Cass. pen., sez. III, sentenza 07/04/2015, n. 41044
CASS
Sentenza 7 aprile 2015

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In materia religiosa, la critica è lecita quando - sulla base di dati o di rilievi già in precedenza raccolti o enunciati - si traduca nella espressione motivata e consapevole di un apprezzamento diverso e talora antitetico, risultante da una indagine condotta, con serenità di metodo, da persona fornita delle necessarie attitudini e di adeguata preparazione, mentre trasmoda in vilipendio quando - attraverso un giudizio sommario e gratuito - manifesti un atteggiamento di disprezzo verso la religione cattolica, disconoscendo alla istituzione e alle sue essenziali componenti (dogmi e riti) le ragioni di valore e di pregio ad essa riconosciute dalla comunità, e diventi una mera offesa fine a se stessa. (Nella fattispecie, la S.C. ha ritenuto corretta la valutazione del giudice di merito che aveva ravvisato il reato di cui all'art. 403 cod. pen. nella condotta di imputato il quale aveva realizzato ed esposto nel centro di Milano un trittico raffigurante il Papa ed il suo segretario personale accostati ad un pene con testicoli con la didascalia "Chi di voi non è culo scagli la prima pietra").

Commentari5

  • 1Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/

    FATTI DI CAUSA 1. In data 31 luglio 2013, l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti - UAAR, con sede in Roma, presentava al Comune di Verona istanza di affissione, tramite il servizio comunale di affissioni pubbliche, di dieci manifesti recanti la parola, a caratteri cubitali, «Dio», con la «D» a stampatello barrata da una crocetta e le successive lettere «io» in corsivo, e sotto la dicitura, a caratteri più piccoli, «10 milioni di italiani vivono bene senza D. E quando sono discriminati, c'è l'UAAR al loro fianco». Il manifesto recava, altresì, in basso a destra, a caratteri ancora più piccoli e ristretti in un piccolo riquadro, il logo e la denominazione dell'associazione. La …

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  • 2Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/

  • 3Atti di vilipendio
    https://www.brocardi.it/

    Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 7787 del 1 ottobre 1983 «Nello schema del delitto di maltrattamenti in famiglia rientrano non soltanto le percosse, le minacce, le ingiurie e le privazioni imposte alla vittima, ma anche gli atti di scherno, di disprezzo, di umiliazione, di vilipendio e di asservimento...» Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 562 del 22 maggio 1972 «L'ipotesi criminosa enunciata nell'art. 278 c.p. non richiede affatto, per l'integrazione della fattispecie, il vilipendio, ma prevede semplicemente l'offesa all'onore o al prestigio del Capo dello Stato (al quale è equiparato il Sommo Pontefice)....» Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5864 del 19 maggio 1978 «Il …

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  • 4Papa gay? Vilipendio (Cass. 41044/15)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 2 giugno 2019

    Nel vilipendio alla religione, la condotta consiste nel "tenere a vile", ovvero nel manifestare un'offesa volgare e grossolana, che si concreta in atti che assumano caratteri evidenti di dileggio, derisione, disprezzo; atti sorretti dal dolo generico, ossia dalla volontà di commettere il fatto con la consapevolezza della loro idoneità a vilipendere, tale da rendere irrilevante il movente dell'azione (politico o sociale), che non vale perciò ad escluderlo. Il sentimento religioso, quale vive nell'intimo della coscienza individuale e si estende anche a gruppi più o meno numerosi di persone legate tra loro dal vincolo della professione di una fede comune, è da considerare tra i beni …

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  • 5Vilipendio, arte, libertà di espressione (Cass.41044/15)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 19 ottobre 2016

    Un opera d'arte, critica, ironica e satirica, ancorché manifestata con natura cruda e volgare, costituisce reato perchè costituirebbe un giudizio sommario e gratuito manifestando un atteggiamento di disprezzo verso la religione, disconoscendo alla istituzione e alle sue essenziali componenti (dogmi e riti) le ragioni di valore e di pregio ad essa riconosciute dalla comunità. Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 7 aprile ? 13 ottobre 2015, n. 41044 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 13/12/2013, la Corte di appello di Milano confermava la pronuncia emessa dal Tribunale della stessa città il 21/9/2010, con la quale S.B. era stato condannato alla pena di 800,00 euro di multa in …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 07/04/2015, n. 41044
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 41044
Data del deposito : 7 aprile 2015

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