Cass. pen., sez. IV, sentenza 19/11/2008, n. 6207
CASS
Sentenza 19 novembre 2008

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Il reato di detenzione a fine di cessione di sostanze stupefacenti può dirsi integrato a condizione che sia dimostrato con assoluta certezza che il principio attivo contenuto nella dose destinata allo spaccio sia di entità tale da poter produrre un concreto effetto drogante.

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  • 1droghe tra normazione insufficiente e giurisprudenza| Filodiritto
    Andrea Baiguera Altieri · https://www.filodiritto.com/ · 12 aprile 2024

    L'invadenza eccessiva della Giurisprudenza di legittimità Nel 1930, la normativa sugli stupefacenti era inserita nel capo II titolo VI CP. Dunque, spacciare o fare uso di droghe era qualificato alla stregua di un “delitto contro l'incolumità pubblica”. In particolar modo, nella stesura primigenia del Codice Rocco, vigevano gli Artt. 446 CP (commercio clandestino o fraudolento di sostanze stupefacenti) e 447 CP (agevolazione dolosa dell'uso di sostanze stupefacenti). Dette norme sono state completamente abrogate dalla L. 685/1975. In Dottrina, Palazzo (1994) ha notato che, nei previgenti Artt. 446 e 447 CP, si presupponeva una “cooperazione da parte del consumatore di cose o sostanze …

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  • 2La nozione di “uso personale” di stupefacenti
    Andrea Baiguera Altieri · https://www.filodiritto.com/ · 28 agosto 2020

    La ratio dell' “uso personale” Nella Giurisprudenza di legittimità, si è compresa la notevole indeterminatezza del lemma “quantità” in tema di stupefacenti. Secondo un primo orientamento, inaugurato da Cass., SS.UU., 10 luglio 2008, n. 28605, Di Salvia, non è reato o, meglio, è reato impossibile spacciare o coltivare una dose di sostanza priva di tenore drogante, ovverosia con un principio attivo “che non può modificare l'assetto neuropsichico dell'utilizzatore”. Dunque, per Sezioni Unite Di Salvia 2008, il criterio qualitativo prevale sempre su quello quantitativo. Tale è pure il parere di Cass., sez. pen. IV, 12 maggio 2010, n. 21814, Cass., sez. pen. IV, 17 febbraio 2011, n. 25674 e …

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  • 3Cannabis light, commerciante non punibile se principio attivo troppo alto (Cass. 2660/18)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 12 luglio 2019

    Dalla liceità della coltivazione della cannabis "light" deriva la liceità dei suoi prodotti contenenti un principio attivo THD inferiore allo 0.6%, nel senso che non potrebbero più considerarsi (ai fini giuridici), sostanza stupefacente. Le norme incriminatrici costituiscono (tassative) eccezioni rispetto alla generale libertà di azione delle persone, per cui eventuali ridimensionamenti delle loro portate normative non costituiscono eccezioni (norme eccezionali non estensibili analogicamente per il divieto posto dall'art. 14 preleggi) ma fisiologiche riespansioni (ben estensibili analogicamente) delle libertà individuali, che nel nostro sistema normativo non sono funzionalizzate (a …

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  • 4La cannabis e le illusioni pseudo-progressiste
    Andrea Baiguera Altieri · https://www.diritto.it/ · 20 giugno 2019

    Premessa: a causa dell' assai ambigua e strumentalizzata L. 242/2016, sono stati aperti, in territorio italiano, molti canapai per la vendita libera di prodotti a base di canapa indica privi di effetto drogante, ovverosia con un basso tenore di THC, compreso tra lo 0,2 % e lo 0,6 %. Si tratta del mito, inutile e criminogeno, della canapa “ light “. Fortunatamente e lodevolmente, in data 30 Maggio 2019, le Sezioni Unite della Corte Suprema di Cassazione hanno precisato in maniera giustamente conservatrice e tradizionalista, che: “ La commercializzazione di cannabis sativa e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio e resina, ottenuti dalla coltivazione della predetta varietà di …

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  • 5Coltivazione di canapa legale: sequestro annullato (Cass. 4920/19)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 3 marzo 2019
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. IV, sentenza 19/11/2008, n. 6207
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 6207
Data del deposito : 19 novembre 2008

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