Cass. pen., sez. V, sentenza 31/03/2010, n. 19078
CASS
Sentenza 31 marzo 2010

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Massime1

Non sussiste lo stato di quasi flagranza che rende legittimo l'arresto se l'inseguimento da parte della polizia giudiziaria, che poi culmina con l'arresto, trova causa non già nella diretta percezione dei fatti da parte della polizia giudiziaria ma nella denuncia della persona offesa. (Nella specie la persona offesa, vice sovrintendente di PS, avendo subito un'aggressione, si era rivolto ai colleghi, che lo avevano accompagnato in ospedale nel quale era sopraggiunto anche l'aggressore per farsi medicare, il quale dopo visita medica veniva accompagnato negli uffici del Commissariato dove veniva formalizzato il suo arresto; il G.i.p., ritenuto che le ricerche erano proseguite senza soluzione di continuità, lo aveva convalidato. La S.C. ne ha censurato, sulla base del principio di cui in massima, la decisione).

Commentario1

  • 1Le Sezioni unite sulla nozione di “quasi flagranza”: limiti
    Guido Todaro · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/

    Per leggere il testo della sentenza in commento, apri il file allegato. 1. La libertà è la regola, le sue limitazioni configurano ipotesi eccezionali e le correlate norme sono, pertanto, di stretta interpretazione. Verità ovvia e principio sacrosanto del nostro processo penale, che, però, ogni tanto – anzi, spesso purtroppo – occorre ricordare, a fronte di letture riduttive ovvero interpretazioni devianti. Il caso in esame ne è un esempio: la questione controversa concerne l'esatta determinazione delle coordinate concettuali della nozione di “quasi flagranza”, con particolare riferimento alla fattispecie rappresentata dall'“inseguimento”: dilatarne il significato, di là della lettera …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 31/03/2010, n. 19078
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 19078
Data del deposito : 31 marzo 2010

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