Cass. pen., sez. II, sentenza 04/02/2016, n. 8096
CASS
Sentenza 4 febbraio 2016

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Massime1

L'esercizio di un preteso diritto - anche se oggetto di contestazione - integra il reato di cui all'art. 393 cod. pen. soltanto qualora la pretesa esecitata violentemente non appaia del tutto esorbitante e pretestuosa rispetto a quella vantata nella realtà, configurandosi, in tal caso, il delitto di estorsione. (Fattispecie in tema di richiesta di compenso per attività di intermediazione mediante fatturazione di somme artatamente e manifestamente maggiorate, nella quale, la S.C. ha precisato che, sebbene il requisito distintivo fra le due fattispecie criminose consista nell'elemento psicologico, non ogni pretesa azionabile civilmente è sufficiente per qualificare il fatto come esercizio arbitrario, in quanto la sola pretesa rilevante è quella oggettivamente credibile, rendendo incerto l'esito di un eventuale giudizio civile).

Commentari2

  • 1Minacciare di adire le vie legali per conseguire profitto ingiusto può essere estorsione
    Avv. Ilaria Parlato · https://www.salvisjuribus.it/category/civile/

    Prospettare all'altro azioni giudiziarie al fine di ottenere somme di denaro non dovute può integrare – a carico di chi prospetta le suddette azioni giudiziarie e qualora vi siano tutti i presupposti di legge – il reato di estorsione. La minaccia di adire le vie legali, paventando azioni giudiziarie o esecutive, pur atteggiandosi all'apparenza come lecita e dunque come non ingiusta, può costituire illegittima intimidazione, idonea ad integrare l'elemento materiale del reato di estorsione, allorché la stessa non sia formulata con l'intento di esercitare un diritto, bensì con il fine di conseguire un profitto ingiusto (Cass., Sez. II, 07/05/2013 – 05/09/2013 n. 36365; Cass., Sez. II, …

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  • 2Creditore esagera, condannato per estorsione (Cass.8467/19)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 28 febbraio 2019

    Quando una pretesa creditoria venga esercitata violentemente e sia esorbitante e pretestuosa rispetto a quella vantata realmente, si verte nell'ambito del delitto di estorsione e non di esercizio arbitrio delle proprie ragioni, in quanto il soggetto agente è consapevole di pretendere ciò che non gli è dovuto. E' inammissibile il ricorso per cassazione fondato su motivi che si risolvono nella pedissequa reiterazione di quelli già dedotti in appello e puntualmente disattesi dalla corte di merito, dovendosi gli stessi considerare non specifici ma soltanto apparenti, in quanto omettono di assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso. La …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. II, sentenza 04/02/2016, n. 8096
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 8096
Data del deposito : 4 febbraio 2016

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