Cass. pen., sez. V, sentenza 03/12/1999, n. 1018
CASS
Sentenza 3 dicembre 1999

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In tema di prescrizione, pur in presenza di più atti interruttivi, perché possa ritenersi non verificata la estinzione del reato, è necessario, non solo che non sia superato il termine massimo previsto dall'ultima parte del terzo comma dell'art 160 cod.pen. (vale a dire il termine ordinario, più la sua metà), ma anche che, tra un atto interruttivo ed un altro, non sia superato il termine ordinario previsto, nelle sue sei ipotesi, nel comma primo dell'art 157 stesso codice. Conseguentemente, come è indubbio che il termine prescrizionale deve ritenersi spirato se, tra la data di commissione del reato ed il primo atto potenzialmente interruttivo, sia trascorso il termine ordinario, così è altrettanto evidente che il medesimo effetto si verifica nella ipotesi in cui, dopo il compimento di un atto interruttivo, non risulti compiuto nel procedimento, entro i termini temporali normativamente prefissati dall'art 157 cod.pen., alcun altro atto idoneo a determinare la interruzione.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 03/12/1999, n. 1018
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 1018
    Data del deposito : 3 dicembre 1999

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