CASS
Sentenza 17 febbraio 2023
Sentenza 17 febbraio 2023
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. II, sentenza 17/02/2023, n. 6965 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 6965 |
| Data del deposito : | 17 febbraio 2023 |
Testo completo
SENTENZA sul ricorso proposto da: PROCURATORE GENERALE PRESSO CORTE D'APPELLO DI TORINO nel procedimento a carico di: CC KA nato a [...] il [...] avverso la sentenza del 12/01/2021 della CORTE di APPELLO di TORINO visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere MARCO MARIA MONACO;
lette le conclusioni del Procuratore Generale, Sost. Proc. Gen. ETTORE PEDICINI, per l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata. RITENUTO IN FATTO La CORTE d'APPELLO di TORINO, con sentenza del 12/1/2021, in riforma della sentenza di condanna pronunciata dal TRIBUNALE di TORINO il 1°/4/2019 ha assolto CC KA in relazione al reato di cui all'art. 646 cod. pen. 1. Avverso la sentenza ha proposto ricorso il Procuratore Generale di Torino che ha dedotto la violazione di legge e il vizio di motivazione evidenziando che la conclusione della Corte territoriale sarebbe errata. 1 Penale Sent. Sez. 2 Num. 6965 Anno 2023 Presidente: MESSINI D'AGOSTINI PIERO Relatore: MONACO MARCO MARIA Data Udienza: 08/11/2022 2. In data 21 ottobre 2022 sono pervenute in cancelleria le conclusioni con le quali il Procuratore Generale, Sost. Proc. Ettore Pedicini, chiede l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata. CONSIDERATO IN DIRITTO Il ricorso è infondato. 1. Nell'unico motivo il Procuratore Generale di Torino deduce la violazione di legge e il vizio di motivazione evidenziando che la conclusione della Corte territoriale, secondo la quale l'appropriazione di copia dei documenti della persona offesa non costituirebbe reato in quanto difetterebbe lo scopo di conseguire un profitto ingiusto, sarebbe errata. Pure volendo prescindere dal fatto che i documenti siano originali ovvero copie, infatti, la condotta evidenzierebbe comunque lo scopo di voler impedire alla persona offesa di rivolgersi a un altro legale e, quindi, sarebbe significativa della volontà di conseguire il profitto ingiusto, consistente nella permanenza di un rapporto professionale non voluto dal cliente, tenuto così a pagare comunque gli onorari al professionista. La doglianza, formulata anche nei termini della violazione di legge ma che si riferisce alla logicità e completezza della motivazione, è infondata. La Corte territoriale, infatti, con il riferimento alla mancanza dell'ingiusto profitto e alla carenza della volontà di perseguirlo avendo l'imputata agito solo per disinteresse alle esigenze della propria assistita, ha fornito una motivazione sufficiente quanto all'assenza degli elementi costitutivi del reato contestato. Ciò anche perché quanto prospettato nel ricorso, cioè che il profitto sarebbe consistito nel far permanere il rapporto professionale non voluto al fine di conseguire il pagamento di ulteriori onorari altrimenti non dovuti è, in assenza di elementi concreti in tal senso, il frutto di una mera congettura.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso. Sentenza redatta con motivazione semplificata. Così deciso 1'8/11/2022
udita la relazione svolta dal Consigliere MARCO MARIA MONACO;
lette le conclusioni del Procuratore Generale, Sost. Proc. Gen. ETTORE PEDICINI, per l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata. RITENUTO IN FATTO La CORTE d'APPELLO di TORINO, con sentenza del 12/1/2021, in riforma della sentenza di condanna pronunciata dal TRIBUNALE di TORINO il 1°/4/2019 ha assolto CC KA in relazione al reato di cui all'art. 646 cod. pen. 1. Avverso la sentenza ha proposto ricorso il Procuratore Generale di Torino che ha dedotto la violazione di legge e il vizio di motivazione evidenziando che la conclusione della Corte territoriale sarebbe errata. 1 Penale Sent. Sez. 2 Num. 6965 Anno 2023 Presidente: MESSINI D'AGOSTINI PIERO Relatore: MONACO MARCO MARIA Data Udienza: 08/11/2022 2. In data 21 ottobre 2022 sono pervenute in cancelleria le conclusioni con le quali il Procuratore Generale, Sost. Proc. Ettore Pedicini, chiede l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata. CONSIDERATO IN DIRITTO Il ricorso è infondato. 1. Nell'unico motivo il Procuratore Generale di Torino deduce la violazione di legge e il vizio di motivazione evidenziando che la conclusione della Corte territoriale, secondo la quale l'appropriazione di copia dei documenti della persona offesa non costituirebbe reato in quanto difetterebbe lo scopo di conseguire un profitto ingiusto, sarebbe errata. Pure volendo prescindere dal fatto che i documenti siano originali ovvero copie, infatti, la condotta evidenzierebbe comunque lo scopo di voler impedire alla persona offesa di rivolgersi a un altro legale e, quindi, sarebbe significativa della volontà di conseguire il profitto ingiusto, consistente nella permanenza di un rapporto professionale non voluto dal cliente, tenuto così a pagare comunque gli onorari al professionista. La doglianza, formulata anche nei termini della violazione di legge ma che si riferisce alla logicità e completezza della motivazione, è infondata. La Corte territoriale, infatti, con il riferimento alla mancanza dell'ingiusto profitto e alla carenza della volontà di perseguirlo avendo l'imputata agito solo per disinteresse alle esigenze della propria assistita, ha fornito una motivazione sufficiente quanto all'assenza degli elementi costitutivi del reato contestato. Ciò anche perché quanto prospettato nel ricorso, cioè che il profitto sarebbe consistito nel far permanere il rapporto professionale non voluto al fine di conseguire il pagamento di ulteriori onorari altrimenti non dovuti è, in assenza di elementi concreti in tal senso, il frutto di una mera congettura.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso. Sentenza redatta con motivazione semplificata. Così deciso 1'8/11/2022