Cass. pen., sez. I, sentenza 02/03/2010, n. 11058
CASS
Sentenza 2 marzo 2010

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Le dichiarazioni rese dal coindagato o coimputato del medesimo reato, o da persona indagata o imputata in un procedimento connesso o collegato, possono costituire grave indizio di colpevolezza, ai sensi dell'art. 273, commi primo e primo bis, cod. proc. pen., soltanto se, oltre ad essere intrinsecamente attendibili, siano sorrette da riscontri estrinseci individualizzanti, così da assumere idoneità dimostrativa in ordine all'attribuzione del fatto-reato al soggetto destinatario della misura, fermo restando che la relativa valutazione, avvenendo nel contesto incidentale del procedimento "de libertate" e, quindi, allo stato degli atti, deve essere orientata ad acquisire non la certezza, ma la elevata probabilità di colpevolezza del chiamato.

Commentari2

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 02/03/2010, n. 11058
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 11058
Data del deposito : 2 marzo 2010

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