Sentenza 18 maggio 2016
Massime • 5
È incompatibile con l'incarico di consulente colui che ha assunto la veste di testimone, essendo a tal fine irrilevante la presenza o meno di un formale atto di nomina dell'ausiliario (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione della corte d'appello di non acquisire, in ragione della indicata incompatibilità, un elaborato redatto, in assenza di una nomina formale di consulente, da un esperto in neuropsichiatria, escusso come testimone nel giudizio di primo grado).
In tema di competenza per territorio in ordine a reati permanenti commessi in parte all'estero, si applica il criterio dettato dall'art. 8, comma terzo, cod. proc. pen. quando la condotta criminosa ha avuto inizio in una individuata località nel territorio nazionale, proseguendo poi all'estero; qualora, invece, la consumazione abbia avuto inizio all'estero e sia proseguita nel territorio nazionale, la competenza va determinata in base alle regole suppletive stabilite dall'art. 9 cod. proc. pen. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta l'individuazione della competenza per territorio ai sensi dell'art. 9, comma terzo, cod. proc. pen. in relazione ad un sodalizio criminoso costituito in Svizzera e radicatosi successivamente in territorio italiano).
In materia di delitti di violenza sessuale, la procedibilità d'ufficio determinata dalla ipotesi di connessione prevista dall'art. 609-septies, comma quarto, n. 4 cod. pen. si verifica non solo quando vi è connessione in senso processuale (art. 12 cod. proc. pen.), ma anche quando v'è connessione in senso materiale, cioè ogni qualvolta l'indagine sul reato perseguibile di ufficio comporti necessariamente l'accertamento di quello punibile a querela, in quanto siano investigati fatti commessi l'uno in occasione dell'altro, oppure l'uno per occultare l'altro oppure ancora quando ricorrono i presupposti di uno degli altri collegamenti investigativi indicati nell'art. 371 cod. proc. pen.
La scriminante putativa del consenso dell'avente diritto non è applicabile quando debba escludersi, in base alle circostanze del fatto, la ragionevole persuasione di operare con l'approvazione della persona che può validamente disporre del diritto. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta l'esclusione dell'esimente con riferimento alla condotta di abuso sessuale commessa da uno psicologo nei confronti di alcune pazienti, in condizioni di inferiorità psichica, cui veniva indotta la convinzione che le pratiche sessuali fossero necessarie alla guarigione).
Nell'esercizio abusivo della professione - reato eventualmente abituale - la reiterazione degli atti tipici dà luogo ad un unico reato se lo scopo perseguito dall'agente è quello dell'esercizio di una determinata professione, dovendosi, invece, ravvisare una pluralità di reati in presenza di molteplici professioni esercitate.
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- 1. Art. 16 c.p.p. Competenza per territorio determinata dalla connessione.https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli
- 2. Art. 9 c.p.p. Regole suppletivehttps://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli
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Costituisce violenza sessuale un rapporto sessuale avuto dopo un pestaggio di grande violenza che abbia impedito l'esplicitazione del consenso: integra infatti il delitto di violenza sessuale non solo la violenza che pone il soggetto passivo nell'impossibilità di opporre tutta la resistenza possibile, realizzando un vero e proprio costringimento fisico, ma anche quella che si manifesta con il compimento di atti idonei a superare la volontà contraria della persona offesa, soprattutto se la condotta criminosa si esplica in un contesto ambientale tale da vanificare ogni possibile reazione della vittima. In tema di reati sessuali, poiché la testimonianza della persona offesa è spesso unica …
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Ai fini della sussistenza dell'elemento soggettivo del reato di violenza sessuale, è sufficiente che l'agente abbia la consapevolezza del fatto che non sia stato chiaramente manifestato il consenso da parte del soggetto passivo al compimento degli atti sessuali a suo carico; ne consegue che è irrilevante l'eventuale errore sull'espressione del dissenso, anche ove questo non sia stato esplicitato, in considerazione dell'errore della vittima sulla posizione personale dell'imputato. L'approfittare dell'errore altrui, mentre non rileva nell'ipotesi del delitto di sostituzione di persona, assume giuridica rilevanza nel delitto di violenza sessuale sia per la diversa letterale previsione …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. III, sentenza 18/05/2016, n. 37166 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 37166 |
| Data del deposito : | 18 maggio 2016 |
Testo completo
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE ITALGIUREWEB La sentenza richiesta è in fase di oscuramento