Cass. pen., sez. III, sentenza 23/06/2015, n. 38786
CASS
Sentenza 23 giugno 2015

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

Per riformare "in peius" una sentenza assolutoria emessa all'esito di giudizio abbreviato, il giudice di appello è obbligato - in base all'art. 6 CEDU, così come interpretato dalla sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 5 luglio 2011, nel caso Dan c. Moldavia - a rinnovare l'istruzione dibattimentale solo qualora intenda operare un diverso apprezzamento dell'attendibilità di una prova orale acquisita dal primo giudice in sede di integrazione probatoria, ma non anche in relazione alle dichiarazioni assunte nella fase delle indagini ed utilizzate ai fini del giudizio per effetto della scelta dell'imputato di accedere al rito speciale.

Commentari4

  • 1Art. 442 - Decisione
    https://www.filodiritto.com/

  • 2Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/

    RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 28 novembre 2014, la Corte di appello di Roma, in accoglimento dell'appello del Pubblico Ministero e in riforma della sentenza assolutoria pronunciata a seguito di giudizio abbreviato dal Tribunale di Latina, ha dichiarato Antonio P. responsabile delle condotte di usura in danno di Salvatore P., contestate ai capi 49 e 50 del capo di imputazione e lo ha condannato alla pena sospesa di un anno e sei mesi di reclusione ed euro 4.200 di multa, oltre al risarcimento dei danni in favore della parte civile, nella misura da liquidarsi in separato giudizio. Il Tribunale aveva assolto il P. con la formula "perché il fatto non sussiste" ritenendo insufficiente …

     Leggi di più…

  • 3Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/ · 20 aprile 2017

    RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 28 novembre 2014, la Corte di appello di Roma, in accoglimento dell'appello del Pubblico Ministero e in riforma della sentenza assolutoria pronunciata a seguito di giudizio abbreviato dal Tribunale di Latina, ha dichiarato Antonio P. responsabile delle condotte di usura in danno di Salvatore P., contestate ai capi 49 e 50 del capo di imputazione e lo ha condannato alla pena sospesa di un anno e sei mesi di reclusione ed euro 4.200 di multa, oltre al risarcimento dei danni in favore della parte civile, nella misura da liquidarsi in separato giudizio. Il Tribunale aveva assolto il P. con la formula "perché il fatto non sussiste" ritenendo insufficiente …

     Leggi di più…

  • 4Reformatio in pejus in appello: ancora alle SSUU (Cass., 47015/16)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 11 novembre 2016

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 23/06/2015, n. 38786
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 38786
Data del deposito : 23 giugno 2015

Testo completo