Sentenza 19 gennaio 2016
Massime • 1
Il reato di abuso di ufficio finalizzato ad arrecare ad altri un danno ingiusto ha natura plurioffensiva, in quanto è idoneo a ledere, oltre all'interesse pubblico al buon andamento e alla trasparenza della P.A., il concorrente interesse del privato a non essere turbato nei suoi diritti dal comportamento illegittimo e ingiusto del pubblico ufficiale. Ne consegue che il privato danneggiato riveste la qualità di persona offesa dal reato ed è legittimato a proporre opposizione avverso la richiesta di archiviazione del P.M.
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 19/01/2016, n. 5746 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 5746 |
| Data del deposito : | 19 gennaio 2016 |
Testo completo
5 746/ 1 6 46 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SESTA SEZIONE PENALE UDIENZA CAMERA DI CONSIGLIO DEL 19/01/2016 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: - Presidente - SENTENZA Dott. ANNA PETRUZZELLIS - Rel. Consigliere - N. 87 Dott. ANGELO COSTANZO REGISTRO GENERALE - Consigliere - Dott. MASSIMO RICCIARELLI N. 40008/2015 Dott. ANGELO CAPOZZI - Consigliere - - Consigliere - Dott. ERSILIA CALVANESE ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: DI GI N. IL 23/01/1948 parte offesa nel procedimento c/ D'IC GI N. IL 08/05/1962 avverso l'ordinanza n. 1642/2015 GIP TRIBUNALE di ASTI, del 30/04/2015 sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANGELO COSTANZO;
lette/sentite le conclusioni del PG Dott. Ons drede Marlent po Udit i difensor Avv.;/ RITENUTO IN FATTO 1. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Asti ha archiviato il procedimento a carico di IU D'CO, denunciato per abuso di ufficio da IU RD, recependo le argomentazioni espresse nella richiesta del Pubblico ministero che ha assunto mancante e non conseguibile la prova del dolo intenzionale da parte dell'indagato. 21 Contestualmente alla richiesta di archiviazione, il Pubblico ministero ha disposto non effettuarsi l'avviso, pur richiesto dal denunciante, ex art.408 cod. proc. pen. ritenendo che il privato danneggiato non può essere considerato persona offesa del reato e, pertanto, neanche titolare dei diritti processuali previsti dagli artt. 408, 409 e 410 cod. proc. pen.. 2. Nel ricorso presentato nell'interesse di RD si chiede l'annullamento del predetto decreto per violazione degli artt. 408, comma 2, 127, commi 1 e 5, e 178, comma 1, lett, c), cod. proc. pen. assumendo la natura plurioffensiva del reato ex art. 323 cod. pen., la qualità di persona offesa del ricorrente, la compromissione dei diritto di difesa a causa del mancato avviso ex art. 408, comma 2, cod. proc. pen. e la tempestività del ricorso in cassazione.
3. Il Procuratore generale, osservando che il reato ex art. 323 cod. pen. ha natura monoffensiva quando è finalizzato a procurare un vantaggio ingiusto, mentre ha natura plurioffensiva quando l'autore si proponga di arrecare danno, chiede l'annullamento del provvedimento impugnato con rinvio al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Asti. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. La giurisprudenza di questa Corte è orientata, da tempo, nel ritenere che il reato di abuso di ufficio quando sia commesso in danno di privati (e non sia cioè finalizzato a concedere un ingiusto vantaggio da parte del pubblico ufficiale) abbia natura plurioffensiva, nel senso che lede l'interesse della Pubblica Amministrazione ma, contemporaneamente, anche quello del privato, che, pertanto, ben può proporre opposizione alla richiesta di archiviazione. Il reato di abuso di ufficio finalizzato ad arrecare ad altri un danno ingiusto ha natura plurioffensiva, in quanto è idoneo a ledere, oltre all'interesse pubblico al buon andamento e alla trasparenza della P.A., il concorrente interesse del privato a non essere turbato nei suoi diritti dal comportamento illegittimo e ingiusto del pubblico ufficiale. Ne consegue che il privato danneggiato riveste la qualità di persona offesa dal reato ed è legittimato a proporre opposizione avverso la richiesta di archiviazione del P.M. (Cass. pen., Sez. 6, n. 13179 del 29/03/2012, Rv. 252570; Sez. 6, n. 17642 del 10/04/2008, Rv. 239648).
2. Nel caso in esame, da quanto prospettato nel ricorso e da quanto emerge dallo stessa richiesta di archiviazione, risulta che l'ipotizzato reato ex art.323 cod.pen.. avrebbe prodotto un danno ingiusto al privato (poiché D'CO avrebbe arbitrariamente esteso la revoca della licenza di porto d'armi per difesa personale, disposta dal Questore, al ritiro delle armi bianche e artistiche), al quale deve - pertanto - essere riconosciuta la qualifica di persona offesa. Ne deriva che il provvedimento impugnato va annullato senza rinvio, disponendo la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero presso il Tribunale di Asti perché provveda alla notifica dell'avviso della richiesta di archiviazione alla persona offesa.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio il decreto impugnato e dispone la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica preso il Tribunale di Asti per quanto di competenza. Così deciso in Roma, il 19/01/2016. Il Consigliere estensore Il Presidente Angelo Costanzo Anna Petruzzellis DEPOSITATO IN CANCELLERIA 11 FEB 2016 IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO CA Piera Esposito E T R O C 3