Cass. pen., sez. III, sentenza 11/05/2011, n. 23093
CASS
Sentenza 11 maggio 2011

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

I criteri soggettivi di commisurazione della pena (art. 133, comma secondo, cod. pen.,) non rilevano ai fini della configurabilità dell'ipotesi di minore gravità del reato di violenza sessuale, non rispondendo la mitigazione della pena all'esigenza di adeguamento alla colpevolezza del reo e alle circostanze attinenti alla sua persona ma alla minore lesività del fatto, da rapportare al grado di violazione del bene giuridico della libertà sessuale della vittima.

Commentario1

  • 1Abuso di autorità nella violenza sessuale: basta autorità di fatto (Cass. 27326/20)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 6 ottobre 2020

    L'abuso di autorità cui si riferisce l'art. 609-bis c.p., comma 1, presuppone una posizione di preminenza, anche di fatto e di natura privata, che l'agente strumentalizza per costringere il soggetto passivo a compiere o subire atti sessuali. Corte di Cassazione sez. Unite Penali, sentenza 16 luglio – 1 ottobre 2020, n. 27326 Presidente Fumu – Relatore Ramacci Ritenuto in fatto 1. Il G.u.p. del Tribunale di Enna, con sentenza del 22 gennaio 2015, all'esito di giudizio abbreviato condizionato, ha affermato la responsabilità penale dell'imputato, che ha condannato anche al risarcimento del danno nei confronti delle parti civili, da liquidarsi in separato giudizio, in relazione al reato di …

     Leggi di più…

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 11/05/2011, n. 23093
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 23093
Data del deposito : 11 maggio 2011

Testo completo