Sentenza 24 giugno 2015
Massime • 1
La legittimazione alla proposizione della querela per il reato di infedeltà patrimoniale dell'amministratore spetta non solo alla società nel suo complesso ma anche - e disgiuntamente - al singolo socio (Nel caso di specie la Cassazione ha escluso la qualifica di persona offesa dal reato ai creditori sociali).
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. V, sentenza 24/06/2015, n. 39506 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 39506 |
| Data del deposito : | 24 giugno 2015 |
Testo completo
39 5 06 / 1 5 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUINTA SEZIONE PENALE UDIENZA CAMERA DI CONSIGLIO DEL 24/06/2015 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: SENTENZADott. GRAZIA LAPALORCIA Presidente N. 970/2015 Dott. PIERO SAVANI - Rel. Consigliere - - Consigliere - REGISTRO GENERALE Dott. CARLO ZAZA N. 5386/2015 Dott. ALFREDO GUARDIANO - Consigliere - Dott. GIUSEPPE DE MARZO - Consigliere - ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI PESARO nei confronti di: PE LO N. IL 18/09/1951 avverso la sentenza n. 3807/2014 GIUDICE UDIENZA PRELIMINARE di PESARO, del 20/11/2014 sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERO SAVANI;
Saw lette sentite le conclusioni del PG Dott. zaufta ch hehe clunk it гульн : Udit i difensor Avy;
IN FATTO E DIRITTO Con la sentenza in data 20 novembre 2014 il Giudice dell'Udienza preliminare del Tribunale di Pesaro dichiarava non luogo a procedere ex art. 425 c.p.p. per difetto di querela nei confronti di PE LO, in ordine al contestato reato di cui all'art. 2634 c.c., commesso nell'anno 2008. Propone ricorso per cassazione il Pubblico Ministero presso quel Tribunale deducendo violazio- ne di legge sul rilievo che la querela proposta da un terzo (la soc. T.E.A.M. s.r.l.) che si assume- va danneggiato, sarebbe stata valida non essendo riservato al solo socio il diritto di querela pre- visto dalla norma. Il Procuratore Generale in sede ha chiesto il rigetto del ricorso. Come ha rilevato il Procuratore Generale requirente il ricorso non è fondato. La costante giurisprudenza ha formulato il principio di diritto, condiviso dal Collegio, in forza del quale la legittimazione alla proposizione della querela per il reato di infedeltà patrimoniale dell'amministratore spetta non solo alla società nel suo complesso (essendo l'incriminazione vol- ta alla tutela dell'integrità patrimoniale della società), ma anche - e disgiuntamente – al singolo socio, laddove si è valorizzata la considerazione che il singolo socio è persona offesa del reato di infedeltà patrimoniale, e non solo danneggiato dallo stesso, in quanto la condotta dell'ammini- stratore infedele è diretta a compromettere le ragioni della società, ma anche, principalmente, quelle dei soci o quotisti della stessa, che per l'infedele attività dell'amministratore subiscono il depauperamento del proprio patrimonio (Sez. V, n. 37033 del 16/6/2006, Rv. 235282), orienta- mento consolidatosi in seguito (Sez. II, n. 24824 del 25/2/2009, Rv. 244336; Sez. V, n. 35080 del 7/5/2014, Rv. 260468). La specificità dell'oggetto della tutela nell'incriminazione di cui si tratta, tutto interno alla com- pagine sociale, esclude che sia possibile estendere la qualifica di persona offesa dal reato ad altra generica categoria di soggetti quali i creditori sociali i cui interessi sull'integrità del patrimonio sociale trovano differenti modalità di tutela, nelle situazioni di patologia della società (Sez. V, n. 13110 del 5/3/2008, Rv. 239394) idonee a determinare la definitiva lesione del loro interesse. Alla luce dell'indirizzo richiamato, pertanto, il ricorso del Pubblico Ministero non merita acco- glimento.
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso. Così deciso in Roma il 24 giugno 2015. Il Presidente Il Con Here estensore DEPOSITATA IN CANCELLERIA addi 30 SET 2015 IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO Carmela Lanzuise