Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 13/07/2002, n. 10203
CASS
Sentenza 13 luglio 2002

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In tema di risarcimento dei danni da licenziamento illegittimo, l'indennità spettante ex art. 18, comma quarto, legge n. 300 del 1970, al dipendente illegittimamente licenziato è destinata a risarcire il danno intrinsecamente connesso alla impossibilità materiale per il lavoratore non reintegrato di eseguire la propria prestazione lavorativa. La previsione e la corresponsione di tale indennità non escludono che il lavoratore licenziato e non reintegrato possa avere subito danni ulteriori alla propria professionalità o alla propria immagine a causa del licenziamento e della mancata reintegrazione. Tuttavia, mentre in relazione alla misura del risarcimento dei pregiudizi economici che si configurano come ineliminabili e immancabili conseguenze dell'inattività lavorativa da licenziamento illegittimo, ai quali si riferisce l'indennità di cui all'art. 18, comma quarto, cit., incombe sul datore di lavoro l'onere di provare che nel corso della sospensione del rapporto lavorativo, il lavoratore abbia eventualmente percepito emolumenti che non avrebbe percepito se non fosse stato licenziato, grava sul lavoratore l'onere di provare di avere subito danni alla propria professionalità e alla propria immagine ulteriori e diversi da quelli già indennizzati attraverso l'attribuzione della indennità risarcitoria commisurata alla retribuzione globale di fatto per il periodo intercorrente tra il licenziamento e la reintegrazione.

Commentari2

  • 1Licenziamento illegittimo, reintegra del lavoratore nel posto di lavoro, ritardoAccesso limitato
    Redazione Altalex · https://www.altalex.com/ · 9 gennaio 2008

  • 2Danno esistenziale: risarcimento per mobbing e illegittimo licenziamentoAccesso limitato
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 13/07/2002, n. 10203
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 10203
Data del deposito : 13 luglio 2002

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