Cass. pen., sez. VI, sentenza 20/01/2003, n. 15742
CASS
Sentenza 20 gennaio 2003

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In tema di concussione, non è sufficiente ad escludere il "metus publicae potestatis" la sola circostanza che la parte lesa si sia rivolta alla forze di polizia, per sottrarsi alle pretese dell'autore del reato, perché, nulla disponendo la norma sull'intensità del "metus", non è possibile considerare tale solo quello estremo, cui il soggetto passivo finisca comunque per soccombere, senza neppure avere l'animo di chiedere soccorso agli organi dello Stato. Nel caso in cui la promessa fatta dal privato al pubblico ufficiale sia reale - anche se sorretta dalla speranza che un efficace intervento delle forze dell'ordine valga a costituire fatto impeditivo dell'adempimento - l'originaria promessa (anche se legata ad una "spes" contraria) ha consentito il perfezionamento del reato.

In tema di concussione, l'art. 317 cod. pen. per l'abuso "dei poteri" ha inteso far riferimento alle ipotesi di condotte rientranti nella competenza tipica del soggetto (pubblico ufficiale o incaricato di un pubblico servizio) quali manifestazioni delle sue potestà funzionali per scopo diverso da quello per il quale sia stato investito; per l'abuso delle "qualità" ha inteso invece riferirsi alle ipotesi di condotte che, indipendentemente dalle competenze proprie del soggetto, consentano una strumentalizzazione della posizione di preminenza ricoperta dal medesimo rispetto al privato.

Commentario1

  • 1Sviamento di potere e tentata concussione ai danni del direttore dell'ospedaleAccesso limitato
    Nicola Virdis · https://www.altalex.com/ · 4 novembre 2008

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 20/01/2003, n. 15742
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 15742
Data del deposito : 20 gennaio 2003

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