Cass. pen., sez. V, sentenza 26/01/2006, n. 8251
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Sentenza 26 gennaio 2006

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Ai fini della configurabilità del reato di minaccia, si richiede la prospettazione di un male futuro ed ingiusto - la cui verificazione dipende dalla volontà dell'agente - che può derivare anche dall'esercizio di una facoltà legittima la quale, tuttavia, sia utilizzata per scopi diversi da quelli per cui è tipicamente preordinata dalla legge (Fattispecie nella quale la frase oggetto di incriminazione - l' imputato aveva detto all'interlocutore che "aveva lui le persone giuste per fargli cambiare idea" - era stata pronunciata nell'ambito di un contrastato rapporto lavorativo, in riferimento ad obbligazioni assunte ed è stata perciò reputata inidonea a comportare una comminatoria di "ingiusto" danno anche in ragione della sua genericità).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 26/01/2006, n. 8251
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 8251
    Data del deposito : 26 gennaio 2006

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