagli scaffali del negozio, dopodiché si recò in un locale di servizio, dove liberò la confezione dall'involucro. Quindi, si avviò verso l'uscita e, raggiunte le casse, le superò senza pagare il bene, per cui venne subito fermata dai vigilanti in attesa.
Tanto premesso, nella condotta dell'imputata sono ravvisabili gli estremi del tentativo, poiché tutta l'azione si svolse sotto il controllo del personale di vigilanza, che intervenne solo quando fu sicuro che l'imputata non avrebbe pagato l'articolo. Il reato di furto si consuma, infatti, con l'"impossessamento" del bene, che si verifica allorché questo fuoriesce, per effetto della condotta dell'agente, dalla sfera di controllo del possessore ed entra a far parte della sfera di controllo dell'autore, perché solo in questo momento può dirsi che l'agente ha instaurato una signoria autonoma sul bene altrui (e quindi se ne è "impossessato"). Quando, invece, il possessore conserva una relazione col bene e può in ogni momento interrompere l'azione delittuosa non può dirsi realizzata una delle condizioni del furto (la "sottrazione"), per cui si è di fronte a reato rimasto allo stato di tentativo.
È quanto si è verificato nella specie, in quanto l'imputata è stata costantemente controllata dal personale di vigilanza della COIN e non ha mai fatto veramente proprio la confezione di profumo. La sentenza va pertanto annullata, limitatamente al trattamento sanzionatolo, con rinvio al giudice di merito per la rideterminazione della pena.
P.Q.M.
Riqualificato il fatto come tentato furto aggravato, annulla la sentenza impugnata in punto di trattamento sanzionatorio e rinvia ad altra sezione della Corte di Appello di Torino per la rideterminazione della pena.
Così deciso in Roma, il 12 giugno 2013.
Depositato in Cancelleria il 17 gennaio 2014