Cass. pen., sez. VI, sentenza 19/05/2016, n. 29617
CASS
Sentenza 19 maggio 2016

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Ai fini dell'accoglimento da parte della Corte di cassazione della richiesta di sospensione dell'esecuzione della condanna civile (art. 612 cod. proc. pen.), l'istante deve fornire la prova della futura insolvenza del creditore che metta in pericolo la possibilità di recupero della somma, ovvero che la somma da versare elida in modo estremamente rilevante il proprio patrimonio.

L'amministratore di sostegno riveste la qualifica di pubblico ufficiale e perciò integra il delitto di peculato la condotta con cui si appropria delle somme di denaro giacenti sui conti correnti intestati alle persone sottoposte all'amministrazione. (In motivazione la Corte ha precisato che il reato di peculato non è ravvisabile a seguito del mero mancato rispetto delle procedure previste per l'effettuazione delle spese nell'interesse dell'amministrato, ma solo in presenza di una condotta appropriativa o, comunque, che si risolva nell'uso dei fondi o dei beni per finalità estranee all'amministrato).

Commentari4

  • 1Corte dei conti, s.g. Sardegna, sentenza 7 gennaio 2026, n. 4
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  • 2Art. 314 - Peculato (1)
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    Rassegna di giurisprudenza Elemento oggettivo In tema di peculato, la nozione di possesso, riferita al danaro, deve intendersi come comprensiva non solo della detenzione materiale, ma anche della disponibilità giuridica, con la conseguenza che l'appropriazione può avvenire anche attraverso il compimento di un atto - di competenza del pubblico agente o connesso a prassi e consuetudini invalse nell'ufficio - di carattere dispositivo, che consenta di conseguire l'oggetto della appropriazione (Sez. 6, 37076/2021). Per la consumazione del delitto di peculato è necessario che i beni siano caduti nella disponibilità giuridica dell'agente in senso penalistico, il quale, nella condotta di …

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  • 3Corte dei conti, s.g. Sardegna, sentenza 7 gennaio 2026, n. 4
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    FATTO 1. Con atto di citazione depositato l'11 dicembre 2024, preceduto dall'invito a presentare controdeduzioni come prescritto dal codice di rito, la locale Procura ha citato in giudizio innanzi a questa Sezione C. Maria Lucia, all'epoca dei fatti amministratrice di sostegno del sig. S. Antonino, già condannata per peculato continuato oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e all'incapacità in perpetuo di contrattare con la Pubblica Amministrazione, con sentenza passata in giudicato, per ivi sentirla condannare al pagamento, in favore del Ministero della giustizia, della somma di euro 100.000,00 oltre a rivalutazione monetaria, interessi legali e spese di giustizia, quale …

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  • 4Tutore di un interdetto è pubblico ufficiale (Cass. 39981/18)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 14 settembre 2018

    Il tutore è pubblico ufficiale ed ha a una funzione che ha natura pubblica: l'appropriazione di somme spettanti all'interdetto, ricevute dal tutore in ragione del suo ufficio, integra il delitto di peculato. CORTE DI CASSAZIONE SEZ. VI PENALE - SENTENZA 5 settembre 2018, n.39982 - Pres. Paoloni – est. Silvestri Ritenuto in fatto La Corte di appello di Reggio Calabria ha confermato il giudizio di responsabilità penale formulato nei riguardi di R.F. e P.G. per il reato di peculato. Agli imputati è contestato di essersi appropriati, il primo, nella qualità di tutore, e la seconda in quella di protutore dell'interdetto P.D. , di Euro 28.000, riscuotendo tale somma, nell'ambito della gestione …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 19/05/2016, n. 29617
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 29617
Data del deposito : 19 maggio 2016

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