Art. 30. Entrata in vigore 1. Il presente decreto entra in vigore il 1 aprile 1998.
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1 aprile 1998
1 aprile 1998
Commentario • 1
- 1. Agenzia Delle Entrate Accerta Errori In Liquidazioni Periodiche Iva: Come DifendersiGiuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 11 settembre 2025
Hai ricevuto una contestazione dall'Agenzia delle Entrate per errori nelle liquidazioni periodiche IVA? In questi casi, l'Ufficio presume che l'imposta sia stata versata in misura inferiore al dovuto o che le comunicazioni (LIPE) non corrispondano ai dati contabili reali, con conseguente recupero dell'IVA, applicazione di sanzioni e interessi. Tuttavia, non sempre la contestazione è fondata: errori formali o differenze minime possono essere sanati e, in alcuni casi, l'accertamento può essere annullato. Quando l'Agenzia delle Entrate contesta errori nelle liquidazioni periodiche IVA – Se vi sono incongruenze tra le LIPE inviate e la dichiarazione annuale IVA – Se gli importi versati …
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Giurisprudenza • 24
- 1. Cass. civ., SS.UU., sentenza 11/03/2004, n. 5040Provvedimento: […] La disposizione, destinata ad acquistare vigore dal 1 aprile 1998 (art. 21 del D.Lgs. 473/1997, in armonia, del resto, con l'art. 30 del D.Lgs. 472/1997),Leggi di più...
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- 2. Cass. civ., SS.UU., sentenza 11/03/2004, n. 5042Provvedimento: […] La disposizione, destinata ad acquistare vigore dal 1 aprile 1998 (art. 21 del D.Lgs. 473/1997, in armonia, del resto, con l'art. 30 del D.Lgs. 472/1997),Leggi di più...
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- art. 15 D.Lgs. 507/1993·
- D.Lgs. 473/1997
- 3. Cass. civ., sez. V trib., sentenza 02/10/2008, n. 24425Provvedimento: […]Leggi di più...
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- 4. Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado Lazio, sez. XVI, sentenza 26/05/2025, n. 3352Provvedimento: […] 5.3.1. In primo luogo, la lettura dell'atto impositivo esclude che l'Ufficio abbia contestato la debenza di interessi su somme iscritte a titolo di sanzioni ed interessi; anzi, l'atto impugnato richiama puntualmente l'art. 30, comma 1, del d.P.R. n. 602 del 1973; né l'appellante, sulla base del regime della prova (art. 2697 c.c.), indica quali siano gli importi di cui si contesta la non debenza per asserita violazione del citato art. 30 e dell'art. 2, comma 3, del d.lgs. n. 472/1997. 5.3.2. In secondo luogo, va ribadita la debenza di interessi moratori, previsti dall'art. 13 del d.l. n. 557/1993, convertito, con mod., dalla legge n. 133/1994, dall'art. 25 del d.P.R. n. 602/73, dall'art. 9 del d.lgs. n. 159/2015, dall'art.1, comma 150, della legge n. 244/2007.Leggi di più...
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- 5. Cass. civ., sez. V trib., sentenza 18/02/2003, n. 2410Provvedimento: […] 6.3. motivo è inammissibile. Infatti, non è invocabile dalle parti per la prima volta nel giudizio di legittimità lo ius superveniens, quando la nuova normativa era già in vigore prima che fosse adottata la sentenza di appello Nel caso di specie la sentenza di appello è stata adottata il 10 novembre 1998, dopo che, il 1° aprile 1988, in base all'art. 30 DLgs 18 dicembre 1997, n. 472, tale atto normativo era entrato in vigore. Sul punto si è, dunque, formato il giudicato e, poiché con il ricorso per cassazione non si possono proporre questioni nuove rispetto al precedente grado di giudizio, il relativo motivo è inammissibile.Leggi di più...
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