Cass. pen., sez. IV, sentenza 25/01/2023, n. 3273
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Sentenza 25 gennaio 2023

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Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte di Cassazione, emessa dal Consigliere A.R., che accoglie il ricorso di un imputato contro la sentenza della Corte d'Appello di Bari. L'imputato contestava la responsabilità per omicidio colposo aggravato, sostenendo che la prova della sua alterazione psico-fisica fosse insufficiente e che l'aggravante fosse stata erroneamente applicata. Le parti, in particolare la difesa, richiedevano l'annullamento della sentenza per vizio di motivazione, evidenziando l'assenza di riscontri scientifici e la mancanza di elementi sintomatici che dimostrassero uno stato di alterazione al momento dell'incidente.

Il giudice ha accolto i motivi del ricorso, sottolineando la manifesta illogicità della motivazione della Corte d'Appello. Ha evidenziato che la prova dell'assunzione di sostanze stupefacenti, basata su un test di screening, necessitava di conferma e che la mera velocità eccessiva non era sufficiente a dimostrare uno stato di alterazione. Inoltre, ha chiarito che per configurare la colpa cosciente era necessaria la prova della previsione concreta dell'evento da parte dell'imputato, non limitandosi a una generica prevedibilità. Pertanto, la sentenza impugnata è stata annullata in relazione alle aggravanti, con rinvio per un nuovo giudizio.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. IV, sentenza 25/01/2023, n. 3273
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 3273
    Data del deposito : 25 gennaio 2023

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