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20 marzo 2009
20 marzo 2009
Art. 5. (Principi e criteri finalizzati a favorire
il merito e la premialita') 1. L'esercizio della delega nella materia di cui al presente articolo e' finalizzato ad introdurre nell'organizzazione delle pubbliche amministrazioni strumenti di valorizzazione del merito e metodi di incentivazione della produttivita' e della qualita' della prestazionelavorativa, secondo le modalita' attuative stabilite dalla contrattazione collettiva, anche mediante l'affermazione del principio di selettivita' e di concorsualita' nelle progressioni di carriera e nel riconoscimento degli incentivi.
2. Nell'esercizio della delega nella materia di cui al presente articolo il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) stabilire percentuali minime di risorse da destinare al merito e alla produttivita', previa valutazione del contributo e del rendimento del singolo dipendente formulati in relazione al risultato, evitando la corresponsione generalizzata ed indifferenziata di indennita' e premi incentivanti a tutto il personale;
b) prevedere che la valutazione positiva conseguita dal dipendente in un congruo arco temporale costituisca un titolo rilevante ai fini della progressione in carriera e dei concorsi riservati al personale interno;
c) destinare al personale, direttamente e proficuamente coinvolto nei processi di ristrutturazione e razionalizzazione, parte delle economie conseguite con risparmi sui costi di funzionamento in proporzione ai risultati conseguiti dalle singole strutture amministrative;
d) stabilire che le progressioni meramente economiche avvengano secondo principi di selettivita';
e) definire una riserva di accesso dall'esterno alle posizioni economiche apicali nell'ambito delle rispettive aree funzionali, anche tramite un corso-concorso bandito dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione;
f) stabilire che le progressioni di carriera avvengano per concorso pubblico, limitando le aliquote da destinare al personale interno ad una quota comunque non superiore al 50 per cento;
g) individuare specifici e ulteriori criteri premiali per il personale coinvolto in progetti innovativi che ampliano i servizi al pubblico, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
il merito e la premialita') 1. L'esercizio della delega nella materia di cui al presente articolo e' finalizzato ad introdurre nell'organizzazione delle pubbliche amministrazioni strumenti di valorizzazione del merito e metodi di incentivazione della produttivita' e della qualita' della prestazionelavorativa, secondo le modalita' attuative stabilite dalla contrattazione collettiva, anche mediante l'affermazione del principio di selettivita' e di concorsualita' nelle progressioni di carriera e nel riconoscimento degli incentivi.
2. Nell'esercizio della delega nella materia di cui al presente articolo il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) stabilire percentuali minime di risorse da destinare al merito e alla produttivita', previa valutazione del contributo e del rendimento del singolo dipendente formulati in relazione al risultato, evitando la corresponsione generalizzata ed indifferenziata di indennita' e premi incentivanti a tutto il personale;
b) prevedere che la valutazione positiva conseguita dal dipendente in un congruo arco temporale costituisca un titolo rilevante ai fini della progressione in carriera e dei concorsi riservati al personale interno;
c) destinare al personale, direttamente e proficuamente coinvolto nei processi di ristrutturazione e razionalizzazione, parte delle economie conseguite con risparmi sui costi di funzionamento in proporzione ai risultati conseguiti dalle singole strutture amministrative;
d) stabilire che le progressioni meramente economiche avvengano secondo principi di selettivita';
e) definire una riserva di accesso dall'esterno alle posizioni economiche apicali nell'ambito delle rispettive aree funzionali, anche tramite un corso-concorso bandito dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione;
f) stabilire che le progressioni di carriera avvengano per concorso pubblico, limitando le aliquote da destinare al personale interno ad una quota comunque non superiore al 50 per cento;
g) individuare specifici e ulteriori criteri premiali per il personale coinvolto in progetti innovativi che ampliano i servizi al pubblico, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
Commentari • 2
- 1. In arrivo le disposizioni integrative e correttive del D.Lgs. 150/09: effetti sui contratti decentrati integrativiSpadone Luigi · https://www.diritto.it/ · 1 settembre 2011 · 0.7768523
Dopo essere stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 22 luglio è in fase di pubblicazione il D.Lgs. correttivo del D.Lgs. 150/09 voluto dal Ministro Brunetta per superare alcune interpretazioni giurisprudenziali che differivano la immediata applicabilità di alcune parti del citato Decreto. L'intervento chiarificatore risulta vieppiù necessario stante le diverse interpretazioni cui sono giunti i vari Giudici di merito intervenuti in materia. A fronte di alcuni indirizzi, i più risalenti invero, secondo cui le disposizioni afferenti le relazioni sindacali non sono di immediata applicazione (cfr. Trib. Torino, 2 aprile 2010, Trib. Salerno, 18 luglio 2010 e Trib. Trieste, 5 …
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Giurisprudenza • 23
- 1. TAR Napoli, sez. V, sentenza 03/08/2020, n. 3486Provvedimento: […] Lgs n. 150 del 27/10/2009 e dell'art. 5 della legge n. 15 del 2009, Violazione e falsa applicazione della Legge Stanca n. 4/2004) ed eccesso di potere sotto plurimi profili (in particolare, per violazione del principio del favor partecipationis , difetto di motivazione, contraddittorietà e illogicità manifesta, falsità dei presupposti e travisamento dei fatti, difetto di ragionevolezza e proporzionalità, mancanza di interesse pubblico all'esclusione del candidato dalle procedure concorsuali; violazione del principio di uguaglianza).Leggi di più...
- esclusione da concorso·
- violazione di bando di concorso·
- compensazione delle spese di lite·
- concorso pubblico·
- tutela della privacy·
- legittimità degli atti amministrativi·
- eccesso di potere·
- principio del favor partecipationis·
- prescrizione delle impugnazioni·
- difetto di firma sulla domanda·
- inammissibilità per difetto di interesse